Il barone rampante di Italo Calvino: scheda libro
Il barone rampante: scheda libro del romanzo di Italo Calvino, secondo capitolo della Trilogia degli antenati. Spiegazione, trama e personaggi
Indice
Il barone rampante: scheda libro
La prima edizione de Il barone rampante, celebre romanzo di Italo Calvino che narra la storia di Cosimo Piovasco di Rondò, esce presso l’editore Einaudi nel giugno del 1957.
La vicenda è ambientata in Liguria, più precisamente ad Ombrosa, cittadina di fantasia inventata dall’autore e si svolge durante il periodo dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese.
La vicenda dura circa 50 anni, e descrive la vita del protagonista dai 12 anni fino alla sua morte.
Italo Calvino
Italo Calvino nasce a Santiago de Las Vegas, Cuba, nel 1923.
Frequenta il liceo a Sanremo, poi frequenta l'università di Agraria a Torino, ma si trasferisce ben presto presso la facoltà di Lettere di Firenze. La seconda guerra mondiale scoppia in Europa. Nel 1943, Calvino, dopo l'armistizio, si iscrive al Partito comunista e inizia a militare tra le fila dei partigiani, con la seconda divisione d'assalto "Garibaldi".
Dall'esperienza della guerra nascono i primi racconti di Calvino.
Cesare Pavese, che apprezza le sue doti letterarie, lo incoraggia. Ed è proprio grazie a lui se Calvino inizia la sua collaborazione con la casa editrice Einaudi e pubblica nel 1947 il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno.
Autore di racconti e romanzi anche adatti anche ad un pubblico giovane, Calvino è stato un grandissimo saggista e studioso della letteratura italiana ed europea, autore di una delle più complete raccolte di Fiabe italiane e di una bellissima lettura dell’Orlando furioso. Calvino muore a Siena nel 1985.
Trama e protagonista
Il protagonista del libro si chiama Cosimo e a 12 anni decide di ribellarsi ai genitori e passare il resto della sua vita sugli alberi. Cosimo è un ragazzo molto determinato che proviene da una famiglia nobile: suo padre è il barone di Rondò, sua madre è figlia di un generale austriaco.
Cosimo viene istruito direttamente a casa dall'abate Fauchelafleur, che gli insegna il latino e lo fa leggere molto. Intelligente e scaltro, Cosimo riesce ad organizzarsi una vita diversa da quella della sua famiglia e di tutti gli altri abitanti, ma a mantenere comunque dei contatti col mondo circostante.
Il rapporto che Cosimo ha con i genitori cambia nel corso della vicenda: quando decide di salire sugli alberi ha un forte contrasto con loro, ma questi pian piano imparano a rispettare la sua decisione, pur di mantenere un seppur minimo contatto con il figlio.
Cosimo, naturalmente, finisce tra i pettegolezzi dei cittadini di Ombrosa, ma non se ne cura. Tutt'altro: si dedica completamente alla sua vita e alla lettura di nuove opere, fra cui quelle di Voltaire, che lo entusiasmano moltissimo e gli fanno scoprire idee a lui ancora sconosciute.
Per gli abitanti di Ombrosa Cosimo è spesso un pazzo, ma in altre occasioni, in cui il ragazzo dimostra di essere molto intraprendente e ricco di idee, viene lodato e considerato come un esempio. Anche altri personaggi, fra cui un conte francese, apprezzano la stravaganza di questo ragazzo e presto la sua fama si diffonde anche nelle corti della Francia.
Cosimo, con ingegno e determinazione, risolve anche i problemi causati dalla sua decisione di vivere sugli alberi, fra cui quello del cibo: salta da un albero all’altro e porta con sé un fucile, con cui caccia selvaggina e crea indumenti usandone il pelo.
Più avanti risolve anche il problema della “doccia”, facendo deviare attraverso dei canali appesi sugli alberi dell’acqua proveniente da un ruscello. Inizialmente ha anche problemi con le bande di ragazzi che si aggirano sugli alberi per rubare frutta e raccolti ai contadini, ma per un periodo di tempo instaura anche una certa complicità con loro.
Durante la sua vita Cosimo conosce anche l’amore. Viola è una ragazza molto bella con cui Cosimo giocava da ragazzo e che rivede dopo una ventina d’anni: ha un carattere molto strano e Cosimo a volte fatica a comprenderla. Al termine della vicenda, Viola lo abbandona e si trasferisce in Francia.
Commento
La voce narrante è il fratello minore di Cosimo, Biagio, che nei primi tempi avrebbe voluto anche lui salire sugli alberi, e invece resta presso la famiglia, facendo da tramite fra Cosimo e i genitori. A volte porta da mangiare al fratello e lo accetta così com’è, senza criticare le sue scelte. Colto come Cosimo, si costruisce una vita “normale” con una moglie e dei figli. Resta sempre in buoni rapporti con Cosimo fino alla sua morte.
Con questo romanzo Calvino vuole portare ad estreme conseguenze l'immagine di un ragazzo che si ribella, facendo della disobbedienza e della diversità una ragione di vita. Quella di Cosimo non è una vita da eremita, ma mantiene sempre quella minima distanza fra sé e gli altri che lo rende diverso, facendolo vivere in un altro mondo che gli altri faticano a comprendere.
Calvino vuole insegnare a rispettare le decisioni degli altri e di accettarli per quello che sono. Anche se Cosimo ha uno stile di vita inusuale, rimane un ragazzo colto, pieno di interessi che continua a coltivare nonostante le sue scelte di vita.
Il romanzo è scritto in uno stile semplice, con frasi brevi e di semplice comprensione.
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