Alessandro Manzoni, I promessi Sposi capitolo 14: riassunto | Video

Di Marta Ferrucci.

Trama, analisi e riassunto de I promessi Sposi, capitolo 14. Ecco cosa succede in questo capitolo del famoso romanzo di Alessandro Manzoni

CAPITOLO 14 PROMESSI SPOSI, RIASSUNTO E ANALISI

Questo è uno dei capitoli in cui l’avventura di Renzo a Milano si mette davvero male.

Avevamo lasciato il nostro protagonista maschile nella Milano animata dalla rivolta. In questo capitolo, che si apre con la sera che scende, Renzo inizierà a prendere in mano la situazione.

PROMESSI SPOSI DISCORSO DI RENZO

Col calar della luce, molte persone che hanno animato la rivolta iniziano ad allontanarsi formando dei piccoli capannelli. A capo di uno di questi c’è proprio Renzo, che inizia un grande discorso sulle ingiustizie e sulle ragioni del popolo.

Questo discorso è molto importante, perché qui Manzoni fa un’operazione particolare: traduce in volgare gli ideali dei romantici lombardi dell’epoca e li mette proprio in bocca al suo personaggio principale.

I PROMESSI SPOSI OSTERIA DELLA LUNA PIENA

questa bontà d’animo di Renzo ha come contropartita l’ingenuità. Questa fa sì che egli venga proporsto come l’ambasciatore del popolo che l’indomani sarebbe andato a parlare con Ferrer. E soprattutto fa sì che un poliziotto travestito lo avvicini.

Il poliziotto che si spaccia per un uomo comune di nome Ambrogio Fusella inizia quindi ad avvicinarsi a Renzo e piano piano, a suon di domande lo conduce verso una locanda che ha l’insegna della luna piena.

Durante tutto il tragitto Renzo si mostra per quello che è: un sempliciotto. E così, anche se quando arriva alla locanda si rifiuta di dare le proprie generalità all’oste, piano piano inizia a bere, e cade nel tranello del sedicente Ambrogio Fusella, che così riesce ad ottenere le sue vere generalità.

Non solo: poco dopo Renzo, rimasto solo e continuando a bere, diventa protagonista di un secondo discorso assai meno profondo del primo. Renzo parla da ubriaco e si lascia andare: fa il nome di Don Rodrigo, di Don Abbondio, fino a che piano piano non ritrova la calma nel pensiero di Lucia.

PROMESSI SPOSI RENZIADE

Che cosa dobbiamo ricordarci di questa seconda parte? Che c’è uno stacco completo rispetto alla prima, e che qui Manzoni, col suo solito stile molto equilibrato, riesce con l’ironia dell’intellettuale a sottolineare molto bene questa differenza fra la parte buona di Renzo e il suo impeto politico e invece questa seconda parte, che lo vede decisamente come vittima un po’ dell’alcool e un po’ della sua stessa ingenuità.

Vedremo poi nei capitoli successivi quella che è stata soprannominata da alcuni critici la Renziade, come si evolverà questo personaggio.

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