Il pensiero politico di Dante e Petrarca: caratteristiche ed evoluzione

Il pensiero politico di Dante e Petrarca: caratteristiche, evoluzione e riferimenti al contesto storico

Il pensiero politico di Dante e Petrarca: caratteristiche ed evoluzione
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Il pensiero politico di Dante e Petrarca

Il pensiero politico di Dante e Petrarca: caratteristiche e differenze
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Dante Alighieri e Francesco Petrarca, due dei più grandi poeti della letteratura italiana, vissero in epoche storiche e contesti politici differenti, il che ebbe un impatto significativo sulle loro opere e sul loro coinvolgimento nella società del loro tempo. È noto, infatti, che le circostanze storico-politiche in cui i due autori vissero influenzarono in modo più o meno marcato la loro creatività e la loro partecipazione alla vita politica e sociale del loro periodo. 

L'atteggiamento politico di Dante

Dante non è solo uno spettatore passivo degli eventi storici che lo circondano, ma anzi, si impegna attivamente e con fervore in un'epoca tumultuosa e complessa, diventando egli stesso una vittima delle lotte politiche del suo tempo. In modo ingiusto e crudele, viene condannato all'esilio, subendo le conseguenze della sua dedizione alla causa. Il suo ideale politico, tuttavia, va ben oltre la mera partecipazione: egli auspica infatti l'instaurazione di una monarchia universale, ispirata all'esempio dell'antico impero romano, e la netta separazione dei poteri spirituale e temporale, per garantire l'equilibrio e la giustizia nella gestione del potere. In questo modo, il poeta non solo si fa portavoce di un'ideologia politica precisa, ma diventa anche un simbolo del coraggio e della determinazione necessari per difendere le proprie convinzioni in un'epoca di grandi sfide e incertezze.

Il pensiero politico di Petrarca

Il contesto storico nel quale vive Petrarca risale, invece, all’epoca delle Signorie e, sul piano politico, al definitivo crollo di istituzioni che nell’epoca precedente avevano costituito un valido punto di riferimento per l’uomo, lo Stato e la Chiesa.

Caratteristiche e differenze

Mentre Dante è vincolato ad una dimensione comunale piuttosto chiusa e limitata e nutre idee di utopico universalismo, Petrarca sembra aprirsi ad una visione cosmopolita del mondo, che acquisisce svolgendo la professione di letterato “viaggatore”. Egli soggiorna in molteplici ambienti cortesi, conoscendo tante diverse realtà sociali, e viaggia alla ricerca di motivi esistenziali e di valori smarriti proprio nella storia e nella politica: è per questo che nutre una sorta di delusione verso quest’ultima e verso la tradizione medievale. Tale disagio lo spinge a rinvenire e a recuperare nella cultura classica principi e certezze esistenziali volti alla valorizzazione dell’essere uomo: il sentimento nazionalistico che esprime nella canzone “Italia mia” è, infatti, un appello alla riscoperta del valore e della superiorità della stirpe latina, eredità dell’Italia obliata sotto i torti subiti dall’orgoglio nazionale. Ma Petrarca si rivolge ai signori d’Italia e alle popolazioni della penisola come se fosse super partes, presentandosi come una guida, un giudice, e superando, in tal modo, i toni astiosi della polemica politica.

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