Jacopone da Todi: biografia, pensiero e poesie

Jacopone da Todi: biografia, pensiero e poesie A cura di Antonello Ruberto.

Vita, pensiero e opere di Jacopone da Todi, politico, mistico e poeta nell’Italia dei Comuni, autore del Pianto della Madonna, Stabat Mater e Donna de Paradiso

1Jacopone da Todi, biografia

Jacopone da Todi: affresco dei primi del '300
Jacopone da Todi: affresco dei primi del '300 — Fonte: ansa

È praticamente impossibile parlare della produzione letteraria di Jacopone da Todi senza parlare anche della storia della sua vita. Si fa risalire la sua nascita tra il 1230 e il 1236 ma l’anno preciso rimane un mistero. Dopo essere diventato dottore in legge pratica la professione di notaio. Ma la sua vita cambia radicalmente nel 1268, in seguito alla morte della moglie, causata dal crollo di un pavimento di legno della casa di un nobile ricco todino avvenuta durante una festa.  

Jacopone da Todi in preghiera dinanzi alla visione della Vergine
Jacopone da Todi in preghiera dinanzi alla visione della Vergine — Fonte: ansa

Dopo questo tragico evento Jacopone rinuncia ai suoi beni e prende i voti e dieci anni dopo, nel 1278, entra a far parte dei frati spirituali dell’ordine francescano. In questo periodo iniziano le sue battaglie e le sue invettive contro la corruzione all’interno della Chiesa, che porta avanti con toni polemici estremamente accesi. Nel 1294 viene eletto papa Bonifacio VIII che adotta la linea dura contro i frati minoriti. Jacopone, insieme agli altri frati, aderisce al Manifesto di Lunghezza (1297) steso dai cardinali Pietro e Iacopo Colonna che dichiara illegittima l’elezione del papa Caetani, questi risponde scomunicando i frati e i Colonna.   

Si arriva alle armi, e Jacopone si trova coinvolto nell’assedio di Palestrina che termina nel 1298 con la sconfitta della fazione antipapale: preso prigioniero, rimane in carcere fino al 1303 quando viene liberato da Benedetto XI, successore di Bonifacio VIII. Jacopone muore nel 1306 vicino Todi. La chiesa cattolica lo venera come beato.   

2Jacopone da Todi e la poesia laudatoria nell'Italia del Duecento

L’esperienza letteraria di Jacopone da Todi avviene agli albori della storia della lingua e della letteratura italiana, in un periodo in cui un ruolo predominante è ancora svolto dalla lingua latina, utilizzata come lingua colta dagli intellettuali di tutta Europa. Affianco al latino, però, comincia a venire usato per lo scritto anche il "volgare". 

Nel XIII secolo si diffonde nei comuni italiani la predicazione degli ordini mendicanti, i più importanti dei quali sono l’ordine domenicano e quello francescano. Quest’ultimo è fondato da Francesco d’Assisi, santo patrono d'Italia a cui si deve il primo componimento poetico scritto in un volgare italiano e di importante valore poetico: si tratta del “Cantico delle Creature”, un componimento composto di 33 versi scritto in dialetto umbro. Lo stile usato da Francesco per questo componimento è la “lauda”, un tipo di componimento poetico il cui uso è legato all’ambito religioso e di cui si possono ritrovare gli antecedenti in nei canti latini usati per le liturgie. 

La lauda nasce come canto che accompagna le processioni dei flagellanti ed è usato anche nella predicazione degli ordini mendicanti per coinvolgere il più possibile i fedeli. Solo in un secondo momento questi canti vengono raccolti in laudari dai membri delle confraternite religiose: la più antica raccolta arrivata fino a noi è del 1260. In seguito i componimenti laudatori si fanno più complessi e si distinguono in laude liriche e laude drammatiche: queste ultime sono veri e propri dialoghi che hanno spesso come tema la passione di Cristo.   

3Il pensiero di Jacopone da Todi e le sue laudes più importanti

Laudi di Jacopone da Todi: un manoscritto del XIII secolo
Laudi di Jacopone da Todi: un manoscritto del XIII secolo — Fonte: ansa

La produzione poetica di Jacopone comincia dopo la crisi spirituale avuta in seguito alla morte della moglie e al suo ingresso nell’ordine degli spirituali. Jacopone è un giurista, conosce sicuramente il latino ma per la sua poesia preferisce il dialetto umbro, la lingua del popolo, che utilizza sia come strumento per mortificare sé stesso e la sua sapienza sia per la sua maggiore efficacia, in quanto il dialetto può essere capito da tutti. L’adesione alla corrente più fortemente ascetica e pauperista del francescanesimo è la logica conseguenza del suo inflessibile pensiero morale, che esprime anche nei suoi componimenti.  

Primi versi di una Laude di Iacopone da Todi in un antico manoscritto del XV secolo
Primi versi di una Laude di Iacopone da Todi in un antico manoscritto del XV secolo — Fonte: ansa

Jacopone conosce la vita mondana e la respinge con forza, ritenendo che essa sia piena di vizi e priva di reali sentimenti di amicizia, amore e solidarietà; coerentemente alla sua scelta ascetica rifiuta tutte le esperienze corporee e quelle che esaltano le cose ed i piaceri terreni

La sua visione della vita è impostata su un pessimismo di fondo che riguarda tutta l’umanità, compreso sé stesso, che vede sempre pronta a cedere al vizio, motivo per cui il richiamo all’umiltà, all’abbandono delle cose vane e all’esaltazione di Dio e del Suo amore è costante. Nelle sue laude sono presenti anche invettive contro la corruzione della Chiesa, e violenti attacchi a Bonifacio VIII

Jacopone da Todi (circa 1230-1306), 1436, di Paolo Uccello
Jacopone da Todi (circa 1230-1306), 1436, di Paolo Uccello — Fonte: ansa

Ma nonostante questo suo rigore le laude che scrive non sono impostate su una netta chiusura ma su dialoghi a più voci, dove l’entità divina scuote il peccatore mentre questi cerca, inutilmente, di giustificare le sue azioni. Le laude di tono più mistico sono segnate dal tormento dato dalla gioia per l’esperienza diretta con il divino e disperazione per la loro fugacità. 
Non si è certi sulla mole della sua produzione ma gli vengono attribuiti 353 componimenti, alcuni dei quali d’importanza primaria nella produzione letteraria religiosa.  

3.1Omo mittete a pensare

Papa Bonifacio VIII
Papa Bonifacio VIII — Fonte: getty-images

In questa lauda di tono morale Jacopone utilizza il tema diffuso in periodo medievale del De contemptu mundi (Il disprezzo del mondo) per dimostrare la vanità della superbia umana e la miseria in cui tutta l’umanità si trova a vivere. Tutto il bene che gli esseri umani hanno lo devono esclusivamente a Dio, che li ha creati, vestiti e nutriti, mentre ogni ambizione umana risulta priva di senso.   

3.2Stabat mater

Si tratta di una preghiera tradizionalmente attribuita a Jacopone da Todi, nella quale è raccontato il dolore umano di Maria durante la crocifissione di Cristo, motivo per cui viene recitata per la messa dell’Addolorata. È un componimento pensato per essere cantato, e pur essendo scritto in latino presenta la composizione ritmica tipica del latino medievale.  

3.3Donna de Paradiso

È il componimento più originale ed innovativo della produzione di Jacopone. In essa vengono narrate a più voci le vicende della Passione di Cristo, dal calvario alla crocifissione, ed il dolore di Maria; è l’esempio più antico di lauda composta interamente da dialoghi. Il ruolo principale spetta a Maria, ma nel componimento compaiono anche san Giovanni e lo stesso Gesù. Il testo, scritto in volgare umbro, mescola latinismi e richiami biblici.  

3.4O papa Bonifazio

Scritta intorno al 1297, è una delle tre velenose invettive che Jacopone lancia a papa Bonifacio VIII, accusandolo non solo di nepotismo e corruzione, ma anche di essere eretico e simoniaco.