Il Cinquecento: contesto storico

Di Redazione Studenti.

Il Cinquecento: contesto storico. Riassunto sui protagonisti e sugli avvenimenti più importanti che hanno caratterizzato l’Europa in questo secolo

IL CINQUECENTO: CONTESTO STORICO

Il Cinquecento: contesto storico
Il Cinquecento: contesto storico — Fonte: getty-images

Economia e politica nell’Europa del 1500. Nel '500 l’economia europea è in ripresa e cresce la popolazione dopo la crisi del XIV secolo.

La produzione agricola e artigianale aumenta, perché la domanda di prodotti è alta e la manodopera abbondante.

Il commercio, con le scoperte geografiche, assunse dimensioni mondiali, per cui i mercanti, grazie all’argento che proveniva dalle colonie americane, accumularono capitali (ricchezze) da investire per ottenere altrettanto profitto: nacque così il Capitalismo.

Si sviluppò un’economia dai vantaggi ineguali, detta Economia-mondo, che ebbe come centro l’Europa nord occidentale e come periferie l’America e l’Europa orientale (centro: evoluto economicamente, periferie: arretrate).

In questo periodo risale anche la nascita della Borsa (vasto edificio dove i mercanti si riunivano per concludere gli affari).

La ripresa economica determinò un forte aumento dei prezzi (spezie e cereali) e il fenomeno dell’inflazione, che colpì i mercanti e i salariati.

IL CINQUECENTO, RIASSUNTO

Spagna e Francia in guerra per il predominio in Italia e in Europa. Mentre i nuovi Stati nazionali, come Francia, Inghilterra, Spagna e Portogallo, che avevano attuato la trasformazione in nazioni moderne, aspirando al predominio in Europa, l’Italia rimaneva divisa e teatro di sanguinose battaglie.

Dopo la discesa di Carlo VIII di Francia, chiamato da Ludovico il Moro, per essere aiutato a mantenere il potere (1494), il nuovo re di Francia Luigi XII ridiscese in Italia per rivendicare il Regno di Napoli e il Ducato di Milano, come discendente dei Visconti.

La guerra che coinvolse la Francia, la Spagna e tutti gli Stati italiani, si concluse con l’assegnazione di Milano ai francesi e il regno di Napoli alla Spagna.

Un conflitto sorse in seguito alla elezione di Carlo d’Asburgo, già re di Spagna, il quale, quando ottenne la corona, assunse il nome di Carlo V.

Egli aveva ereditato dai nonni materni, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia (i Re cattolici), la Spagna stessa, le colonie americane e i territori italiani (Napoli, Sicilia, Sardegna).

Inoltre, dalla nonna paterna ricevette i Paesi Bassi e dal padre i possedimenti degli Asburgo d’Austria. Poiché il suo impero si estendeva dalla Germania all’America, Carlo aveva ragione nell’affermare che sui suoi domini “non tramontava mai il Sole”.

Il re di Francia Francesco I si sentì molto minacciato e cominciò una nuova guerra sanguinosa contro Carlo V (1521 - 1559), che si svolse prevalentemente in Italia, spostandosi poi in altri paesi.

Un episodio della guerra in Italia fu il Sacco di Roma (1527), compiuto dai soldati mercenari tedeschi, i lanzichenecchi, assoldati da Carlo V.

Infine il papa Clemente VII ottenne dal re di Spagna la pace di Cateaù-Cambrèsis: egli divise il suo impero fra il fratello Ferdinando, che ricevette la corona imperiale e i possedimenti ereditari degli Asburgo, e il figlio Filippo, al quale toccarono la Spagna, i domini italiani, le colonie americane e i Paesi Bassi.

La pace di Cateaù-Cambrèsis pose l’Italia sotto il controllo spagnolo e ciò rimase invariato per più di 150 anni.

IL CINQUECENTO STORIA

Gli imperi Euro-Asiatici del 500. Nel Cinquecento l’impero ottomano raggiunse il massimo della sua potenza sotto la guida di Solimano il Magnifico che conquistò Belgrado, Budapest, Baghdad e Tripoli.

Ma dopo la morte del sultano l’impero ebbe un lento e continuo declino, per cui la flotta turca fu sconfitta a Lepanto (Grecia) nel 1571, per opera dei cristiani e l’impero ottomano entrò in crisi dal punto di vista economico e tecnico.

Un passo indietro: il ‘400, la Russia moderna. Costantinopoli, caduta in mano turca nel 1453, non poteva essere più il centro religioso della chiesa ortodossa, infatti il prestigioso apice divenne Mosca, anche capitale del regno russo.

Nel ‘400, il granduca Ivan III il Grande si rese autonomo dai mongoli e unificò l’impero, facendo di Mosca una città ricca di monumenti e il Cremlino, palazzo imperiale, fu ampliato e abbellito da artisti italiani.

Da qui la capitale fu nominata “la terza Roma”. Ivan IV, successore di Ivan il Grande, assunse il titolo di zar nel 1547, dal latino Caesar ovvero riferendosi al primo Cesare imperatore.

Gli zar esercitarono sui sudditi l’autocrazia, cioè pretesero che la loro volontà fosse considerata un tutt’uno col volere di Dio. Coloro che si opposero al sovrano furono i nobili, detti boiari (padroni terrieri).

Contro di essi, Ivan IV, detto il Terribile, intervenne con brutalità, confiscando le terre e distribuendole ai militari e funzionari a lui fedeli. La manodopera fu assegnata alla servitù della gleba.

Le rivolte nelle campagne furono frequenti con conseguente agricoltura povera e arretrata finché nel 1613 salì al trono Michele Romanov, il primo di una dinastia che rimase al potere fino al 1918.