Il Paradiso di Dante: personaggi principali

Di Redazione Studenti.

Paradiso di Dante: la storia e le caratteristiche dei personaggi più significativi che il poeta incontra nella terza cantica della Divina commedia

I personaggi del Paradiso di Dante: introduzione

Paradiso di Dante: personaggi
Paradiso di Dante: personaggi — Fonte: getty-images

Il Paradiso è la terza cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, dopo l'Inferno e il Purgatorio.

Nel proemio il poeta dichiara la salita attraverso le nove sfere celesti fino all'Empireo e alla visione di Dio. Quindi, invoca l'aiuto delle Muse e soprattutto l'ispirazione poetica di Apollo.

Ad accompagnarlo verso l'ascesa al cielo c'è Beatrice. La funzione di quest'ultima è analoga a quella svolta da Virgilio nell'Inferno, ovvero di guida e maestra di Dante.

Dante si riferisce a lei usando il termine donna, mentre Beatrice spesso lo rimprovera per la sua ignoranza in materia dottrinale. Vediamo chiaramente la classica visione della corrente stilnovista, già presente in altre opere dantesche.

Nella seguente lista, però, cercheremo di ricordare i personaggi presenti nel Paradiso di Dante concentrandoci, soprattutto, su quelli più significativi per il poeta fiorentino.

L'imperatore Giustiniano

Nel VI canto del Paradiso Dante incontra un'anima che si presenta come quella dell'imperatore Giustiniano.

L'imperatore racconta il tempo in cui l'insegna imperiale giunse nelle sue mani e in modo particolare della sua opposizione all'ortodossia cristiana. Inoltre, ricorda la principale delle sue opere meritorie, ossia la stesura del Codice di leggi civili romane.

Tramite l'anima dell'imperatore romano scopriamo l'intera storia del potere e dell'Impero romano, partendo dalle sue origini troiane fino a giungere a Carlo Magno.

Dante si sofferma sulle imprese di Cesare e di Augusto per giungere poi al momento centrale della storia dell'umanità e della sua redenzione, la morte di Cristo sotto Tiberio.

Nel Canto vi è poi una violenta invettiva politica e morale contro gli opposti partiti dei ghibellini e dei guelfi, i primi colpevoli di traviare il significato del potere imperiale, i secondi di contrastarlo.

Giustiniano, infine, rivela a Dante che le anime di Mercurio sono quelle di coloro che in terra agirono bene per ottenere gloria e fame; per questo esse occupano un cielo così basso rispetto all'Empireo.

San Tommaso d'Aquino

Nel X Canto, quello degli spiriti sapienti, Dante incontra San Tommaso d'Aquino, il quale indica al poeta una per una le anime di coloro che insieme a lui compongono la prima corona degli spiriti sapienti.

Vengono nominati Alberto Magno, il canonista Francesco Graziano, il dotto Pietro Lombardo, re Salomone, Dionigi l'Aeropagita, il grande Severino Boezio, Isidoro di Siviglia e molti altri.

Terminato l'elenco, il Santo tace e tutta la schiera riprende la danza e il canto con un'indicibile armonia. San Tommaso d'Aquino, poi, è presente anche in altri Canti.

San Pietro

Nel Canto XXIV Dante incontra San Pietro. Beatrice usando l'immagine liturgica del banchetto di sapienza intercede per Dante affinché i beati lo rendano partecipe delle loro conoscenze.

Le anime si dispongono intorno a loro e iniziano una gioiosa danza in tondo, e la loro diversa velocità manifesta il maggiore o minore stato di beatitudine.

Dalla corona di maggior pregio si avvicina la luce di S. Pietro, che gira intorno a Beatrice cantando con voce così sublime da essere indescrivibile per Dante.

Il Santo inizia ad esaminare Dante sulla fede, chiedendogli di dire che cosa essa sia. Il poeta risponde che la fede è il principio su cui poggia la speranza nella vita futura e la promessa da cui dobbiamo partire per ragionare su quanto non vediamo.

Questa risposta viene approvata da S. Pietro il quale chiede a Dante quale sia la fonte della sua fede. Il poeta allora dichiara che essa deriva dalle Sacre Scritture.

San Bernardo

Nel XXXI Canto Dante si volta per porre nuove domande a Beatrice ma al suo fianco vede un anziano dall'aspetto venerando; gli chiede subito dove sia andata Beatrice e gliela indica già ritornata al suo seggio tra gli altri beati, nel terzo gradino dall'alto.

Dante la può scorgere chiaramente e le rivolge un'estrema preghiera di ringraziamento, lode e intercessione, cui Beatrice risponde con un ultimo sguardo e un ultimo sorriso.

Il beato si rivela come San Bernardo, dopo Virgilio e Beatrice è l'ultima guida del poeta nel suo viaggio verso Dio.

Nel XXXII Canto il Santo indica a Dante le suddivisioni delle anime nell'anfiteatro celeste. La prima si sviluppa sul piano verticale: separati da una colonna di sante donne disposte in corrispondenza del seggio di Maria e da una simmetrica colonna di santi e padre della Chiesa disposti sul lato opposto dell'anfiteatro, vi sono da una parte i beati che vissero prima della venuta di Cristo e dall'altra quelli vissuti dopo.

Vergine Maria

È forse il personaggio più importante di tutta la Cantica. Dante contempla la Vergine nei versi 88-114 del Canto XXXII.

Gli viene indicata da S. Bernardo ed è descritta come l'angelo più luminoso tra quelli festanti. Tra quest'ultimi vi è anche l'arcangelo Gabriele, il quale affianca la Vergine in venerazione cantandole l'Ave Maria e tutti i beati e gli angeli si uniscono al coro.

Il poeta ritiene che l'immagine della Madonna così come gli appare è ciò che più si avvicina alla figura e all'intensità di Dio. Il Canto XXXIII si apre con San Bernardo che eleva un'intensa preghiera di lode alla Madonna, considerata il tramite più caritatevole tra l'uomo e Dio, di cui è stata madre e figlia nel mistero dell'incarnazione.

Altri contenuti sul Paradiso di Dante Alighieri

Ascolta il podcast su Dante Alighieri

Ascolta su Spreaker.