I Malavoglia e Nedda di Verga a confronto

Il confronto tra le due opere di Giovanni Verga: i Malavoglia e Nedda. Analisi e caratteristiche della società nel romanzo e nella novella

I Malavoglia e Nedda di Verga a confronto
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I Malavoglia e Nedda di Verga a confronto

Giovanni Verga, il confronto tra I Malavoglia e Nedda.
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Giovanni Verga è uno degli autori più importanti della seconda metà dell'Ottocento, protagonista della corrente artistica e letteraria del Verismo. Nel corso della sua vita ha scritto numerose opere: romanzi, testi teatrali e novelle. 

Tra le sue opere più famose rientra sicuramente il romanzo I Malavoglia, ma anche Nedda, è una delle novelle più note dello scrittore siciliano. In entrambe le opere, troviamo una dei temi principali del verismo di Giovanni Verga: la partecipazione dello scrittore al dolore dei vinti, la rassegnazione al destino. 

Ecco l'analisi e il confronto della società descritta da Verga nelle due opere.

I Malavoglia e Nedda: la famiglia e lo stile di vita dei personaggi

Il ruolo della società e lo stile di vita degli abitanti di due paesini siciliani del tardo Ottocento sono aspetti centrali e fondamentali delle due opere prese in considerazione, i Malavoglia e Nedda.

In entrambe le opere, infatti, vengono narrate le vicende della povera gente alle prese con molteplici sventure e disgrazie. Il valore della famiglia è un aspetto che viene messo in evidenza in tutti e due i testi: personaggi come Nedda e Padron ‘Ntoni, fanno di tutto e si sacrificano per garantire agli altri una vita dignitosa. Le famiglie descritte da Verga sono patriarcali, soprattutto ne I Malavoglia, dove emerge anche un forte senso di coesione e dell’aiuto reciproco.

La società che emerge è una società modesta, dove tutti sanno tutto di tutto e si giudica l’importanza delle persone in base ai guadagni, una dinamica molto frequente nei piccoli paesi. Di conseguenza, si comprende il motivo per cui i membri di questa società provano costantemente ad aumentare i propri guadagni con vari mezzi, cerando di apparire onesti agli occhi degli altri.

I Malavoglia e Nedda: la natura e il divino

Un altro aspetto importante è la presenza di un Dio onnipotente, capace di manifestare contemporaneamente bontà, concedendo un buon raccolto o una buona pesca, e spietatezza, portando lontano le persone amate. La natura stessa è percepita come una forza incontrollabile capace di condizionare la vita dei poveri contadini. La presenza della natura e del divino è sempre presente: dalla cadenza del lavoro scandito dalle stagioni, alla scansione del tempo festivo attraverso le feste cristiane e le commemorazioni dei Santi. 

In questa società, il progresso scientifico e tecnologico è visto con sospetto, poiché si ritiene che i metodi tradizionali siano più idonei perché più vicini alla natura e si ha un grande rispetto per le tradizioni. Verga ha voluto rappresentare un modo di vita semplice e duro, in cui i più deboli faticano a migliorare la propria condizione e talvolta si trovano a peggiorarla nel tentativo di farlo, o semplicemente si rassegnano. In queste società, il destino riveste un'importanza considerevole: una forza ineluttabile contro la quale non si può lottare o lamentarsi.

La società di Verga e la società attuale

C’è una netta contrapposizione tra lo stile di vita descritto in queste due opere e quello attuale di una società avanzata come la nostra. In primo luogo, si assiste a una completa trasformazione nella concezione della famiglia.

In passato la prole era considerata una risorsa, oggi viene spesso percepita come un peso. Questa trasformazione è evidenziata anche dal passaggio da una struttura familiare allargata a una nucleare. Oggi si è meno legati ai bene materiali, come la casa o una barca, e spesso si sente la necessità di lasciare il piccolo paese per cercare opportunità nelle grandi città.

Il cambiamento della struttura familiare ha generato cambiamenti nella società nel suo complesso. La nostra società è più fredda, impersonale e formale rispetto a quella dell’Ottocento. Nonostante ciò, rimane costante l’attaccamento al denaro, fonte di prestigio sociale e potere, non importa se guadagnato onestamente o no. Il non accontentarsi delle piccole cose spinge le persone a volersi migliorare e a desiderare sempre di più, e a differenza del passato, chi si impegna strenuamente per raggiungere stabilità e sicurezza economica oggi è ammirato, mentre chi si rassegna al destino è spesso guardato con disprezzo.

La vita della società moderna poggia ora sul progresso scientifico e tecnologico, elementi fondamentali. Al contrario, le tradizioni hanno perso la loro rilevanza nella vita quotidiana.

Anche la figura di Dio ha subito significative trasformazioni, oggi non riveste più un ruolo così centrale, infatti, gli uomini tendono ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni, attribuendosi così colpe e meriti. Inoltre, la natura è considerata come qualcosa di controllabile e non assume un ruolo di grande rilevanza nella vita sociale. Dopo aver analizzato questi due distinti tipi di società, sorge spontanea la domanda su quale possa essere la migliore, tuttavia, è impossibile da stabilire, poiché ogni società appartiene al suo tempo.

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