Il Gold Standard: storia dei rapporti tra oro, monete e banconote in Europa

Il Gold Standard: storia dei rapporti tra oro, monete e banconote in Europa A cura di Michele Tommasi.

Cos'è il gold standard? Storia e caratteristiche del sistema aureo, ovvero dei rapporti tra oro, monete e banconote in Europa.

1Cos’è il gold standard?

Tesoro di Fishpool, monete d'oro medievali
Tesoro di Fishpool, monete d'oro medievali — Fonte: getty-images

Fin dall’antichità l’umanità si è dotata di strumenti per gestire le proprie relazioni economiche all’interno dei rapporti sociali; tuttavia nella Storia questi strumenti sono stati suscettibili di enormi variazioni e mutamenti, e nel corso dei secoli i sistemi economici e monetari si sono adeguati ai differenti contesti storici e sociali, cercando di affinare le proprie caratteristiche alle nuove esigenze che sono periodicamente emerse.

La nascita della moneta e quella della banconota, così come la creazione delle banche e l’adozione di regole comuni per gestire l’economia internazionale, sono state tutte innovazioni e invenzioni utili nei contesti storici di riferimento: allo stesso modo in Inghilterra all’inizio del 1800, nella cornice dell’affermazione del capitalismo, si venne creando uno standard per la regolamentazione dell’economia mondiale, noto come Gold Standard.  

Per un certo periodo, fino al 1914, il Gold Standard inglese, basato sull’oro come metallo di riferimento, riuscì effettivamente nel suo intento di regolare l’economia mondiale prima di essere sostituito da nuovi strumenti:

per raccontare la sua storia e capirne il funzionamento è tuttavia necessario fare un salto nel passato, e ripercorrere i rapporti tra lo strumento monetario, il metallo prezioso - in particolare l’oro - e l’utilizzo delle banconote che si sviluppò in Europa nel corso del tempo.

2Il sistema monetario in Europa fino al XIX secolo

Regolamenti Reali sull'uso del denaro
Regolamenti Reali sull'uso del denaro — Fonte: getty-images

Nell’Europa medievale la moneta era divenuta già da tempo il principale mezzo di scambio, avendo sostituito fin dall’antichità forme di economia naturale come il baratto. Fin dal principio del suo utilizzo la moneta aveva assolto a tre principali funzioni: essere utilizzata come mezzo di pagamento nelle transazioni, come unità di conto attraverso cui stabilire il valore di una merce, e come una riserva di valore capace di trasferire nel tempo la ricchezza mantenendo le proprie caratteristiche.

Il valore di una moneta si basava su due principali caratteristiche, ovvero il suo “valore intrinseco” e la “fiducia”: per “valore intrinseco” si intende quella quantità di metallo prezioso impiegato per il conio della moneta e contenuto in essa; il concetto di “fiducia” si basava invece su l'aspettativa positiva che il valore nominale di una moneta fosse effettivamente pari al suo valore reale, o in altre parole che la quantità di metallo prezioso contenuta in essa fosse effettivamente pari al valore della moneta stessa.

Dall’antichità fino all’Alto Medioevo il sistema utilizzato per il conio fu un sistema monometallico, ovvero basato sull’utilizzo di un solo materiale prezioso - oro, argento o rame - nella realizzazione delle monete. In questo modo valore intrinseco e valore reale tendevano a coincidere perfettamente; tuttavia successivamente al 1200 iniziò la pratica di coniare monete utilizzando maggiori quantitativi di materiali non preziosi, che con il tempo rese incerto il rapporto sul valore reale della moneta.

Affresco raffigurante l'attività bancaria in Italia nel Medioevo
Affresco raffigurante l'attività bancaria in Italia nel Medioevo — Fonte: getty-images

A partire dal XIV secolo l’utilizzo delle monete di metallo prezioso entrò in crisi: anzitutto era impossibile controllare l’offerta di moneta, e la crescita degli scambi commerciali richiedeva un aumento della circolazione monetaria, che rimaneva però legata alla disponibilità ridotta e all’approvvigionamento incostante di metalli preziosi. Il secondo limite era la trasportabilità e la sicurezza dei trasferimenti in denaro, visto che il pagamento di grosse somme in moneta di metallo prezioso risultava scomodo e poco sicuro.

Per ovviare a questi problemi, a partire dal ‘300 i banchieri italiani e fiamminghi iniziarono a emettere titoli cartacei pari al valore della moneta. erano gli antenati delle odierne banconote, che garantivano al possessore la possibilità di riscattare in qualsiasi momento lo stesso corrispettivo in monete di metallo prezioso. La moneta “aurea” iniziava a “smaterializzarsi”, trasformandosi in banconota, pur mantenendo il suo legame con il metallo prezioso - il più delle volte l’oro - che continuava ad essere il materiale in grado di indicarne e stabilirne il valore.

3La nascita e l’affermazione del Gold standard britannico

Bank of England, 1890. Fondata nel 1694
Bank of England, 1890. Fondata nel 1694 — Fonte: getty-images

Con il passare del tempo la circolazione delle banconote divenne sempre maggiore grazie alla nascita di istituti di credito che ne effettuavano la stampa: una tra le prime banche ad emettere banconote in modo costante fu la Bank of England, fondata nel 1694, cui presto venne affidato il compito di gestire interamente il bilancio dello stato inglese. Sull’esempio inglese molti stati europei, a cavallo tra 1700 e 1800, iniziarono a dotarsi di banche nazionali cui spettava il compito di convertire il metallo prezioso in cartamoneta, tra cui la Francia nel 1800 e l’Austria e l’Olanda tra il 1814 e il 1817.

Con il tempo l’oro, il principale metallo prezioso usato per la coniazione, da moneta circolante era diventato quindi una riserva di valore custodita nelle banche. Nella teoria gli istituti di credito avrebbero dovuto garantire la piena convertibilità della banconota in oro o in altri materiali, ma nei fatti l’emissione di cartamoneta era frequentemente maggiore delle stesse riserve di metallo prezioso depositate: il culmine di questo processo si ebbe in Inghilterra ad inizio ‘800, quando per evitare la bancarotta venne dichiarata la sospensione della conversione in oro delle banconote.

Occorreva quindi un nuovo sistema in grado di regolare l’emissione delle banconote in funzione della disponibilità dei materiali preziosi, in modo da rendere stabile l’assetto finanziario dei singoli stati e di regolare gli scambi commerciali internazionali. La soluzione al problema venne trovata sempre in Inghilterra: con la fine della crisi finanziaria il governo inglese decise di puntare unicamente sull’oro come metallo prezioso - sebbene nel paese circolasse anche l’argento - e di regolamentare chiaramente il sistema monetario in vigore.

Peso dell'oro, 1932, dopo l'abolizione del Gold Standard
Peso dell'oro, 1932, dopo l'abolizione del Gold Standard — Fonte: getty-images

Nasceva così il Gold Standard, un sistema finanziario e monetario unicamente legato all’oro: attraverso una legge nota come Bank Charter Act varata nel 1844 veniva stabilito che alla sola Banca d’Inghilterra spettasse il compito di emettere nuove banconote; ogni nuova emissione doveva inoltre essere coperta da un uguale ammontare di oro presente nella banca. In questo modo il totale di moneta circolante restava in una costante proporzione con la riserva aurea, evitando squilibri nel sistema finanziario e nel mercato interno.

Sul piano dei rapporti internazionali con il Gold Standard britannico veniva introdotto un rapporto di cambi fissi tra diverse valute nazionali, al fine di avere un sistema ordinato in grado di regolamentare i rapporti finanziari tra stati. La base per stabilire il valore di una valuta rimaneva sempre il metallo pregiato, l’oro, che doveva essere possibile comprare e vendere liberamente, ed eventuali oscillazioni del valore di una valuta rimanevano comprese all’interno del prezzo di acquisto e vendita dell’oro stesso; nella teoria i flussi finanziari avrebbero poi garantito la stabilità dell’intero sistema.

Nonostante l’innovazione inglese per gran parte dell’Ottocento in Europa continuò a esserci sostanzialmente un sistema bimetallico; tuttavia la crescente forza politica e finanziaria della Gran Bretagna, che stava giungendo al suo apogeo, convinse con il tempo le altre nazioni ad adottare il Gold standard. La prima nazione ad uniformarsi al sistema inglese fu la Germania appena unificata nel 1871, mentre a fine secolo aderirono anche nazioni importanti come Russia e Stati Uniti, rendendo il Gold standard il sistema finanziario principale che avrebbe regolato l’economia mondiale per diverso tempo.

4La fine del Gold standard e il predominio del Dollaro

Fino al 1914 il Gold standard si mostrò come un sistema sostanzialmente solido in grado di regolare la finanza internazionale; tuttavia la sua applicazione pratica, a dispetto della teoria, mostrò anche i suoi limiti: non tutte le nazioni, tra cui l’ Italia, riuscirono a garantire la piena convertibilità della valuta in oro, e la stessa Gran Bretagna, che rimaneva la nazione garante dell’intero sistema monetario mondiale, dovette più volte violare il principio della libera circolazione dell’oro per evitare degli squilibri indesiderati e la crisi del sistema stesso.

A garantire la stabilità del Gold standard fu in definitiva più l’equilibrio dell’economia mondiale che non il sistema stesso: proprio nel 1914, con lo scoppio della Prima guerra mondiale, molte nazioni decisero di sospendere la conversione della valuta in oro e di congelare le proprie riserve auree, determinando una generale crisi del sistema. Con la fine della guerra ci fu un tentativo di ritorno al Gold standard, adottato nuovamente in Gran Bretagna nel 1925, ma nei fatti il sistema mostrava ormai numerose incongruenze e criticità

Sospensione del Gold Standard. Folla radunata in Throgmorton Street, fuori dalla Borsa di Londra, 1931 circa
Sospensione del Gold Standard. Folla radunata in Throgmorton Street, fuori dalla Borsa di Londra, 1931 circa — Fonte: getty-images

La Grande Depressione del 1929 affossò definitivamente il Gold standard britannico, che nel 1931 era ormai stato abbandonato da quasi tutti i principali paesi; il sistema risentiva anche del nuovo baricentro dell’economia mondiale, che dall’Inghilterra si stava nel frattempo spostando verso gli Stati Uniti, che si affermavano ora come principale potenza economica mondiale. Nel 1944, al termine del secondo conflitto mondiale, nuovi accordi internazionali - noti come accordi di Bretton Woods - sancirono il predominio del dollaro statunitense come valuta di riferimento per l’economia mondiale.

L’oro rimarrà comunque il metallo di riferimento per il sistema finanziario internazionale fino al 1971, quando con una decisione improvvisa il presidente USA Richard Nixon deciderà di sospendere la conversione del Dollaro americano in oro stabilita nel 1944: il nuovo sistema internazionale, ancora oggi attualmente in vigore, prevedeva un sistema di cambi fluttuanti tra le diverse valute internazionali, il cui nuovo riferimento principale era la stessa valuta statunitense in sostituzione del tradizionale metallo pregiato.

    Domande & Risposte
  • Come funziona il gold standard?

    Si tratta di un sistema in cui la circolazione monetaria di un paese è caratterizzata da monete d'oro e denaro cartaceo pienamente convertibile in oro e viceversa.

  • Cos'è il gold exchange standard?

    Un sistema monetario che consente di convertire soldi (in corso di validità) in valuta estera, a sua volta convertibile in oro.

  • Quando nasce il gold standard?

    Ufficialmente nel 1821 quando l'Inghilterra decise di ripristinare la convertibilità della propria moneta in oro.