Riassunto I promessi Sposi capitolo 14 | Video

Di Marta Ferrucci.

Nel capitolo 14 de I promessi sposi Manzoni descrive il discorso di Renzo alla folla dopo la rivolta del pane. Renzo finisce nei guai per ingenuità

CAPITOLO 14 PROMESSI SPOSI, RIASSUNTO E ANALISI

L'avventura milanese di Renzo, che contribuisce alla sua crescita e alla sua conoscenza del mondo, rischia di mettersi davvero male in questo capitolo, in cui il giovane protagonista finisce nei guai per eccessiva ingenuità.

Renzo, fino al capitolo precedente, era nella Milano animata dalla rivolta. In questo capitolo, che si apre con la sera che scende, Renzo inizierà a prendere in mano la situazione.

PROMESSI SPOSI DISCORSO DI RENZO

Col calar della luce, molte persone che hanno animato la rivolta iniziano ad allontanarsi formando dei piccoli capannelli. A capo di uno di questi c’è proprio Renzo, che inizia un grande discorso sulle ingiustizie e sulle ragioni del popolo.

Questo discorso è molto importante, perché qui Manzoni fa un’operazione particolare: traduce in volgare gli ideali dei romantici lombardi dell’epoca e li mette proprio in bocca al suo personaggio principale.

I PROMESSI SPOSI OSTERIA DELLA LUNA PIENA

Questa bontà d’animo di Renzo ha come contropartita l’ingenuità. Questa fa sì che egli venga proposto come l’ambasciatore del popolo che l’indomani sarebbe andato a parlare con Ferrer. E soprattutto fa sì che un poliziotto travestito lo avvicini.

Il poliziotto che si spaccia per un uomo comune di nome Ambrogio Fusella inizia quindi ad avvicinarsi a Renzo e piano piano, a suon di domande lo conduce verso una locanda che ha l’insegna della luna piena.

Durante tutto il tragitto Renzo si mostra per quello che è: un sempliciotto. E così, anche se quando arriva alla locanda si rifiuta di dare le proprie generalità all’oste, piano piano inizia a bere, e cade nel tranello del sedicente Ambrogio Fusella, che così riesce ad ottenere le sue vere generalità.

Non solo: poco dopo Renzo, rimasto solo e continuando a bere, diventa protagonista di un secondo discorso assai meno profondo del primo. Renzo parla da ubriaco e si lascia andare: fa il nome di Don Rodrigo, di Don Abbondio, fino a che piano piano non ritrova la calma nel pensiero di Lucia.

PROMESSI SPOSI RENZIADE

Che cosa dobbiamo ricordarci di questa seconda parte? Che c’è uno stacco completo rispetto alla prima, e che qui Manzoni, col suo solito stile molto equilibrato, riesce con l’ironia dell’intellettuale a sottolineare molto bene questa differenza fra la parte buona di Renzo e il suo impeto politico e invece questa seconda parte, che lo vede decisamente come vittima un po’ dell’alcool e un po’ della sua stessa ingenuità.

Vedremo poi nei capitoli successivi quella che è stata soprannominata da alcuni critici la Renziade, come si evolverà questo personaggio.

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