Guerre di religione in Francia tra il 1562 e il 1598

Guerre di religione in Francia tra il 1562 e il 1598 A cura di Bianca Dematteis.

Cronologia e storia delle guerre di religione in Francia che videro scontrarsi cattolici e calvinisti tra il 1562 e il 1598. Cause e conseguenze degli scontri tra i sostenitori del cattolicesimo ed i protestanti.

1Il Protestantesimo in Europa e in Francia

Enrico IV di Francia
Enrico IV di Francia — Fonte: getty-images

La diffusione del protestantesimo in seno all’Europa a partire dal Cinquecento segnò un vero e proprio spartiacque non solo dal punto di vista religioso, segnando la fine dell’esclusiva egemonia cattolica, ma anche dal punto di vista politico, culturale e sociale.  

Tutto il continente, tra il Sedicesimo e Diciassettesimo secolo, fu attraversato da guerre che opposero cattolici e protestanti. In Francia, le guerre che videro scontrarsi cattolici e calvinisti – occorse in maniera discontinua tra il 1562 e il 1598 – furono particolarmente sanguinose e cruente.  

2Calvino e la Francia

Giovanni Calvino
Giovanni Calvino — Fonte: getty-images

Dalla metà del Cinquecento si era diffuso in Francia il pensiero del predicatore Giovanni Calvino. La concezione religiosa di Calvino si era imposta a partire dalla città svizzera di Ginevra nella quale egli aveva operato una profonda trasformazione religiosa e sociale sin dalla fine degli anni Trenta del XVI secolo. Il suo pensiero religioso, basato sul concetto di predestinazione e sulla necessità di una vita improntata alla disciplina e all’impegno nel lavoro, ebbe largo seguito soprattutto nei Paesi Bassi, in Scozia, in Transilvania, in Polonia, in Ungheria, in Germania e per l’appunto in Francia.

In questo Paese, i seguaci di Calvino venivano indicati con il termine “ugonotti”, una parola che deriva dalla parola tedesca Eidgenossen traducibile con “congiurati”.

L’adesione al calvinismo era soprattutto registrabile nelle aree del Sud Est della Francia e tra alcuni nobili. Il seguire le dottrine di Calvino divenne infatti un fortissimo strumento di lotta politica utilizzato da alcune casate nobiliari sia per opporsi al restringimento delle loro prerogative messe in atto dai Valois, la famiglia che avrebbe regnato sulla Francia fino al 1589, sia per inserirsi nella successione dinastica.

Tali tensioni esplosero in tutta la loro portata in seguito alla morte del re Enrico II, avvenuta nel 1559 a causa di un incidente. Gli succedette il figlio Francesco II che morì però dopo solo un anno. La vedova di Enrico II, Caterina de’ Medici divenne allora la reggente per il figlio Carlo IX, all’epoca ancora bambino. Caterina, legata tramite il padre ai Medici di Firenze e per parte di madre all’alta nobiltà francese, ebbe allora un ruolo fondamentale nel gestire una situazione particolarmente critica

La nobiltà era infatti suddivisa su due fronti: 

  • la famiglia nobile dei Borbone, così come l’ammiraglio Gaspard di Coligny, rappresentavano la fazione calvinista;
  • i nobili Guisa erano invece cattolici e sostenevano strenuamente la lotta contro la diffusione della dottrina calvinista.

3Dal tentativo di conciliazione alla guerra

Caterina de' Medici
Caterina de' Medici — Fonte: istock

Caterina de’ Medici aveva come primo obiettivo quello di rendere stabile il potere dei Valois e di rafforzare la monarchia. Tentò quindi di operare una politica volta all’appianamento della conflittualità che lacerava la nobiltà francese, per poter rendere più sicura e ferma la sua autorità sul Paese. Nel 1562 emanò l’editto di Saint-Germain, una disposizione con la quale veniva garantita libertà di culto agli ugonotti. Questa misura non raggiunse però i risultati sperati e ben presto le divisioni religiose assunsero un carattere sempre più violento.

L’atto che tradizionalmente segna l’inizio delle guerre di religione, caratterizzanti la storia della Francia per più di trenta anni, è il massacro di Vassy, avvenuto nel 1562. Nel marzo di quell’anno erano infatti convenuti nella cittadina di Vassy numerosi ugonotti, riunitisi per celebrare alcuni riti e per pregare. Il duca Francesco di Guisa, esponente della principale famiglia a sostegno della causa cattolica, approfittò dell’occasione e guidò una vera e propria strage massacro che costò la vita a diversi calvinisti. Di fronte a questo tragico evento, gli ugonotti decisero di unirsi in una lega. Il conflitto religioso si era ormai trasformato in uno scontro tra opposte fazioni.

4Le parti in lotta e la pace di Saint-Germain (1570)

Gaspard de Coligny. Nobile, ammiraglio francese e leader degli ugonotti
Gaspard de Coligny. Nobile, ammiraglio francese e leader degli ugonotti — Fonte: getty-images

Dagli anni Sessanta del Cinquecento, il dissidio aveva ormai travalicato i confini nazionali e assunto una dimensione internazionale. Si crearono dei fronti tra le parti in lotta che videro il coinvolgimento di altri Paesi:
1) a corte prevalevano i politiques, desiderosi di una pace tra le parti per ridare unità e lustro alla corona francese;
2) gli ugonotti erano sostenuti dalla Germania, dalla Svizzera calvinista e dall’Inghilterra;
3) i cattolici erano appoggiati dal papato e dalla Spagna.

La guerra tra cattolici e calvinisti trovò una prima conclusione con la pace di Saint-Germain del 1570. Secondo la pace:

  • gli ugonotti ottenevano alcuni diritti civili;
  • agli ugonotti erano assegnate alcune piazzeforti, cioè luoghi fortificati utilizzabili a scopo difensivo;
  • Coligny fu ammesso nel Consiglio reale e cominciò a esercitare una grande influenza su Carlo IX, ormai un ventenne desideroso di emanciparsi dall’autorità materna.

5Il massacro di San Bartolomeo

Massacro di San Bartolomeo
Massacro di San Bartolomeo — Fonte: istock

Caterina de’Medici aveva intanto dato in sposa la figlia Margherita al re di Navarra Enrico di Borbone, di fede calvinista. In occasione delle nozze, tra il 23 e il 24 agosto 1572, a Parigi i cattolici compirono un massacro, casa per casa, di migliaia di ugonotti presenti in città per assistere al matrimonio. Anche l’ammiraglio di Coligny venne ucciso. Fu un episodio che segnò lungamente la storia della Francia, divenendo uno dei momenti più esemplificativi del livello di violenza raggiunto dalle guerre di religione in questo Paese.

6La guerra dei tre Enrichi

Le tensioni crebbero ulteriormente dopo la morte di Carlo IX e l’ascesa al trono del fratello, Enrico III, al potere dal 1574 fino al 1589. Enrico III infatti non aveva figli e si aprì dunque una lotta per succedergli al trono che ebbe come protagonisti l’ugonotto Enrico di Borbone, marito di Margherita di Valois, sorella di Carlo IX e il cattolico Enrico di Guisa, che aveva intanto preso il comando di una Lega santa, un’alleanza militare tra cattolici. Le tensioni e le rivalità tra i tre “Enrichi” esplosero in una lotta sanguinosa.

Nel 1588 Enrico III ordinò l’assassinio di Enrico di Guisa. Enrico III, però, solo un anno dopo fu a sua volta ucciso in seguito all’attentato di un frate domenicano, desideroso di vendicare l’uccisione di Enrico di Guisa, l’uomo che in quegli anni aveva più di altri rappresentato la lotta dei cattolici in Francia.

Dei tre “Enrichi” era rimasto in vita solo Enrico di Borbone. Egli, in quanto imparentato direttamente con i membri della famiglia reale, ottenne il trono e venne nominato Enrico IV. La presenza di un re calvinista sul trono di Francia aveva intanto scatenato la reazione della Spagna che, fedele sostenitrice della causa cattolica, aveva organizzato un intervento militare. Al tempo stesso, il papato si rifiutò di riconoscere come re un calvinista. 

Enrico IV di Francia entra a Parigi, 22 marzo 1594
Enrico IV di Francia entra a Parigi, 22 marzo 1594 — Fonte: getty-images

Il 25 luglio 1593 Enrico IV abiurò il calvinismo e decise di convertirsi al cattolicesimo al fine di interrompere la catena di sangue che aveva fortemente indebolito il Paese. “Parigi val bene una messa” è una frase che, pur essendogli attribuita senza comprovate fonti storiche, ben illumina la sua volontà di sacrificare la scelta religiosa per ristabilire la propria autorità e affermare il proprio potere sulla Francia e su Parigi.

Dopo la conversione, Enrico IV, il primo re della dinastia Borbone a regnare sulla Francia, fece un ingresso trionfale a Parigi. Anche il Papa, a questo punto, abbandonò ogni resistenza e lo riconobbe come sovrano.

7L'Editto di Nantes (1598)

Enrico IV di Francia, detto Enrico IV il Grande
Enrico IV di Francia, detto Enrico IV il Grande — Fonte: getty-images

Le sanguinose guerre di religione giunsero a conclusione nel 1598. In quell’anno, Enrico IV non solo riuscì a raggiungere la pace con la Spagna che ritirò le sue truppe dal suolo francese, ma emanò nell’aprile un documento fondamentale, l’Editto di Nantes.

Con questo documento, gli ugonotti ottennero alcuni diritti fondamentali:

  • la libertà di culto in alcune località stabilite (non a Parigi);
  • i diritti politici al pari dei cattolici;
  • potevano far parte delle organizzazioni alle quali spettava l’applicazione dell’editto;
  • potevano accedere alle cariche pubbliche;
  • ottennero numerose piazzeforti, tra le quali La Rochelle.

Tale provvedimento fu alla base della pacificazione religiosa che Enrico IV perseguì e raggiunse durante il suo regno, caratterizzato da una ricostruzione economica e da un consolidamento del potere monarchico.

    Domande & Risposte
  • Quale fu l'esito delle guerre di religione in Francia?

    Le guerre di religione in Francia si conclusero con l’editto di Nantes, con la quale gli ugonotti ottennero alcuni diritti fondamentali, come la libertà di culto in alcune località stabilite.

  • Come finì la guerra civile in Francia?

    Con la pace di Vervins, il 2 maggio del 1598, firmata dal re di Francia Enrico IV e dal sovrano spagnolo Filippo II che restituì i territori occupati.

  • Cos'è una guerra di religione?

    E’ una guerra tra stati che mirano alla conversione degli altri paesi alla propria religione.