Il muschio: significato, tipologie, caratteristiche e dove cresce. Approfondimento su queste piccole piante senza radici.

I MUSCHI

I muschi
I muschi — Fonte: istock

I muschi sono piccole piante che appartengono al gruppo delle cormofite e alla classe delle briofite. I muschi comprendono circa 14.000 specie e molte delle quali esistono da almeno duecento milioni di anni. I muschi si trovano principalmente sul terreno dei boschi, ma anche sulle cortecce degli alberi e sui muri umidi. Il muschio si distingue nettamente da tutti gli altri tipi di piante per il fatto che il loro ciclo vitale comprende una regolare alternanza di generazione sessuata, caratterizzata dalla presenza di foglioline (gametofito), e di generazione non sessuata (sporofito) che segue la fecondazione ed è dipendente dal gametofito su cui si sviluppa. Questo particolare ciclo vitale è caratterizzato dalla dominanza della generazione del primo tipo (gametofito) e non viene riscontrato in altre piante terrestri, escluse le altre briofite, ma limita notevolmente la crescita delle piante e la loro capacità di competizione.

Alcune specie di muschi hanno raggiunto un certo grado di differenziazione dei tessuti, e quindi una “suddivisione del lavoro” nell’organizzazione interna e nelle funzioni, che è forse più avanzata di quanto non lo sia in alcune piante vascolari acquatiche. Prevale, comunque, un certo grado di semplicità anatomica. I muschi riescono a sopravvivere anche in habitat molto secchi (come le crepe dei muri) per varie settimane e quindi riprendersi subito con le prime piogge. Non avendo delle vere radici con le quali penetrare nel terreno, sono però in grado di assorbire con i rizoidi l’acqua piovana che bagna la superficie alla quale aderiscono. Ecco allora spiegato il motivo per il quale le pianticine del muschio non sono mai isolate, ma appaiono sempre riunite in gran numero in modo da formare un cuscino compatto: questo, funziona proprio come una grande spugna, conservando a lungo l’umidità dalla quale trarre il nutrimento.

DOVE CRESCE IL MUSCHIO

I muschi sono in grado di sfruttare ogni occasione di crescita: le loro spore, facilmente trasportate dal vento, necessitano soltanto di una superficie libera e di condizioni ambientali adatte alla germinazione e allo sviluppo delle piantine. Tuttavia, nelle zone aride o semiaride la loro presenza è trascurabile, mentre possono svilupparsi molto in zone erbose, nella savana e in certe foreste piovose e perennemente umide, soprannominate “foreste muscose”. Nelle grandi foreste di conifere delle zone boreali dell’Eurasia e del Nord America, la presenza dei funghi è rilevante; mentre più a Nord ancora, dalla taiga fino alla tundra artica, i muschi, assieme ai licheni, diventano gli elementi vegetali più importanti. La flora muscosa attuale può essere considerata la discendente di un passato molto remoto, benché non si sappia ancora di preciso quali forme siano state eliminate nei vari passaggi storico-geologici. A causa della particolare struttura e biologia dei muschi, gli studiosi di botanica hanno sempre incontrato molte difficoltà nel farne una completa classificazione.

LE FUNZIONI DEL MUSCHIO

In passato, particolari muschi venivano utilizzati per chiudere fessure e fenditure delle abitazioni. Si ha testimonianza dell’uso del muschio, come metodo di isolamento, fino al Neolitico, soprattutto per le costruzioni in legno. I muschi rappresentano un materiale poco infiammabile, infatti all’inizio prendono fuoco ma poi si spengono subito! Non è sbagliato quindi considerare i muschi come il primo metodo di prevenzione degli incendi nelle capanne dei nostri antenati.
Diverse specie di muschio, per esempio il Neckera, venivano utilizzate per avvolgere gli alimenti, grazie alla loro struttura lunga e piatta – simile alla carta.
Molti muschi possiedono una elevata capacità di assorbimento e si prestano molto bene alle attività che richiedono un qualche tipo di asciugatura. Si tratta di una caratteristica conosciuta soprattutto dai Vichinghi e dalle altre popolazioni dell’alto medioevo. Anche in epoche precedenti si utilizzava già il muschio di torbiera (Sphagnum) in ambito sanitario.
Nel medioevo si credeva che le piante potessero curare gli organi umani ai quali esse assomigliavano. La struttura di alcune specie di epatiche ricorda vagamente quella del fegato. Proprio per questo venivano utilizzate nella cura delle malattie del fegato ed hanno mantenuto fino ad oggi il loro nome. Quasi fino alla prima metà del XX secolo i muschi di torbiera venivano utilizzati nella preparazione di compresse per curare le ferite (per esempio durante la seconda guerra mondiale) ed all’interno dei pannolini per i neonati, per le loro due qualità principali: la capacità di assorbimento e l’essere asettici.

TIPI DI MUSCHIO

Muschio piatto (Neckera complanata): è il muschio più importante ritrovato assieme all’Uomo venuto dal ghiaccio. Ne venne ritrovato un intero fascio di fusticini a foglioline lunghi fino a sei centimetri, sulla sopravveste e sui gambali. Di solito il muschio piatto si trova su rocce calcaree in penombra e sui tronchi degli alberi. In Val Senales compare nella parte inferiore della valle spingendosi a nord fino a Certosa.

Muschio ondulato (Neckera crispa): compare spesso insieme con il muschio piatto. E’ altrettanto conosciuto per esser stato ritrovato in numerosi siti archeologici. Si tratta di un tipo più grande e più grosso, legato in modo maggiore alla presenza di calcare. Al giorno d’oggi il muschio ondulato in Val Senales si trova in forma rara e solamente in alcune zone a pochi chilometri a nord di Juvale.

Muschio stratificato (Hylocomium splendens): questo muschio cresce spesso in grandi quantità nei boschi di conifere. Si raccoglie facilmente ed è utilizzato per i suoi morbidi fusticini a foglioline che non si disgregano. La diffusione in loco si estende dalla valle fino a sopra il limite naturale del bosco.

Muschio rosso (Pleurozium schreberi): questo muschio si trova per lo più con il muschio stratificato e possiede qualità simili. Per la sua struttura molle e soffice si presta molto bene ad essere utilizzato come materiale isolante. In Val Venosta il muschio rosso si trova tanto a valle che sui terreni d’alta montagna.

Muschio di torbiera (Sphagnum): sulle vesti dell’uomo venuto dal ghiaccio venne ritrovato solamente un piccolo pezzettino di muschio di torbiera per cui non si può essere sicuri che egli lo abbia utilizzato per un qualche preciso scopo. I muschi di torbiera sono strettamente legati agli ambienti umidi. Oggi giorno, ad esempio, si sviluppano nelle zone umide sopra Certosa.