Hokusai: vita, stile e analisi della Grande onda

Hokusai: vita, stile e analisi della Grande onda A cura di Joshua De Loa.

La vita e le opere le opere più importanti di Katsushika Hokusai, uno degli artisti più celebri del Giappone, famoso per la Grande Onda. Caratteristiche dello stile, i temi e il significato della sua arte.

1Chi è Hokusai?

Ritratto di Hokusai. Artista: Eisen Keisai
Ritratto di Hokusai. Artista: Eisen Keisai — Fonte: getty-images

Katsushika Hokusai (1760-1849) è considerato uno degli artisti giapponesi più celebri della storia. Pittore e incisore di elevato talento e qualità, nei suoi lavori Hokusai ritrasse i paesaggi, le persone, la società e i costumi del Giappone tra il XVIII e il XIX secolo, periodo della restaurazione Meiji

Hokusai divenne noto principalmente per le sue stampe eccezionali in stile ukiyo-é, che in giapponese significa ”immagini del mondo fluttuante”. Ma la produzione artistica di Hokusai abbracciava anche l’ambito della pittura, della grafica e dell’illustrazione

2Biografia

2.1Giovinezza

Hokusai nacque il 31 ottobre a Edo nel 1760 e il suo nome d’infanzia era Tokitarō. Al di là dei dubbi sulle vere origini dell’artista, i suoi primi anni Hokusai li trascorse con Nakajima Ise (XVIII secolo), un pulitore di specchi servitore dello shogun Tokugawa.

Negli anni dell’adolescenza Hokusai cambiò per la prima volta il suo nome da Tokitarō a Tezsuzō (“magazzino del ferro”), lavorando come fattorino di una biblioteca. Verso i quattordici anni fu preso come apprendista in un laboratorio di intaglio xilografico, dove mostrò subito il suo talento.

2.2Esordi

Un gruppo di sei donne, tutte di classe diversa, che rappresentano i sei poeti classici (Rokkasen), Hokusai. Un foglio di calendario (egoyomi) per l'anno 1798
Un gruppo di sei donne, tutte di classe diversa, che rappresentano i sei poeti classici (Rokkasen), Hokusai. Un foglio di calendario (egoyomi) per l'anno 1798 — Fonte: getty-images

Nel 1778 Hokusai frequentò la scuola Katsukawa, divenendo allievo di Katsukawa Shunshō (1726-1793), uno dei più importanti artisti dell’ukiyo-é. Nel 1779 Hokusai iniziò a firmarsi Shunrō (“splendore di primavera”), assumendo nell’atelier progressivamente un ruolo sempre più centrale.

In questa fase Hokusai realizzò più di duecento lavori, tra stampe a colori, disegni, dipinti, nonché anche kibyōshi, egoyomi e surimono. Queste opere avevano perlopiù soggetti teatrali e alcune scene di vita quotidiana.

Il periodo Shunrō di Hokusai terminò nel 1794 quando si affrancò dalla Katsukawa. Nel 1797 egli prese il nome di Sōri, assumendolo dal nuovo maestro Tawaraya Sōri (1730 ca - 1790 ca). In questa fase Hokusai si misurò con i temi paesaggistici, come la Primavera a Enoshima (1797).

2.3Fama e successo

Sacerdoti di Katsushika Hokusai, una raccolta di schizzi xilografici
Sacerdoti di Katsushika Hokusai, una raccolta di schizzi xilografici — Fonte: getty-images

Nel 1798 Hokusai abbandonò la Tawaraya per diventare un’artista indipendente: egli fondò la propria bottega chiamandola appunto Hokusai (“studio del nord”). Il periodo Hokusai, tra il 1798 e il 1810, fu il momento più fecondo del maestro, sia dal punto di vista artistico che produttivo.

Dal 1810 al 1820 il maestro lasciò il suo nome di Hokusai assumendo poi quello di Taito. In questo periodo, trasferitosi a Nagoya, egli si concentrò perlopiù sulla realizzazione di disegni e di illustrazioni per i Manga e per dei manuali didattici. Questi lavori valsero a Hokusai la fama anche al di fuori di Edo

Per dare un’ulteriore svolta alla sua carriera artistica, nel 1819 Hokusai prese il nuovo nome di Iitsu (“nuovamente uno”) fino al 1834. Fu proprio in questa fase che Hokusai realizzò la serie che lo renderà celebre, ossia le Trentasei vedute del Monte Fuji (1826-1833), dove figura la famosa Grande onda (1830-1831).

2.4Ultimi anni

Goten-yama Hill di Hokusai, della serie "Trentasei vedute del Monte Fuji"
Goten-yama Hill di Hokusai, della serie "Trentasei vedute del Monte Fuji" — Fonte: getty-images

Compiuti i settantacinque anni d’età nel 1834, Hokusai entrò nel suo ultimo periodo col nome di Manji, che si portò fino alla fine, ossia nel 1849. Il maestro seguitò a lavorare eseguendo diverse serie paesaggistiche e molti libri illustrati.

Gli ultimi anni di Hokusai furono avversi e difficili. Tuttavia, nonostante fosse impossibilitato a muoversi, l’anziano maestro continuò a dipingere, come la Scimmia addestrata che mangia pesche rubate (1848), firmandosi «pennello di Manji il vecchio pazzo per la pittura all’età di novanta anni». Egli morì il 10 maggio 1849.

3Stile

3.1Caratteristiche formali

Le opere realizzate da Hokusai nel periodo Shunrō avevano ovviamente i tratti stilistici della scuola Katsukawa:

  • l’enfasi sulle espressioni facciali colte in una situazione drammatica;
  • la saldezza delle pose;
  • l’ambientazione scevra da dettagli naturalistici.
Caccia alla balena al largo delle isole Goto, dalla serie "Mille immagini dell'oceano" di Hokusai. Giappone, c. 1831-33
Caccia alla balena al largo delle isole Goto, dalla serie "Mille immagini dell'oceano" di Hokusai. Giappone, c. 1831-33 — Fonte: getty-images

Hokusai nel suo periodo da Sōri ebbe pennellate di contorno calligrafiche, e una cromia sontuosa e raffinata. Un esempio è Donna e ragazza con cannocchiale (1798 ca), dove si notano gli influssi dell’opera di Ogata Kōrin (1658-1716) e degli stilemi della scuola Kanō.

Nel periodo Hokusai, il maestro mostrò una maggiore attenzione nella caratterizzazione psicologica delle figure, inserendole in degli ambienti naturalistici o paesaggistici. Importante fu l’incontro con le stampe di vedute all’olandese, introducendo così la prospettiva di tipo occidentale.

Nel periodo Taito, Hokusai non ebbe particolari sviluppi stilistici, mentre in quello Iitsu ci fu una vera e propria evoluzione: oltre a sperimentare un’ampia policromia, Hokusai approfondì la rappresentazione naturalistica e paesaggistica, infondendo delle intonazioni di idealità e liricità.

Progressivamente Hokusai approfondì la ricerca fisionomica degli animali e degli umani: da un lato, caratterizzandoli sempre di più e, dall’altro, invertendo le loro espressioni facciali.

3.2Temi

Illustrazione giapponese antica: Scena dello spettacolo Chushingura di Hokusai
Illustrazione giapponese antica: Scena dello spettacolo Chushingura di Hokusai — Fonte: getty-images

Nella sua sterminata produzione artistica, all’incirca un migliaio di opere, Hokusai ebbe modo di confrontarsi con una vasta varietà di temi e di soggetti. Ovviamente ne aveva alcuni che prediligeva.

Molte stampe del maestro riproducono scene e personaggi della vita quotidiana, ossia i gusti volubili e le mode passeggere dei giapponesi durante il periodo Edo (1630-1868). Per esempio la serie del Chushingura (1806).

Suono del lago a Rinkai di Hokusai, dalla serie "Otto vedute delle isole Ryukyu", 1832
Suono del lago a Rinkai di Hokusai, dalla serie "Otto vedute delle isole Ryukyu", 1832 — Fonte: getty-images

Le Trentasei vedute del Monte Fuji (1826-1833), le Otto vedute delle isole Ryu kyu (1833), le Mille immagini del mare (1833-1834), il Viaggio tra le cascate giapponesi (1833-1834), sono solo alcune delle serie in cui Hokusai mostrò la sua passione per i paesaggi naturalistici.

L’attenzione del maestro nei confronti della natura investiva sia i fiori, come dimostra la serie Grandi fiori e Piccoli fiori (1832) che gli animali, in particolare quelli fantastici, come la Fenice (1842-1845).

4La grande onda

4.1Descrizione

La Grande onda di Kanagawa, dalla serie "Trentasei vedute del Monte Fuji" di Hokusai. Giappone, 1830-33
La Grande onda di Kanagawa, dalla serie "Trentasei vedute del Monte Fuji" di Hokusai. Giappone, 1830-33 — Fonte: getty-images

La Grande onda di Kanagawa è l’opera più famosa di Hokusai nonché una delle immagini non occidentali più conosciute della storia. Essa è una stampa xilografica in stile ukiuo-e e ad oggi ne esistono più o meno cento esemplari, conservate nei principali musei del mondo.

La Grande onda, appartenente alla serie delle Trentasei vedute del monte Fuji, è composta da tre elementi principali: la piccola montagna sullo sfondo, che rappresenta il monte Fuji, che domina sulle barche e sul mare in tempesta in primo piano. In alto a sinistra si invece vi è la firma dell’artista.

Hokusai studiò per circa trent’anni la composizione di quest’opera. Nella Grande onda il maestro mostra le sue capacità incredibili di sintesi, l’uso della prospettiva occidentale e del chiaroscuro, nonché l’infusione di toni sentimentali e suggestivi, anche grazie all’adozione di linee maestose e di tinte eleganti.

4.2Interpretazioni

The Falls at Aoigaoka in the Eastern Capital dalla serie "Viaggio tra le cascate giapponesi" di Hokusai. Giappone, 1833
The Falls at Aoigaoka in the Eastern Capital dalla serie "Viaggio tra le cascate giapponesi" di Hokusai. Giappone, 1833 — Fonte: getty-images

L’opera comunica dei significati simbolici e spirituali: la si potrebbe leggere come lo scontro tra la forza della Natura, incarnata dalle onde, e la fragilità umana, raffigurata dalle barche. Mentre il monte Fuji è uno spettatore indifferente del dramma.  

Nonostante le dimensioni diverse, la montagna e le onde sono sullo stesso piano: il Fuji è ripetuto nelle onde stesse, quindi rappresentazione dell’infinito, ed entrambi sono caratterizzati dal bianco e dal blu. Questi sono legate agli elementi del fuoco e dell’acqua, simboli di una potenziale eruzione vulcanica e quindi di un conseguente tsunami.  

Infine, secondo l’interpretazione di altri studiosi, la Grande onda potrebbe rappresentare una forma di barriera di protezione simbolica del Giappone, impedendo così agli stessi giapponesi di viaggiare verso l’estero.

La Grande onda, ma l’arte giapponese in generale, incise profondamente sulla ricerca pittorica coeva dell’arte occidentale: grazie alle Esposizioni Universali molte opere orientali vennero viste molti spettatori, tra cui quelli che diedero vita al movimento artistico dell’Impressionismo.