Il bambino con il pigiama a righe

Di Redazione Studenti.

Riassunto e recensione de Il bambino con il pigiama a righe, il romanzo scritto da John Boyne. Trama e analisi della storia ambientata ad Auschwitz durante la seconda guerra mondiale

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE: TRAMA

Campo di concentramento di Auschwitz
Campo di concentramento di Auschwitz — Fonte: istock

Il bambino con il pigiama a righe è un romanzo scritto da John Boyne ed è ambientato nel 1940, durante il periodo nazista, ad “auscit”. È questo il nome che dà Bruno, un bambino di appena nove anni, al luogo dove è costretto a trasferirsi con la famiglia a causa del lavoro del padre. Qui, Bruno vive delle esperienze e vede delle cose che non capisce, ma che comunque nessun bambino e nessun adulto dovrebbe mai vedere. La casa ad “auscit” è completamente diversa dalla casa di Berlino, la città in cui era nato. La nuova casa è molto più piccola e dalla sua finestra non vede più strade e bancarelle ma soltanto una grande rete con all'interno delle persone vestite tutte allo stesso modo: indossano tutte lo stesso pigiama a righe e un berretto di tela in testa.

Bruno adorava la casa di Berlino, soprattutto perché era grande ed ogni giorno aveva sempre qualcosa di nuovo da esplorare, ma lì ad "auscit" sembra non esserci nulla di nuovo da scoprire. Questo spinge il bambino a cercare qualcosa con cui intrattenersi al di fuori delle mura domestiche e ad esplorare la grande rete che ogni giorno osserva dalla sua finestra. E oltre la rete trova un nuovo amico: Shmuel.

I due bambini, anche se differenti, sono anche molto simili. Durante l’anno diventano grandi amici, anche se si limitano a parlare perché a causa della rete che li divide non possono giocare assieme. Bruno decide di tenere la famiglia all’oscuro della sua nuova amicizia e di far si che sia tutta per sé. Ed ogni giorno di quell’anno esce di nascosto per andare a trovare il suo amico. Dopo un anno trascorso ad “aucsit” la madre decide di riportarlo a Berlino e così Bruno decide di intraprendere con Shmuel la sua ultima grande esplorazione.

L’ultimo gioco però si trasforma in tragedia: Bruno oltrepassa la rete e viene scambiato per un bambino ebreo del campo. Bruno e Shmuel vengono accerchiati insieme ad altri prigionieri e portati in una stanza, che non sarà però un riparo dalla pioggia come ingenuamente credevano i due, ma una prigione di morte. Il figlio del comandante del campo di concentramento e il suo piccolo amico ebreo finiscono nello stesso modo. Bruno non tornerà mai più a casa e i suoi vestiti saranno ritrovati giorni più tardi dai soldati impegnati nella sua ricerca.

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE: PERSONAGGI

Il titolo del libro, Il bambino con il pigiama a righe, è naturalmente riferito al modo di vestire di Shmuel e di tutte le altre persone al di là della rete che per Bruno sono appunto "in pigiama". Il protagonista del romanzo è Bruno, un bambino di nove anni costretto al trasferimento da Berlino ad “auscit” a causa del lavoro del padre. La passione di Bruno è esplorare e scoprire cose nuove.
Attraverso gli occhi di un bambino, quelli di Bruno, l’autore ci fa vivere una vicenda, una delle peggiori avvenute nel corso della storia, che sicuramente non capisce la gravità della situazione. Un bambino che subisce forti condizionamenti dai parenti (in modo particolare dal padre), ma il cui modo di pensare ed agire resta innocente ed ingenuo. Il padre di Bruno lavora nell’esercito ed è a causa del suo lavoro che la famiglia è costretta al trasferimento. "Il Furio", dice suo padre, "ha grandi progetti per lui. È un uomo molto rigido e attento al rispetto delle regole": viene sempre ammirato dal piccolo Bruno che lo vede come un idolo.

Shmuel è l’amico di Bruno, vive dall’altra parte della rete con tutte le altre persone che indossano il pigiama a righe, è nato lo stesso giorno di Bruno ed è il suo unico amico in quel brutto posto chiamato “auscit”. Shmuel è l’unico motivo che spinge Bruno a resistere alle noiose giornate che gli si prospettavano davanti. In breve tempo diventa il suo miglior amico.

Gli altri due componenti della famiglia sono Gretel e la madre, entrambe consapevoli di quello che accade dietro la rete e degli orrori che si svolgono al suo interno, anche se partecipano passivamente alle vicende.

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE: COMMENTO

Con questo libro l’autore vuole raccontare le diversità con cui i due bambini affrontano le vicissitudini della vita: Shmuel e Bruno vivono due situazioni diverse e in mondi differenti, ma nonostante questo nessuno dei due è completamente consapevole di ciò che gli accade intorno.

L’amicizia che lega i due bambini è il simbolo dell’uguaglianza tra gli uomini, non compresa dal padre, che viene trasmessa al lettore attraverso la figura di Shmuel e di Bruno.

Un libro dal finale non scontato, la cui lettura si adatta non solo ai ragazzi ma anche agli adulti. Aiuta a non dimenticare il segno che l’olocausto ha lasciato all’umanità. Inoltre, ci fa capire che tutti hanno dei sogni da piccoli e che inizialmente siamo tutti uguali, ma dai pregiudizi verso le religioni, il colore della pelle o la diversa provenienza, nasce la paura per la diversità e da qui il disprezzo verso gli altri. Si mette in chiara luce che il male che infliggiamo agli altri in qualche modo si ripercuote anche sulle persone a noi care. L’innocenza e la fantasia dei bambini viene annientata dagli adulti con l’egoismo e la violenza.