Il Purgatorio di Dante: i personaggi principali

Di Redazione Studenti.

Purgatorio di Dante: descrizione dei personaggi più importanti che il poeta incontra nella seconda cantica della Divina commedia

Introduzione

Purgatorio di Dante: personaggi principali
Purgatorio di Dante: personaggi principali — Fonte: getty-images

La Divina Commedia, come ben tutti sanno, è l'opera magna di Dante Alighieri. È un poema allegorico scritto in versi, di straordinaria bellezza e profondità, che sicuramente merita uno studio attento e appassionato.

L'opera è suddivisa in tre parti, chiamate cantiche: l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Tutte le cantiche sono composte da 33 canti, ma l'Inferno ha un canto in più, che funge da prologo.

Nella lista che segue, ci accingeremo a parlare del Purgatorio. Esso ha la forma di una montagna che sorge su un'isola circondata dalle acque. Le anime del Purgatorio devono salire la montagna per compiere la loro purificazione. Come è facile immaginare, il cast dei personaggi è davvero molto ampio, quindi gli studenti potrebbero avere un po' di difficoltà a ricordarli tutti.

Ma niente paura! Il trucco sta nel focalizzarsi sui personaggi più importanti. Leggete per scoprire chi sono i personaggi principali del Purgatorio di Dante!

Catone

Catone Uticense è il primo personaggio incontrato da Dante e Virgilio, nel Canto I, ed è il custode del Purgatorio. In vita fu un nemico di Giulio Cesare e, dopo essere stato sconfitto da questi, si suicidò ad Utica.

Dante lo descrive come un uomo anziano, dai capelli e dalla barba bianchi, avvolto da un'aria seria e austera. Catone, inizialmente, scambia i due viaggiatori per delle anime fuggite dall'Inferno e non esita a rimproverarli. Virgilio gli spiega la situazione e tenta di addolcirlo parlandogli di sua moglie Marzia, ma Catone resta impassibile e fermo nella sua posizione di autorevolezza.

Questo comportamento è in realtà un'allegoria utilizzata da Dante per indicare che, chi segue il sentiero della purificazione, deve farlo senza più pensare al passato.

Questo personaggio rappresenta l'ideale della libertà e della vita virtuosa.

Alla fine, Catone decide di lasciarli passare.

Casella

Casella era un compositore fiorentino, molto amato ai suoi tempi, di cui però si hanno scarse informazioni. Fa la sua comparsa nel Canto II ed è un caro amico di Dante. Infatti, appena incontra il poeta, lo abbraccia calorosamente. Dante vorrebbe ricambiare, ma le anime del Purgatorio non hanno alcuna solidità.

I due amici sono contenti di rivedersi e iniziano a parlare un po'. Dante gli chiede di cantare una canzone, per alleviare la stanchezza dovuta al lungo viaggio. Casella accontenta il desiderio dell'amico e inizia a cantare in tono soave e dolce, tanto da incantare non solo Dante e Virgilio, ma anche tutte le anime del Purgatorio.

Tuttavia, quando Catone se ne accorge, rimprovera tutti i presenti e li sollecita a iniziare la purificazione. Anche questo evento indica la necessità di abbandonare i ricordi e le distrazioni, per concentrarsi sull'espiazione dei peccati.

Pia de' Tolomei

Pia de' Tolomei viene incontrata da Dante e Virgilio nel Canto V. Era una nobildonna senese della famiglia Tolomei, sposatasi con Nello Pannocchieschi, il conte di una proprietà della Maremma.

Fu proprio il marito a ucciderla, gettandola da una finestra di un castello in cui la teneva prigioniera. I motivi non sono certi; alcuni ipotizzano che il marito abbia voluto punirla per un'infedeltà, mentre altri che voleva sposare un'altra donna.

Pia appartiene a quelle anime che si sono pentite dei propri peccati negli ultimi istanti della propria vita e per questo è stata destinata al Purgatorio. Appare come una figura delicata e gentile, che chiede dolcemente a Dante di pregare per lei, una volta che sarà tornato sulla Terra, per accelerare il suo cammino verso la purificazione. Infatti, sa che nessuno dei suoi familiari pregherà per lei.

Sordello da Goito

Sordello da Goito appare nel Canto VI, nel Canto VII e nel Canto VIII.

Egli fu un trovatore lombardo di origini nobili che frequentò numerose corti e viaggiò moltissimo, tra l'Italia, la Spagna e la Provenza. Ricevette in dono alcune terre da amministrare da parte di Berengario IV e Carlo I d'Angiò.

Il canto per cui viene ricordato maggiormente è il VI: qui Virgilio chiede a Sordello delle indicazioni per continuare il loro viaggio. Sordello però gli domanda a sua volta quali sono le sue origini e, appena capisce che Virgilio è un suo compaesano, lo abbraccia affettuosamente.

Da qui parte l'invettiva di Dante contro l'Italia, che è segnata da guerre e conflitti e ha dimenticato i valori di fratellanza e patria, dimostrati da Sordello. Critica anche l'imperatore Alberto I d'Asburgo che non si cura del suo popolo. Il canto VI tratta quindi temi politici, così come il Canto VI dell'Inferno e del Paradiso.

Marco Lombardo

Marco Lombardo compare nel Canto XVI. Si hanno poche notizie sul suo conto, probabilmente era un cortigiano della Lombardia. Dante e Marco si incontrano in un luogo immerso dal fumo, perché gli iracondi devono espiare i loro peccati immersi in una coltre di fumo che acceca gli occhi.

Marco viene dipinto come un uomo giusto e nobile che in vita ha perseguito i valori cavallereschi, che ormai non vengono seguiti più da nessuno. A seguito di questo discorso, Dante gli domanda, dubbioso, se la corruzione che macchia il cuore degli uomini dipende dall'influenza degli astri o dalla volontà degli uomini stessi. Marco gli spiega che, se fosse tutto determinato dal Cielo, allora non esisterebbe il libero arbitrio. Gli esseri umani sono creati da Dio, ma le scelte che compiono dipendono dalla loro volontà. Essi hanno però bisogno di una guida in grado di orientarli verso il bene, rappresentata dalla figura dell'imperatore.

Altri contenuti sul Purgatorio di Dante

Ascolta il podcast su Dante Alighieri

Ascolta su Spreaker.