Harold Pinter: biografia, opere e teatro

Harold Pinter: biografia, opere e teatro A cura di Teresa Bosica.

Vita, opere e teatro di Harold Pinter, drammaturgo, regista, attore, autore per teatro, radio e tv inglese. Ecco le opere principali, temi trattati e personaggi

1Harold Pinter: vita, opere e teatro

Harold Pinter (1930-2008): drammaturgo, sceneggiatore, regista e attore inglese
Harold Pinter (1930-2008): drammaturgo, sceneggiatore, regista e attore inglese — Fonte: getty-images

Harold Pinter nacque a Londra nel 1930 in una famiglia ebrea che viveva in una zona dell’East End londinese, abitata soprattutto da immigrati. Pinter frequentò la scuola locale, dove i suoi insegnanti risvegliarono in lui un grande interesse per il teatro, allo stesso tempo lo scrittore cominciò a conoscere il clima di violenza, antisemitismo e tensione tipico dei quartieri poveri di Londra in quel periodo.  

Nel 1948 cominciò a frequentare la Royal Academy of Dramatic Art, ma non completò i suoi studi; invece lavorò come attore usando il nome d’arte di David Baron. Per mantenersi lavorò anche come lavapiatti, cameriere e venditore porta a porta. Queste esperienze gli diedero l’opportunità di conoscere persone diverse, i diversi accenti e idiomi linguistici che usavano e che ritroviamo nei protagonisti delle sue opere. 

Scena da The caretaker di Harold Pinter
Scena da The caretaker di Harold Pinter — Fonte: getty-images

Nel 1949 fu multato perché era un obiettore di coscienza, infatti, si rifiutò di prestare servizio militare, questo episodio evidenzia lo spirito anticonvenzionale e di opposizione di Harold Pinter, disposto a difendere le proprie idee a qualsiasi costo. 

Intanto Pinter cominciò a scrivere opere teatrali, le sue prime commedie sono The Room (La Stanza, 1957) e The Dumb Waiter (Il Calapranzi, 1959), composte da un solo atto e caratterizzate da un senso di minaccia che diventerà il tratto distintivo delle sue opere future. La sua prima opera completa fu The Birthday Party (Il Compleanno, 1958) che all’inizio fu un fallimento, ma dopo il successo di The Caretaker (Il Guardiano) nel 1960, raggiunse ottimi risultati e a oggi è considerata una delle sue opere migliori. 

Queste commedie segnarono l’inizio di una brillante carriera di scrittore che egli portò avanti parallelamente alla carriera di attore, regista e sceneggiatore. Grazie alle sue due prime opere, fu annoverato tra i maggiori esponenti del teatro dell’assurdo insieme a Samuel Beckett. Pinter scrisse anche per la radio e opere teatrali per la BBC, come A Slight Ache (Un Leggero Malessere, 1958), The Homecoming (Il Ritorno a Casa, 1965), No Man’s Land (Terra di Nessuno, 1974).   

I temi ricorrenti delle sue opere sono: la paura, il sospetto, l’intolleranza e il pregiudizio. Tutti i suoi personaggi si sentono costantemente minacciati e cercano rifugio e protezione da un mondo esterno che si rivela ostile. Di solito Pinter confina i suoi personaggi in uno spazio ristretto in cui ognuno di loro cerca di dominare gli altri.   

Pinter scrisse la sceneggiatura di molti film famosi come The Go-Between (Messaggio d’Amore, 1971), The Last Tycoon (Gli Ultimi Fuochi, 1976) basato sul romanzo di Francis Scott Fitzgerald e The French Lieutenant’s Daughter (La Donna del Tenente Francese, 1981) tratto dal romanzo di John Fowles.  

Harold Pinter s’interessò di politica e di violazione dei diritti umani e le sue ultime opere, One for the Road (1984) e Mountain Language (1988), riflettono quest’impegno politico. Nel 2005 gli fu assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. Morì nel 2008.  

2Harold Pinter: temi, linguaggio e stile

Harold Pinter è considerato uno dei più importanti commediografi del XX secolo. Appartiene alla generazione degli Angry Young Men (Giovani Arrabbiati) che hanno dato un grande impulso al revival del teatro inglese della metà degli anni ’50.  

Le sue opere non affrontano solo temi di protesta sociale, ma appartengono anche al teatro dell’assurdo, basato sul concetto che la vita è allo stesso tempo tragica, assurda e divertente. Non seguono un ordine logico e in questo senso lo scrittore si distacca dal teatro tradizionale. Pinter non fornisce informazioni sul passato dei suoi personaggi, sul loro aspetto, neanche i loro nomi sono certi a volte, le loro affermazioni sono contraddittorie e le loro azioni inconsistenti.  

Anche il loro linguaggio è particolare, tanto da essere definito Pinterish o Pinteresque. Lo scrittore era molto abile a ricreare conversazioni della vita quotidiana, ricche di colloquialismi, pause e silenzi, ma spesso le parole usate sono inefficaci, inutili e prive di significato. Il linguaggio non è uno strumento di comunicazione, ma uno schermo attraverso cui i personaggi nascondono la propria vulnerabilità e allo stesso tempo è un’arma per dominare e sconfiggere l’altro interlocutore

Scena dell'opera "The birthday party" di Harold Pinter. Il cast include (da sinistra a destra) Sydney Tafler, Paula Wilcox e John Alderton
Scena dell'opera "The birthday party" di Harold Pinter. Il cast include (da sinistra a destra) Sydney Tafler, Paula Wilcox e John Alderton — Fonte: getty-images

Le commedie di Pinter sono definite commedie della minaccia (comedies of menace), infatti, presentano sempre situazioni che gradualmente vengono avvolte in un’atmosfera di mistero e paura. Di solito i personaggi sono relegati in uno spazio angusto che rappresenta il loro unico rifugio dal mondo esterno loro ostile. Essi temono di essere estromessi da questo porto sicuro e la loro paura aumenta con l’arrivo di ciò che Pinter definisce intrusi, cioè persone o semplicemente un oggetto, un animale, un’allucinazione, che rompono il fragile equilibrio esistente; le conseguenze finali possono essere la pazzia, la cecità o addirittura la morte. 

I suoi personaggi quindi, si sentono sempre minacciati da un outsider misterioso e le situazioni attraverso cui si muovono, sono sinistre e inquietanti, ma allo stesso tempo farsesche. Questo stile è evidente soprattutto nei suoi primi lavori, invece le sue opere più mature sono segnate da un chiaro interesse psicologico, politico e sociale. 

3The Room – La stanza: trama e analisi

The Homecoming di Harold Pinter. Una scena della produzione della Royal Shakespeare Company di Peter Hall
The Homecoming di Harold Pinter. Una scena della produzione della Royal Shakespeare Company di Peter Hall — Fonte: getty-images

The Room è una commedia composta da un solo atto, scritta nel 1957 e rappresentata per la prima volta all’Università di Bristol. È uno dei primi esempi di commedia della minaccia

La storia è ambientata in una stanza comoda e accogliente in opposizione con il freddo e ostile mondo esterno. La protagonista è Rose, una donna di circa sessant’anni, che ha una grande devozione per Bert Hudd, un uomo sulla cinquantina, seduto a leggere il giornale che non parla mai fino alla fine della commedia, se non quando una sera tardi torna da uno dei suoi viaggi in camion. 

Pinter non chiarisce il tipo di relazione esistente tra i due, ma evidenzia la paura di Rose di dover abbandonare la stanza. A un certo punto arriva un nuovo personaggio (l’intruso), Mr Kidd, un uomo anziano che dal mondo in cui Rose gli si rivolge, sembra essere il proprietario della stanza. Mr Kidd va via e quando Rose apre la porta per buttare via la spazzatura, vede una coppia (nuovi intrusi) che sta cercando una stanza. I due hanno saputo che la stanza di Rose è in affitto, lei nega in modo violento e la coppia va via. 

Infine arriva un uomo di colore, Riley, che si rivolge a Rose chiamandola “Sal” e le porta un messaggio di suo padre. La storia termina all’improvviso, lasciando tutto avvolto nel mistero: Bert attacca violentemente Riley che giace inerme e Rose, terrorizzata, si copre gli occhi dicendo di essere diventata cieca. Nell’opera il tempo e lo spazio non sono chiaramente definiti proprio come in Waiting for Godot (Aspettando Godot, 1952) di Samuel Beckett, in cui spesso i discorsi non hanno senso e tutto ciò che rimane senza risposta, contribuisce a creare un’atmosfera minacciosa.  

4The Caretaker – Il guardiano: trama e analisi

Donald Pleasence (nel ruolo di Davies) e Peter Howitt (nel ruolo di Mick) si esibiscono nell'opera teatrale di Harold Pinter, The caretaker
Donald Pleasence (nel ruolo di Davies) e Peter Howitt (nel ruolo di Mick) si esibiscono nell'opera teatrale di Harold Pinter, The caretaker — Fonte: getty-images

The Caretaker è una commedia in tre atti ambientata nel West End londinese negli anni ‘50. I protagonisti sono due fratelli, Mick e Aston, che condividono una stanza in una casa di proprietà di Mick. Mick è un uomo piuttosto violento, mentre Aston ha un carattere timido e solitario. 

Un giorno Aston porta a casa un vagabondo di nome Davies e i due fratelli gli offrono la possibilità di diventare il guardiano (caretaker) della casa. Davies accetta, ma informa i due di dover recuperare documenti di vitale importanza che ha lasciato in un altro posto di Londra chiamato Sidcup. Questi documenti apparentemente rivelano che il suo vero nome è Mac Davies, anche se fino a quel momento ha usato il falso nome di Bernard Jenkins. 

All’inizio la convivenza tra i tre sembra pacifica, ma presto le cose peggiorano e Aston diventa particolarmente ostile nei confronti di Davies, mentre Mick sembra manipolare gli altri due personaggi, anche se le sue motivazioni non sono mai rivelate da Pinter. 

Tutti e tre i personaggi sembrano inventare storie sul loro passato e sui loro progetti futuri. Non realizzano mai nulla e passano il loro tempo impegnati in attività senza senso. L’idea di Mick di nominare Davies guardiano della casa è chiaramente ironica, poiché Davies è incapace di svolgere qualsiasi lavoro, inoltre parla sempre di doversi recare a Sidcup per reclamare la propria identità, ma inventa sempre scuse per non andarci e a questo punto lo spettatore si rende conto che anche la storia di questi documenti non è altro che finzione.  

Alla fine dell’opera sia Aston sia Mick diventano davvero ostili nei confronti di Davies e Mick minaccia di buttarlo fuori dalla stanza, ma non è chiaro cosa accade, probabilmente questi tre personaggi continuano la loro convivenza inutile all’infinito.  

4.1The Caretaker: temi principali

Matrimonio tra Harold Pinter e Antonia Fraser
Matrimonio tra Harold Pinter e Antonia Fraser — Fonte: getty-images

In quasi tutte le prime opere di Pinter i personaggi sono spesso rappresentati in uno spazio ristretto, una casa o una stanza, dove, vivono isolati dal mondo. Improvvisamente un intruso dal mondo esterno fa la sua apparizione e minaccia la loro apparente tranquillità rappresentata dalla stanza in cui vivono.   

Lo stesso accade in The Caretaker, in cui Davies rappresenta l’intruso che distrugge il fragile equilibrio che esiste tra Aston e Mick. La stanza rappresenta sia la solitudine e l’isolamento dell’uomo sia il rifugio protettivo dal minaccioso mondo esterno.   

Durante uno dei monologhi finali, si viene a sapere qualcosa del passato di Aston trascorso in un ospedale psichiatrico, dove è stato ricoverato dopo aver mostrato segni di squilibrio mentale. Il suo monologo è ricco di pause ed esitazioni, attribuibili a una perdita di memoria, in questo senso Pinter attacca le istituzioni mentali e allude alle loro pratiche violente, incluse le terapie di elettroshock. Attraverso i problemi mentali di Aston, lo scrittore attacca anche la società del tempo che considerava le persone con problemi mentali un pericolo per l’ordine sociale e per questo le isolavano dal resto del mondo.