Il colombre: riassunto e significato

Di Redazione Studenti.

Il colombre: riassunto e significato del racconto breve di Dino Buzzati, scrittore, poeta e pittore italiano del Novecento.

IL COLOMBRE: RIASSUNTO E SIGNIFICATO

Il colombre: riassunto e significato
Il colombre: riassunto e significato — Fonte: ansa

Il colombre è un racconto breve di Dino Buzzati che si legge avidamente e che dà il titolo all'intera raccolta uscita nel 1966 (Il colombre e altri cinquanta racconti), una delle ultime pubblicate in cui vengono riproposte le tematiche più care allo scrittore: la rappresentazione del tempo che fugge, l'angoscia dell'attesa, l'assurdità dell'esistenza, il senso della sconfitta. All'inizio "Il colombre" può sembrare una specie di giallo che solo alla fine svelerà il colpevole, in un intreccio di suspense e di mistero. Poi subentra la riflessione profonda e l'analisi più dettagliata dei significati metaforici e paradossali.

Il colombre, trama

Al piccolo Stefano, durante un viaggio in mare in compagnia del padre, capita di vedere un colombre. Un nome misterioso che nasce dall'accostamento di "colore" e "ombra". Una specie di squalo tremendo, mostro marino visibile solo alla sua vittima, che si dice debba costantemente seguire fino a quando non riuscirà a divorarla. Un mostro pensante e parlante. Così Stefano, si sentirà segnato da un destino ineluttabile, non potrà far altro che cercare di sfuggirgli per tutta la sua lunga vita, pur sapendo che è una fuga vana. Quando ormai vecchio più che mai deciderà di andare incontro al suo destino, ossia al mostro, questo rivelerà alla presunta vittima che il suo compito non era quello di ucciderlo, anzi lo inseguiva per un motivo diametralmente opposto.

Utilizzando uno schema narrativo semplice, il racconto esprime sotto forma di favola gli elementi grotteschi e irrazionali che impregnano la vita, che si lascia afferrare e svelare solo quando ormai è troppo tardi.

La storia inizia con un adolescente e termina con un uomo vecchissimo. Lo spazio è indefinito, non si conosce il luogo e dove sia ambientato. Il padre vieta a Stefano adolescente di varcare i mari per non fargli incontrare il colombre. In questo modo lo tiene falsamente protetto e nel guscio familiare.
Infatti, quando il padre morirà, Stefano seguirà la sua vocazione marinara rivelatagli proprio dal colombre. In questo caso il mare affascina perché rappresenta l'abisso, mentre la terra ferma rappresenta il luogo dell'esistenza tranquilla. Per cui il mare diventerà il suo palcoscenico e sempre si porterà dietro il colombre, ormai divenuto un oscuro oggetto del desiderio, elemento funesto e affascinante miraggio.

L'epilogo finale è travolgente. Stefano ormai vecchissimo decide di affrontare il colombre tanto temuto e da cui è sempre fuggito. Alla fine è chiaro che l'unico elemento per cui valga la pena vivere è l'attesa. Colui che scappa dalla realtà e da se stesso si condanna con le proprie mani all'infelicità, alla non conoscenza. Oltre che alla narrativa Buzzati si è dedicato pittura e anche Il colombre viene dipinto in modo squisito.

"So bene che in certe ristrette cerchie di studiosi regna la convinzione che il Colombre non sia altro che un'arbitraria contraffazione della grande Balena Bianca, immortalata da Melville. Ma so altrettanto bene che costoro si sbagliano. Troppe volte, e da testimoni troppo seri, è stato avvistato il Colombre perché si possa dubitare della sua esistenza autonoma. Ogni volta il mostro, che dobbiamo chiamare così perché meraviglioso non già perché apportatore di sventure, fu visto di colore verdastro, o verde, o azzurro verdastro. Mai bianco, come Moby Dick. Inoltre si è sempre distinto da questa orribile incarnazione dell'inferno in quanto non ha mai fatto male ad alcuno. Lo spavento dei marinari alla sua vista, grandissimo, non autorizza ad attribuirgli azioni disonorevoli".

Splendide parole. Spesso si addita a mostro solo chi è diverso da noi. Il timore della diversità fa creare paure ingiustificate e assurde. Si teme il diverso perché si ha paura del diverso che è in noi.
La voglia di conformarsi alla norma è per sentirsi "normali" e non oggetto di critiche o di attenzioni particolari e convogliare le proprie paure su un mostro o capro espiatorio fa sentire apparentemente in pace con se stessi.

L'arte di Buzzati rientra nella tradizione del genere fantastico legato a scrittori come Hoffmann, Edgar Allan Poe e in modo particolare Franz Kafka. Però Buzzati si è sempre ribellato al paragone troppo stretto con quest'ultimo. Resta certo che vi è comunque un comune sentire tra i due, entrambi costruiscono atmosfere surreali e angoscianti e costruiscono allegorie.

Il racconto termina con una spiegazione tra lo scientifico e l'assurdo. Esisterà il colombre? A seconda dei mari e delle genti viene chiamato kolomber, kalonga, kalu-balu, chalung-gra. I naturalisti stranamente non lo prendono in considerazione. Alcuni dubitano della sua esistenza. L'atmosfera è sospesa e inquieta però viene stemperata dal tono fiabesco.