I canti pisano recanatesi di Leopardi | Video

Di Redazione Studenti.

I canti pisano recanatesi: spiegazione e analisi dei canti che Leopardi compose tra il 1828 e il 1830. A cura di Emanuele Bosi

I CANTI PISANO RECANATESI

I canti pisano recanatesi di Leopardi. Video a cura di Emanuele Bosi
I canti pisano recanatesi di Leopardi. Video a cura di Emanuele Bosi — Fonte: redazione

A Silvia, Le ricordanze, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio…cos’hanno in comune tutte queste poesie? Te lo diciamo noi: sono state composte da Leopardi fra Pisa e Recanati.

Le poesie di questo gruppo di componimenti sono state composte fra Pisa e Recanati tra il 1828 e il 1830, ed è probabile, ma non sicuro, che ne facesse parte anche Il passero solitario. Perché le consideriamo così importanti? Perché segnano il ritorno alla poesia da parte di Leopardi dopo un lungo periodo di silenzio. Ti ricordi? Ne abbiamo parlato in altri video: il silenzio poetico è quel periodo durato dal 1824 al 1828 in cui Leopardi non ha scritto poesie, ma composto in prosa le Operette Morali.

Non a caso nel libro i canti pisano-recanatesi sono preceduti dal Risorgimento, una poesia molto diversa dal punto formale, ma che celebra in un certo senso la rinascita della capacità di Leopardi di nutrire illusioni e comporre poesie. 

UNA NUOVA FORMA METRICA: LA CANZONE LIBERA

C’è stato un momento in passato in cui i canti pisano-recanatesi venivano chiamati Grandi idilli in rapporto ai Piccoli idilli, per sottolinearne una certa continuità nella poetica e nella visione filosofica. Ma in realtà ci sono alcune differenze. I Piccoli idilli sono composti solo da endecasillabi sciolti. Questi canti, invece, si differenziano già a prima vista per una nuova invenzione metrica: quella della canzone libera. Cioè? Cioè quella forma metrica che conserva la divisione in stanze tipica della canzone, ma anche l’uso di endecasillabi e settenari insieme. La cosa interessante però è che le stanze non hanno tutte uguale lunghezza, e anche lo schema delle rime non è ben determinato. A Silvia in particolare è la prima poesia che consenta di parlare di Canzone libera.

I TEMI DEI CANTI PISANO RECANATESI

I temi dei canti pisano-recanatesi sono sia privati che pubblici. L'Io poetico parla sempre per se stesso, ma anche per i suoi simili: il suo discorso sarà in parte rievocazione del passato, in parte meditazione sulla sua esistenza e in parte riflessione sul destino dell'uomo. Si mescolano, finalmente, temi quotidiani e metafisici.

Nel Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, su cui trovi un video ad hoc in questo canale, il pastore, protagonista, si fa portavoce di tutta l'umanità.

Nel Sabato del villaggio e nella Quiete dopo la tempesta, invece, le scene di vita quotidiana diventano una sorta di esemplificazione delle leggi che regolano la condizione umana. E così scopriamo che il piacere non consiste nella sua realizzazione, ma nella sua attesa, che la gioia arriva quando la tempesta cede il passo al sereno, e via dicendo.

Importante da tenere a mente: questi canti segnano la definitiva caduta delle illusioni e la scoperta del vero, quindi della concezione pessimistica del poeta. Ormai Leopardi è in confronto diretto con la Natura, al punto che si permette di apostrofarla direttamente. In seguito, lo farà sempre di più.

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