Il Principe di Machiavelli: analisi e trama

Il Principe di Machiavelli: analisi e trama A cura di Silvia Corelli.

Analisi del libro "Il Principe" di Machiavelli: trama e struttura del trattato di politica dedicato a Lorenzo De' Medici, duca di Urbino

1L'Italia al tempo di Machiavelli

Fonte: ansa

Il Principe è l’opera più significativa di Niccolò Machiavelli, quella che più di tutte ha lasciato espressione del suo pensiero e che, ingiustamente, ha fatto apparire Machiavelli come un uomo furbo e calcolatore tanto che – vi capiterà di sentirlo – “machiavellico” è un aggettivo che indica proprio qualcosa di subdolo e malizioso.   

Se vogliamo capire come e perché il nostro autore compone quest’opera, dobbiamo fermarci a osservare qual era la situazione politica italiana al suo tempo: il Principe è un trattato di politica in fin dei conti.

Machiavelli, fiorentino, vive fra il 1469 e 1527; il periodo che va dal 1494 al 1559 è conosciuto come l’Età delle Guerre d’Italia. È un periodo lungo e complesso e qui parleremo solo di quegli avvenimenti che influenzano le sorti politiche dell’Italia.   

Carlo VIII re di Francia, è imparentato con la famiglia Angiò che regna su Napoli. Dopo la morte dell’ultimo Angiò, Carlo VIII rivendica il trono, vuole cioè essere re del Regno di Napoli e annetterlo alla Francia. Non sono mai facili queste questioni - può sempre farsi avanti un altro erede legittimo o illegittimo con le stesse pretese - e per non avere problemi nel realizzare i suoi piani Carlo stringe prima un’alleanza con gli Sforza di Milano e poi, attraverso accordi diplomatici, si assicura che le altre potenze europee non intervengano contro di lui.        

Ritratto di Piero De' Medici (1472-1503) anche noto come "lo sfortunato", dipinto da Agnolo Bronzino
Ritratto di Piero De' Medici (1472-1503) anche noto come "lo sfortunato", dipinto da Agnolo Bronzino — Fonte: ansa

La discesa di Carlo VIII in Italia (1494) per prendere Napoli sconvolge gli Stati Regionali italiani, il re attraversa la Penisola e rompe le uova nel paniere: a Firenze, in particolare, ci sono dei gruppi che si oppongono alla Signoria dei Medici e che, con l’appoggio di Re Carlo riusciranno a mettere in fuga Piero de Medici, al tempo regnante sulla città, e a instaurare a Firenze un regime repubblicano. Questo è un dato che ci interessa perché Machiavelli sarà un importante funzionario della nuova repubblica fiorentina e sarà allontanato dalla città quando i Medici riusciranno a riprendere il controllo di Firenze. Successivamente gli accordi diplomatici fra Carlo VIII e la Spagna vengono meno e la Spagna si schiera accanto a quegli Stati Regionali italiani ora ostili al re francese.    

È un periodo caotico: alleanze si allacciano e si sciolgono, gli eserciti degli Stati italiani si mostrano inaffidabili e incapaci perché composti da soldati mercenari, i regnanti si rivelano deboli e corruttibili.

In tutto questo dobbiamo quindi tenere a mente i seguenti punti:
    

  • Carlo VIII scende in Italia e sconvolge gli equilibri politici degli Stati Regionali: cacciati i medici da Firenze
  • L’Italia si mostra molto debole e facilmente attaccabile dagli Stati stranieri; i governanti italiani non sono in grado di gestire questioni belliche o diplomatiche
  • Gli Stati Regionali italiani non hanno eserciti forti e fedeli perché sono composti da mercenari
  • Non c’è concordia fra uno Stato Regionale e l’altro: capita molto spesso che due Stati siano alleati o nemici a distanza di pochissimo tempo


Come si ripercuote tutto questo sull’opera e le idee di Niccolò Machiavelli?    

Ascolta su Spreaker.

2Il Principe

Lorenzo De' Medici in un ritratto di Girolamo Macchietti
Lorenzo De' Medici in un ritratto di Girolamo Macchietti — Fonte: ansa

Ricordiamoci che il titolo originale dell’opera è De Principatibus, poi conosciuto con il nome di Principe. Si tratta di un piccolo trattato che mira a spiegare quali siano i diversi tipi di Stato retti da un principe, e che espone in modo chiaro e rapido, secondo le idee del nostro autore, in che modo il principe dovrebbe agire per rendere sempre più forte il suo principato. L’opera è, a tutti gli effetti, un piccolo manuale di comportamento.   

Occorre sempre qualche dato per definire l’opera, quindi ecco una piccola carta d’identità del trattato:
       

  • Il Principe viene composto in pochissimi mesi nel 1513, durante il periodo in cui Machiavelli viene allontanato da Firenze al ritorno dei Medici
  • L’opera viene dedicata a Lorenzo de Medici duca di Urbino: l’autore sta cercando in questo modo di dimostrare il suo appoggio ai regnanti dopo il periodo repubblicano
  • Si compone di ventisei capitoli di varia lunghezza


Andiamo a sfogliare questi capitoli per vedere quali idee ci ha lasciato in dono Machiavelli.
       

  • I capitoli I-XI descrivono le varie tipologie di principati: non esiste infatti un solo tipo di Stato (ricordiamoci che usiamo qui “principato” e “Stato” come sinonimi) ma Stati diversi a partire dal modo in cui si sono formati. Abbiamo ad esempio principati ereditari (quelli cioè che si formano attraverso varie successioni dinastiche, da padre in figlio) o principati nuovi, ottenuti con le armi o con le virtù personali del nuovo principe. Fra i principati nuovi abbiamo poi: principati misti (formati a partire da uno stato preesistente di tipo repubblicano), principati civili (formati perché il popolo elegge un principe) e principati ecclesiastici (come lo Stato della Chiesa).
  • I capitoli XII-XIV affrontano invece il problema degli eserciti mercenari cui accennavamo poco sopra: perché Machiavelli è contrario a questo tipo di esercito? Semplicemente perché non è un esercito fedele. I soldati mercenari non sono legati direttamente al paese che difendono e neppure al principe che li governa, sono praticamente guerrieri “assunti” e non possono avere grandi ideali oltre i beni economici che traggono dal loro lavoro. È necessario che chi lotta per un principe sia mosso da profondo rispetto e fedeltà verso la sua causa.
  • I capitoli XV – XXIII si concentrano finalmente soltanto sulla figura del principe e sono questi i capitoli che più hanno contribuito a fare di Machiavelli un personaggio scaltro e spregiudicato. Praticamente l’idea di fondo sta dietro alla massima con cui i posteri hanno interpretato il nostro autore, “il fine giustifica i mezzi”: cioè ogni mezzo è lecito per giungere al giusto fine che ci prefissiamo. Il principe ha come unico scopo quello di potenziare e migliorare sempre di più il suo principato e per raggiungere questo scopo non deve avere scrupoli, può essere crudele, può essere calcolatore con adulatori, amici o alleati, sempre bilanciando però cinismo e bontà, perché un principe cattivo ovviamente sarebbe presto fatto fuori. Sarà quindi un principe saggio, razionale e benevolo, capace di essere furbo come una volpe e forte come un leone.
  • I capitoli XXIV e XXV analizzano le colpe commesse dai principi italiani durante il periodo caotico delle guerre d’Italia (ancora in atto quando Machiavelli scrive) e si concentrano sulla trattazione del rapporto fra virtù e fortuna: sono pagine e tematiche bellissime che in realtà chiunque potrebbe prendere in considerazione. La fortuna è intesa al tempo di Machiavelli non come la intendiamo noi (in modo cioè positivo: “sono fortunato!”) ma come “il destino”, il corso degli eventi esterni contro cui un essere umano non può intervenire direttamente e che possono essere favorevoli o contrari ai nostri piani. Per riuscire ad affrontare i capricci della fortuna -Machiavelli scrive che la fortuna è donna, mutevole e incontrollabile e che quindi va affrontata con polso duro- l’uomo deve essere dotato di una virtù incrollabile, la base del suo essere e della sua persona, tutto ciò su cui fare affidamento.
  • Infine il capitolo XXVI è un’esortazione a Lorenzo De Medici per mettersi a capo degli Stati italiani e guidare il paese verso una nuova era, scacciando gli invasori stranieri, francesi e tedeschi, e restituire il paese ai regnanti.

Come anticipato prima, quest’opera valse a Machiavelli nel corso dei secoli, una reputazione non proprio ottima, e il Principe venne addirittura inserito nell’Indice dei libri proibiti per la sua spregiudicatezza considerata da censurare.   

3La figura di Niccolò Machiavelli

Fonte: ansa

Se volessimo dare una rapida interpretazione all’autore e alla sua opera potremmo facilmente risollevare Machiavelli dalla sua brutta reputazione.

In un periodo come quello delle Guerre d’Italia e per un uomo intelligente che, sempre integrato nella vita politica della città si vede ora allontanato da ogni carica civile, è giusto cercare il consenso dei nuovi regnanti e presentare consigli che seppure possono apparire spregiudicati, sono necessari in un periodo complesso come quello che sta vivendo.   

Questa è un’altra importante lezione che in fondo ci lascia Machiavelli: agire e comprendere sempre in relazione a quello che accade intorno, in relazione quindi alla fortuna.      

Chi era Machiavelli?
Machiavelli è stato uno storico, filosofo e scrittore nonché cancelliere della Repubblica Fiorentina.
Dove e quando è nato Niccolò Machiavelli?
Niccolò Machiavelli è nato a Firenze il 3 maggio del 1469.
A chi dedica Machiavelli il Principe?
Il Principe è un trattato politico in cui spiega come vanno conquistati e mantenuti i principati. Per accattivarsi le simpatie di uno degli uomini più potenti dell'epoca, dedica l'opera a Lorenzo de' Medici.
Cosa significa la parola machiavellico?
Si intende un atteggiamento di cinismo e spregiudicatezza volto a conservare il proprio potere che può riassumersi nella frase: "il fine giustifica i mezzi". 

Dal momento che l'amore e la paura possono difficilmente coesistere, se dobbiamo scegliere fra uno dei due, è molto più sicuro essere temuti che amati

4Quali sono le caratteristiche della natura umana secondo Machiavelli?

Secondo Machiavelli la natura umana è di per sé immutabile, cioè portata a compiere sempre le stesse scelte e rimanda all’importanza dell’osservazione dei fatti storici per prevedere queste possibili scelte

Nella natura umana convivono tendenze opposte: essa si manifesta nello spazio tra il desiderio costante che la caratterizza e l'impossibilità oggettiva di avere ogni cosa, e l'immutabilità dell'ordine delle cose garantisce che essa si rivelerà sempre in questa tensione tra un istinto e l’altro

Ma la modalità nella quale il desiderio umano può esternarsi può essere varia, ed è compito della politica anticipare queste forze potenzialmente dannose e convogliarle in forme inoffensive per la società. Il naturale desiderio dell'uomo può essere quindi sfruttato per il bene di tutti grazie all'asservimento della volontà dei singoli alla legge

5Guarda il video su Il Principe di Machiavelli

    Domande & Risposte
  • Di cosa parla Il Principe di Machiavelli?

    Ne Il Principe, Machiavelli descrive le caratteristiche e le tipologie di principati e spiega quali sono i metodi per conquistarli e mantenerli.

  • Chi è il principe ideale per Machiavelli?

    Il principe ideale è Cesare Borgia: spesso Machiavelli lo cita come esempio da seguire per chi intende conquistare e mantenere un principato.

  • Quanti capitoli ha Il Principe?

    L’opera è composta da ventisei capitoli di varia lunghezza.

  • Quali caratteristiche deve possedere Il Principe secondo Machiavelli?

    Il Principe per raggiungere i scuoi scopi deve essere crudele e senza scrupoli, deve essere un uomo saggio, razionale e benevolo, furbo come una volpe e forte come un leone.