Il colosseo: storia e struttura dell'Anfiteatro Flavio

Di Redazione Studenti.

Colosseo o Anfiteatro Flavio: storia, struttura, architettura del monumento simbolo di Roma, che ha conosciuto diverse fasi costruttive

COLOSSEO

Il Colosseo o Anfiteatro Flavio è il simbolo della Capitale d'Italia, Roma
Il Colosseo o Anfiteatro Flavio è il simbolo della Capitale d'Italia, Roma — Fonte: getty-images

Il Colosseo sorge alla convergenza del colle Palatino, del Celio e dell’Oppio, ed esattamente nel luogo dove prima si trovava un laghetto paludoso, dopo risanato. Fu iniziato all’epoca di Vespasiano nel 72 dopo Cristo, e inaugurato dal figlio Tito Flavio nell'80 dopo Cristo, ideato e costruito dall’architetto Rabirio.

Nel tempo dovette subire numerosi restauri e rifacimenti, volti a completarlo e ad abbellirlo.

COLOSSEO, DESCRIZIONE

Il nome di Colosseo è stato dato successivamente e non si sa specificatamente se questa sua seconda attribuzione possa derivargli dalla statua colossale di Nerone che venne posta nelle sue vicinanze e in particolare ai piedi del Palatino.

Rappresenta l’ultima fase dell’evoluzione storica del tipo architettonico romano.

Con questo grandioso monumento si ebbe la possibilità di far fronte a tutte le esigenze, sia di spettacolo sia di spettatori. Il Colosseo fu costruito in laterizio, e rivestito in tutte le sue parti visibili, in pietra tiburtina, mentre i gradini erano in parte marmorei. 

È l’anfiteatro più grande fra quelli conosciuti, con l’asse maggiore di 187 metri e il minore di 155 metri, la sua altezza era di circa 50 metri, e si calcola che potesse contenere circa 90 mila spettatori. In questa costruzione, come in altre di notevole valore, abbiamo il predominio assoluto della linea curva che i Romani derivarono dagli Etruschi, ma che seppero sfruttare per l’acquisizione di un nuovo e più grandioso e solenne senso spaziale.

COLOSSEO, CONTESTO STORICO E POLITICO

Con la morte di Nerone (68 dopo Cristo) ebbe termine la dinastaia imperiale della famiglia di Augusto la gens Iulia.

Non essendoci una legge sulla successione, l’esercito cominciò ad imporre i suoi generali.

Nel giro di pochi mesi si ebbero così tre imperatori: Galba, Otone, Vitelio, finchè il 1° luglio del ‘69 le legioni di oriente proclamarono imperatore Tito Flavio Vespasiano della dinastia Flavia, che ebbe tre imperatori (Vespasiano, Tito, Domiziano). Il figlio di Vespasiano, Tito espugnò e distrusse Gerusalemme nell’anno ‘70 dopo Cristo.

A Roma egli riuscì a condurre una politica finanziaria assai intelligente e tentò di dare un fondamento giuridico al potere imperiale mediante la lex de imperio Vespasiani, che concedeva agli imperatori il diritto di fare ciò che fosse utile per il bene dello Stato. Sia Vespasiano, sia il figlio Tito, concessero largamente la cittadinanza romana, specialmente a provinciali della Spagna e della Gallia, molti dei quali furono inclusi in liste senatorie ed equestri.

Durante il regno di Tito ebbe luogo la tremenda eruzione del Vesuvio nel ‘79 dopo Cristo che portò al totale seppellimento delle fiorenti città di Pompei ed Ercolano. Al tempo di Domiziano, il figlio minore Vespasiano, successo a Tito, si accentuò e si rivelò meglio il carattere monarchico del principato.

Domiziano si faceva chiamare dominus e deus e cercò di ridurre l’autorità dei senatori a quelli di semplici funzionari. Anch’egli cercò di ovviare alla crisi agraria, ma con scarso successo. In politica estera continuò la politica del padre non conquistare nuove terre a difendere i confini dell’impero.

COLOSSEO, PIANTA

È a pianta ellitica, molto vicina al cerchio, perché la prevalenza di un’asse imponesse un fronte di combattimento, e quindi un certo ordine negli spettacoli. Una costruzione circolare, vista all’interno, ci avvolge continuativamente, con un movimento dell’architettura nello spazio e nella dilatazione del centro verso il perimetro.

Nel Colosseo tutto questo si accentua, perché la curva si ripete, nell’immensa cavea, di gradino in gradino in ellissi progressivamente più ampie dal basso verso l’alto, con un ritmo, generato dall’iterazione dei balzi successivi sempre più largo, sempre più grandioso.

COLOSSEO, INTERNO

L’arena nel centro era intagliata in parte su roccia ed in parte appoggiata su volte o travature di legno e cosparse di sabbia.

I quattro ordini dividevano lo spazio riservato agli spettatori in tante sezioni orizzontali (maeniana). Fra il primo meniano e l’arena correva il podium, terrazza destinata alle autorità. Ai lati del podio cerano due tribune, una per i consoli e magistrati, l’altra per l’imperatore.

Al di sopra, le gradinate si dividevano in tre zone alle quali si accedeva da scalette che spartivano l’immenso catino in cunei: nella prima zona sedevano i cavalieri, nella seconda i cittadini, nella terza la plebe.

Il terzo meniano era sormontato da un terrazzo per posti in piedi. I diversi meniani erano separati tra loro da corridoi anulari, in senso orizzontale detti praecinctiones. In senso verticale invece le divisioni fra meniano sottostante e soprastante, venivano denominate battei ed erano attuate per mezzo di muri. Su questi ultimi erano aperte numerose porte che, assieme ai vomitoria, (accessi alla cavea) servivano per l’afflusso e deflusso di una così vasta massa di persone.

Sull’alto girava tutt’intorno la galleria destinata alle donne e più in alto alla plebe. Sono ancora visibili le mensole che servivano a sostenere una fitta serie di pali, ai quali era ancorato un velario (velum) a spicchi che scorreva sopra corde con anelli, destinato a riparare durante lo spettacolo quella parte di anfiteatro che rimaneva esposto al sole.

Alla complessa manovra di copertura era adibita una squadra di marinai. Nei sotterranei si aprivano locali e gallerie per i combattimenti, per le belve, per i macchinari. Vi era una speciale camera dove si portavano i combattenti morti o feriti, chiamata spoliarium.

COLOSSEO, ESTERNO

Il Colosseo, in parte oggi deteriorato, all’esterno segue l’andamento convesso fuggente suoi lati, come nel teatro di Marcello, e quindi al moto continuo si aggiunge un altro movimento ritmico: quello della serie di arcate sovrapposte e delle semicolonne che lo incorniciano addossandosi ai pilastri e sovrapponendosi anch'esse.

Questa serie di arcate si dividono in quattro ordini:

  • I primi tre costituiti da arcate separate da colonne, rispettivamente in stile dorico, ionico, corinzio;
  • Il quarto dato da una massa muraria molto più compatta e aperta da finestre.

Nel piano superiore, più alto degli altri, ma più chiuso a chiusura della superficie curva traforata da archi, sta una parete continua, organicamente suddivisa, tra semipilastri corinzi appena rilevati, in rettangoli, nei quali si aprono, alternativamente, piccole finestre quadrangolari; questo completa mirabilmente tutto il complesso architettonico, contenendo quasi l’espansione spaziale dell’insieme di tutte le sue linee curve.

COLOSSEO: FUNZIONE

A Roma lo scopo e la funzione principale dell’anfiteatro è il divertimento di grandi folle, mentre in Grecia lo spettacolo ha finalità religiose, educatrici.

Nell’anfiteatro si svolgevano i maggiori spettacoli gladiatori dell’antichità. Erano questi i divertimenti preferiti dai Romani che facevano addestrare appositamente degli schiavi per combattere tra loro.

Ma non fu solo questo il gioco in uso presso questa civiltà. Non solo si organizzavano combattimenti tra uomini, ma anche tra uomini e belve: questi erano certamente i più cruenti.

Per i combattimenti con le belve che venivano organizzati con maestria, l’arena veniva trasformata in modo da fingere una collina, un bosco e comunque una ambiente naturale che desse allo spettacolo le sembianze di una vera e propria caccia.

Il Colosseo era anche adibito per fingervi delle piccole battaglie navali. Degli ascensori sollevavano le gabbie delle fiere fino al piano dell’arena e gli acquedotti convogliavano l’acqua per inondare l’arena, questi spettacoli erano chiamati naumachie.

Dal momento in cui cessò l’uso dei giochi, il Colosseo cominciò a decadere; trasformato in fortezza, servì anche per secoli, da cava di pietra per gli edifici in costruzione.

L’attuale deterioramento del Colosseo è infatti dovuto oltre che a fattori naturali, che sono intervenuti a suo disfacimento, anche alle spoliazioni subite da parte di famiglie nobili e amanti dell’arte che asportarono molti preziosi materiali per adornare le loro ville e i loro palazzi.

Il saccheggio ebbe termine soltanto quando papa Benedetto XIV (XVIII secolo) lo vietò, non per l’importanza storico artistica del monumento, ma perchè luogo già consacrato dal martirio dei cristiani secondo una tradizione non provata storicamente. Qui vennero suppliziati anche i primi cristiani, dal momento che in quei tempi la religione cristiana contraddiceva le leggi dello stato. Pertanto tutti coloro che erano stati condannati come appartenenenti a tale culto e a cui era stata inflitta la pena di morte venivano uccisi in questa arena, fornendo agli spettatori romani un nuovo svago e nuove emozioni.

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