Il madrigale: struttura e caratteristiche

Struttura, caratteristiche e autori del madrigale, il componimento poetico a tema amoroso e pastorale che nasce e si diffonde in Italia
Il madrigale: struttura e caratteristiche
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1Il madrigale: una delle forme poetiche brevi

Madrigale: struttura e caratteristiche.
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Il madrigale appartiene, assieme al sonetto, alla categoria delle forme poetiche brevi; a differenza del sonetto, però, il madrigale presenta una struttura metrica più libera, meno vincolante. Si tratta di un componimento poetico di origine italiana, di argomento perlopiù campestre, che prende le mosse dai modelli metrici della ballata e dello strambotto; inizialmente era destinato al canto a due o a più voci.   

L’etimologia del nome è da sempre fonte di ampie discussioni: secondo una delle ipotesi più accreditate, il termine "madrigale" deriverebbe dal latino mandria (che significa "mandria", "fila di animali da soma"); si farebbe così riferimento al contenuto pastorale o naturalistico del componimento

Il madrigale: struttura e caratteristiche.
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Secondo un’altra ipotesi, l’origine è da ricercarsi nel latino matrix, matricalis, ossia "della lingua madre", con riferimento alla lingua volgare in cui sono scritti i testi; per lo stesso motivo il termine "madrigale" potrebbe derivare direttamente da mater (madre).  

Infine, secondo altri studiosi, il termine deriverebbe non dal latino, ma dalle lingue che dal latino sono nate: da una parte il provenzale mandra gal, che significa "canto pastorale’" e dall’altra lo spagnolo madrugada, che significa "alba".   

2Le origini del madrigale

Francesco Petrarca (1304 - 1374).
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Inizialmente la struttura metrica del madrigale prevedeva due o tre terzine di endecasillabi, variamente rimati, seguite da uno o due distici a rima baciata. È questa la forma che, ad esempio, decise di adottare Francesco Petrarca (1304-1374), autore di alcuni dei più antichi madrigali a noi pervenuti. 

Ne è un esempio il componimento LII del Canzoniere, dal titolo Non al suo amante più Dïana piacque. Il poeta, scorgendo una pastorella intenda a lavare un velo nelle acque di un fiume, riporta alla memoria la vicenda del giovane cacciatore Atteone che vide la dea Diana, nuda, fare il bagno. Leggiamo il madrigale.

2.1Non al suo amante più Dïana piacque di Petrarca

Non al suo amante più Dïana piacque,
quando per tal ventura tutta ignuda
la vide in mezzo de le gelide acque, 

ch’a me la pastorella alpestra et cruda
posta a bagnar un leggiadretto velo,
ch’a l’aura il vago et biondo capel chiuda, 

tal che mi fece, or quand’egli arde ’l cielo,
tutto tremar d’un amoroso gielo. 

Come si può vedere, siamo di fronte a un componimento poetico breve, formato da due terzine in endecasillabi, legati da una rima incatenata ABA BCB, e un distico di endecasillabi in rima baciata DD. Anche l’aderenza al tema campestre è qui soddisfatta.  

3La struttura irregolare del madrigale

Torquato Tasso (1544-1595).
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Nel corso dei secoli, la struttura del madrigale subì diverse trasformazioni. Nel corso del Cinquecento e del Seicento, ad esempio, al verso endecasillabo si affiancarono i versi settenari e si affermò una maggiore varietà metrica e rimica; per di più, il madrigale si iniziò a distaccare definitivamente dal canto

Nel XVI secolo, uno dei più importanti innovatori di questa forma poetica fu Torquato Tasso (1544-1595), che predilesse una scansione in una sola strofa. Ne riportiamo un esempio, contenuto nel terzo libro delle Rime d’amore:  

Testo

Qual rugiada o qual pianto,
quai lagrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto de le stelle?
E perché seminò la bianca luna
di cristalline stille un puro nembo
a l'erba fresca in grembo?
Perché ne l’aria bruna
s'udian, quasi dolendo, intorno intorno
gir l'aure insino al giorno?
Fur segni forse de la tua partita,
vita de la mia vita?

Parafrasi

Quale rugiada o quale pianto, 
quali lacrime erano quelle che vidi spargere dal cielo notturno
e dal volto luminoso delle stelle?
E perché la luna candida sparse
una pura nuvola di gocce cristalline di rugiada
in grembo all'erba fresca?
Perché nell'aria oscura
si sentivano muovere le brezze tutt'intorno,
fino all'alba, come se si lamentassero?
Furono forse presagi della tua partenza,
vita della mia vita?

In questo caso, siamo di fronte a un madrigale costituito da una sola strofa di 12 versi, 6 endecasillabi e 6 settenari, con schema rimico abABCDdcEeFf: abbiamo i primi quattro versi a rima alternata, i secondi quattro a rima incrociata e gli ultimi quattro a rima baciata.

Madrigale: struttura e caratteristiche.
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Qui Tasso racconta l’esperienza dolorosa della partenza della donna amata, ripercorrendo la notte che ha preceduto la dipartita. La natura diventa, nel componimento, partecipe della sofferenza dell’autore. Notiamo che, quindi, anche il motivo pastorale lascia spazio alla tematica amorosa: i madrigali di Torquato Tasso, alcuni dei quali sono considerati dei veri capolavori, introducono temi e motivi figli di un nuovo atteggiamento culturale. Il contenuto, tuttavia, spesso si colloca in un secondo piano rispetto alla musicalità del componimento, con una predilezione per le figure retoriche di suono.

4Il madrigale nell’età contemporanea

Nel corso dei secoli, il madrigale si aprì a diversi temi e argomenti: accanto al tema amoroso e alla contemplazione della natura, trovarono spazio la satira, l’umorismo, ma anche le riflessioni politiche, filosofiche e morali.  

Giovanni Pascoli (1855 - 1912).
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La forma poetica, dopo un periodo di arresto, conobbe una rinascita nell’Ottocento per merito di quegli autori di gusto arcaizzante, come Giosuè Carducci (1835-1907), Giovanni Pascoli (1855-1912), Severino Ferrari (1856-1905) e Gabriele D’Annunzio (1863-1938). 

Essi riscoprirono il madrigale nella sua forma antica, restituendogli quindi lo schema metrico trecentesco. Ne è un esempio il madrigale Arano di Giovanni Pascoli, composto tra il 1885 e il 1886, confluito nella raccolta Myricae (1903).

4.1Arano di Giovanni Pascoli

Al campo, dove roggio nel filare
qualche pampano brilla, e dalle fratte
sembra la nebbia mattinal fumare,

arano: a lente grida, uno le lente
vacche spinge; altri semina; un ribatte
le porche con sua marra paziente;

ché il passero saputo in cor già gode,
e il tutto spia dai rami irti del moro;

e il pettirosso: nelle siepi s'ode
il suo sottil tintinno come d'oro.

Si tratta di un componimento di soli endecasillabi, suddiviso in due terzine con rima incatenata (ABA CBC) e due distici a rima alternata (DE DE). Il tema è nuovamente pastorale: il poeta descrive un gruppo di contadini che, immersi in un paesaggio autunnale, arano un campo nella nebbia del mattino.