Il bar sotto il mare: riassunto

Di Redazione Studenti.

Il bar sotto il mare, riassunto dei racconti del romanzo di Stefano Benni: Achille ed Ettore, Priscilla Mapple e il delitto della 2 C, I quattro veli di Kulala e L'anno del tempo matto

Il bar sotto il mare: riassunto

Il bar sotto il mare di Stefano Benni: riassunto
Il bar sotto il mare di Stefano Benni: riassunto — Fonte: getty-images

Il bar sotto il mare è un romanzo di Stefano Benni pubblicato nel 1987 e suddiviso in quattro racconti: Achille ed Ettore, Priscilla Mapple e il delitto della 2 C, I quattro veli di Kulala e L'anno del tempo matto. 

Achille ed Ettore

Quella di Achille ed Ettore è una storia di due amici di Sompazzo: Achille Lanzarini ed Ettore Baldi. Achille costruiva i camini ed Ettore faceva il fornaio. Un giorno i due amici, sognavano ad occhi chiusi di possedere una bicicletta da corsa finché sentirono un rumore nel bosco: era una bicicletta che scendeva senza che nessuno la guidasse. Achille saltò sopra la bicicletta nel tentativo di fermarla ma quella correva verso il burrone ed Ettore, vedendolo sospeso nel vuoto tenendo la bicicletta coi piedi, lo salvò. I due si abbracciarono commossi ma iniziarono subito a litigare per chi doveva tenersi la bicicletta; così andarono dal saggio Nonno Celso che però se ne lavò le mani lasciando la decisione in mano al sindaco che avrebbe risolto la questione con un duello

Il paese scese in piazza per assistere al duello dei due amici: i due iniziarono ad insultarsi a vicenda in maniera così pesante che il sindaco, per impedire altri reati di strage al pudore, dichiarò il pari e patta affermando che la bicicletta sarebbe stata giocata ad alitate. La mattina successiva Ettore e Achille vennero messi uno di fronte all’altro a una distanza di cinquanta metri. Achille aveva mangiato porri, cipolle crude, gorgonzola e ricotta avariata; Ettore, invece, aglio, peperoni e vino andato in aceto. Ma il sindaco annunciò nuovamente il pari e patta per la salvezza del mondo occidentale in quanto le alitate avevano provocato un vero cataclisma non solo nel paese di Sompazzo ma anche nel resto dell’Europa, fino a raggiungere la Russia. Restava solo lo scontro a vino e salsiccia con il quale i due andarono avanti per tutta la notte fino all'alba. Ettore, per mandar giù l’ultima fettina di salsiccia, prese, per errore, il bicchiere di cedrata della farmacista e ne morì fulminato. La sfida finì così e la bicicletta da corsa venne posta sulla tomba di Ettore Baldi al cimitero di Sompazzo.

Priscilla Mapple e il delitto della II C

Era giunta l’ora di uscire da scuola e Priscilla cercò di svegliare Kid, un suo compagno che sembrava essersi addormentato sul banco. Ma Kid era in realtà morto e le prime indiscrezioni dicevano che fosse morto per avvelenamento. Priscilla, parlando con Ciccio, analizzò che tutti i suoi compagni di classe avevano un movente perché non andava d'accordo con nessuno. Il commissario, sapendo che era una ragazza molto intelligente, le chiese se non avesse niente da dirgli. Priscilla rispose che l’assassino doveva essere un compagno di classe. 

Priscilla sospettava di Lollis, che aveva preso un libro di chimica dalla biblioteca e che probabilmente aveva ricomprato in quanto, dopo aver preso in prestito quello della scuola e aver sottolineato le parti inerenti il veleno con cui aveva ucciso Kid, non poteva certo restituirlo. 

Secondo Priscilla, il veleno era contenuto in una penna. La ragione dell’omicidio era che senza di lui la classe avrebbe avuto una buona media per poter partecipare al concorso nazionale delle classi modello. Il commissario rimase sinceramente ammirato dalle doti di Priscilla dicendole che però non sapeva se l’avesse voluta come figlia, battuta alla quale la ragazzina rispose che era sempre quello che le diceva il padre.

I quattro veli di Kulala

Doruma è un uomo felice che con la moglie e i due figli vive sul fiume Yuele. Ma Shabunda, il diavolo del bosco, per invidia gli toglie completamente il sonno. Lo stregone del villaggio dice che solo Kulala, la divinità del sonno, può salvarlo da morte certa. Così la moglie Oda parte verso la dimora di Kulala al di là delle montagne per chiedergli di aiutare il marito. Kulala si dimostra disponibile ma le spiega che il sonno è composto di quattro veli e che lei deve riconoscere quelli giusti perché altrimenti la sua sorte sarebbe tremenda. La prima scelta è tra due veli bianchi: deve prendere quello del silenzio. Sceglie quello giusto perché una mosca volandovi sopra non fa alcun rumore. La seconda scelta è tra due veli colorati: deve prendere quello dei sogni. Sceglie quello giusto perché un ragno, che di proposito mette trai due veli, viene divorato da un ramarro. La terza scelta è tra due veli neri: deve prendere quello del buio. Sceglie quello giusto perché prendendo due gocce d’acqua evaporano al contatto con il velo della luce del fuoco. La quarta scelta è tra due veli rossi: deve prendere quello del sonno. Sceglie quello giusto senza esitare perché più consumato rispetto a quello della morte che si usa una volta sola. Kulala con un soffio la fa volare fino alla capanna dove Oda mette i veli in testa a Doruma che finalmente riesce a prendere sonno.

L’anno del tempo matto

Sompazzo era famosa per due cose: le barbabietole e i bugiardi. Il vecchio di questo paese, nonno Celso, disse che il tempo quell’anno sarebbe stato balordo. A febbraio era già primavera e le margherite erano cresciute in una sola mattina. Ad aprile venne l’estate con quarantasette gradi: il grano in due giorni maturò, le uova non bollivano solo sul tetto delle macchine ma anche le galline covavano frittate, i pesci vivevano nelle vasche da bagno perché il laghetto si prosciugò. Poi venne l’autunno e caddero solo due foglie: una nel giardino della scuola e l’altra a Rovasio.

In seguito venne l’inverno e nevicò per venti giorni; a fine anno la neve era alta sette metri. La gente non riuscendo ad uscire, si faceva buttare il pane giù dal camino da Ettore, il fornaio. Tutta Sompazzo era allo stremo delle forze ma gli animali erano quelli che se la passavano peggio di tutti. Il saggio nonno Celso disse di andare da Ufizèina, un meccanico che sapeva riparare tutto, il quale scoprì che il Sole, sorgendo da Monte Macco si era impigliato tra i rami di un albero. Lo vulcanizzò e il Sole risorse facendo sciogliere la neve e facendo tornare normale ogni cosa meno i sompazzesi.