Guerre di religione in Europa tra 500 e 600: cronologia, battaglie e protagonisti

Guerre di religione in Europa tra 500 e 600: cronologia, battaglie e protagonisti A cura di Francesco Gallo.

Dalle rivolte dei contadini in Germania alla Guerra dei trent'anni: storia delle guerre di religione in Europa tra 500 e 600, protagonisti, conflitti e conseguenze delle battaglie tra cattolici e protestanti

1Introduzione alle guerre di religione

Tra il Cinquecento e il Seicento l’Europa è devastata e divisa dalla cruenta lotta fra cattolici e protestanti. Le guerre di religione, combattute nel periodo che può essere compreso tra il 1524 e il 1648, sono ormai la principale questione a tenere banco nel Vecchio continente. Causate in parte dall’improvviso entusiasmo generato dalla Riforma luterana, questa scissione religiosa comincia a diffondersi in molti Paesi europei, talvolta anche sotto forma di Calvinismo.     

Monumento internazionale alla Riforma a Ginevra raffigurante John Knox
Monumento internazionale alla Riforma a Ginevra raffigurante John Knox — Fonte: ansa

In Scozia il Calvinismo, dove fu introdotto e consolidato da John Knox, assume la denominazione di presbiterianesimo; in Francia, invece, i calvinisti prendono il nome di ugonotti; nei Paesi Bassi si afferma come Chiesa riformata; in Inghilterra dà origine alla corrente dei puritani e causa la nascita della Chiesa anglicana (che si separa da quella di Roma) e da lì prende lo slancio fino a raggiungere addirittura le colonie inglesi in America.     

2Cause della guerra dei contadini e la figura di Thomas Müntzer

Le primi insurrezioni ebbero luogo nella Germania di Lutero, e più precisamente nelle zone rurali del Paese. Qui predicava le idee di Lutero il pastore protestante Thomas Müntzer, rivolgendolo però verso gli strati più umili della società, verso quei contadini diseredati e servi della gleba. La crescente agitazione fra i contadini veniva ancora più aggravata dai cattivi raccolti, dalle carestie e dalle epidemie di quegli anni.    

Edificio nel centro storico di Waldshut, Germania
Edificio nel centro storico di Waldshut, Germania — Fonte: istock

Proprio Müntzer ispirò la prima sollevazione dei contadini nel 1524, diretta contro le insopportabili tasse dovute al conte. Si unirono a loro i contadini dei distretti vicini e nell'agosto 1524 si diressero tutti nella vicina città austriaca di Waldshut, dove il predicatore Balthasar Hubmaier aveva diffuso radicali idee religiose: e qui si congiunsero il movimento rurale e quello cittadino.  

Il fuoco dell’insurrezione ebbe modo di diffondersi sempre più e agli inizi del 1525 tutta l'Alta Slesia era in fiamme. I contadini attraverso la redazione di "12 articoli” chiedevano, fra l’altro, la libera scelta del parroco e la limitazione delle decime; l'abolizione della schiavitù della gleba; la riduzione delle prestazioni e del fitto delle terre; l'abolizione delle tasse; libertà di caccia e di pesca.  

Giovanni Calvino
Giovanni Calvino — Fonte: getty-images

Nonostante l’alta compatibilità con i precetti della Bibbia, la loro applicazione non era possibile. Mancavano le condizioni socio economiche, oltre che la volontà di principi e signori nel trovare un accordo. Fu così che l’insurrezione assunse toni più radicali. I 12 articoli non parevano più sufficienti: insieme con la libertà religiosa ed economica si chiedeva anche quella politica. Ecco perché vi si unirono anche artigiani e piccoli commercianti, tutte categorie colpite dalle tasse e dai soprusi dei principi locali. 

Fu cosi che la ribellione si estese in quasi tutte le regione della Germania. Tuttavia, fu un movimento privo di organizzazione o di un leader capace di incanalare e guidare una sorta di esercito popolare. Appariva più come un tumulto di bande che, in base alle diverse regioni, praticavano con la violenza le proprie dimostrazioni. Violente battaglie si registrarono ovunque: dall'Alsazia ai paesi alpini, dal Reno alla Franconia, fino alla Turingia. 

Martin Lutero
Martin Lutero — Fonte: ansa

Proprio in Turingia, nel cuore della Germania, la rivolta prese un carattere selvaggio. Thomas Müntzer, dopo aver rotto con Lutero, stavolta in prima linea nei combattimenti, si trincerò insieme ai suoi seguaci presso il villaggio di Frankenhausen; ma dopo una breve battaglia che ebbe luogo il 15 maggio, essi furono messi in fuga e massacrati senza pietà.     

Lutero in un primo momento aveva invitato alla pace, e raccomandava ai contadini di ricorrere a un arbitrato. Ma indignato del rifiuto di quest’ultimi di seguire i suoi consigli, scrisse un opuscolo "Contro le bande dei contadini assassini e saccheggiatori", nel quale esortava le autorità locali ad abbattere i ribelli con tutti i mezzi possibili. “Devono essere fatti a pezzi, strangolati, infilzati, in segreto o pubblicamente, chi lo può, come si deve ammazzare [a bastonate] un cane randagio”.   

Opera che raffigura Martin Lutero nel 1515
Opera che raffigura Martin Lutero nel 1515 — Fonte: getty-images

I signori videro in questo suo scritto una giustificazione ai loro atti di furore e di crudeltà, e nel 1526 la ribellione fu spenta. Il numero complessivo delle vittime, fra uccisi e giustiziati, viene calcolato a più di 100.000

Le atrocità commesse dai contadini sono state di molto superate dagli atti di vendetta dei signori. I contadini non ottennero nulla. Vennero esclusi da qualunque partecipazione alla vita politica e culturale della nazione. La guerra dei contadini ha avuto profondi effetti, tanto sullo sviluppo economico sociale della Germania, quanto sul suo sviluppo politico.  

3Le Battaglie di Kappel in Svizzera

Dalla Germania alla Svizzera il passo è breve. La vicinanza geografica permise, infatti, sia l’estendersi delle influenze luterane del protestantesimo, sia quelle delle rivolte contadine da poco represse nel sangue. Nei pressi di Zurigo il teologo e umanista Zwingli già da qualche tempo predicava l’abolizione del culto dei santi e degli ordini religiosi degenerati, puntando a stabilire una dottrina religiosa più semplificata e dunque più elevata.     

Ciò portò a una spaccatura ideologica e durante il triennio 1528-1531 la Svizzera si divise in due: alcuni centri, come Basilea e Berna, seguirono la Riforma protestante, mentre molti altri cantoni, su tutti Friburgo e il Vallese, si unirono in un’alleanza cattolica. Lo scontro religioso e politico presto sarebbe degenerato in un confronto armato, e Zwingli — seguendo l’esempio di Müntzer — non disdegnò di impugnare le armi —  e durante la Battaglia di Kappel del 1531 trovò la morte.   

4La Guerra degli Ottant’anni

Filippo II di Spagna, Galleria di Palazzo Brignole Sale a Genova
Filippo II di Spagna, Galleria di Palazzo Brignole Sale a Genova — Fonte: ansa

Dopo aver contribuito alla distruzione dell’Invincibile Armata (1588), le Province Unite allontanarono l’incubo di una prossima capitolazione per mano degli spagnoli di Filippo II. Dopodiché si allearono con Francia e Inghilterra, ma gli equilibri interni furono sconvolti dai contrasti religiosi: in seno al Calvinismo scoppiò la lotta tra arminiani e gomaristi.     

Il conflitto divenne ben presto anche politico, poiché la pretesa dei gomaristi di demandare al giudizio di un sinodo nazionale la soluzione della controversia sollevò l’opposizione degli Stati generali, che avevano accordato la loro protezione agli arminiani. Fallito il tentativo del politico Oldenbarneveldt di impedire l’espulsione degli arminiani, il sinodo convocato condannò le dottrine eterodosse. Accusato di alto tradimento, Oldenbarneveldt fu condannato a morte (1619).  

Ripresa la guerra nel 1621, il comando delle operazioni fu assunto da Federico Enrico d'Orange, nuovo statolder . A quattro riprese (1637-46) lo statolder assediò il porto alla foce dello Schelda, ma la conquista non gli riuscì proprio per l’aiuto accordato da Amsterdam agli assediati. Più fortunata fu la guerra sul mare: ripetute volte (celebre la Battaglia delle Dune , 1639) la flotta spagnola fu sconfitta.    

La virtuale eliminazione della minaccia spagnola e il timore della nuova potenza francese agevolarono le trattative di pace, pace che fu firmata a Münster (30 gennaio 1648): alle Province Unite fu riconosciuta la più assoluta indipendenza. Così terminò la cosiddetta guerra degli Ottant’anni.  

5Guerre di religione in Francia

Luigi XIII incoronato dalla Vittoria in un'opera conservata al Louvre
Luigi XIII incoronato dalla Vittoria in un'opera conservata al Louvre — Fonte: ansa

Agli inizi del Seicento, l’erede al trono, Luigi XIII, era ancora un bambino di nove anni, così la reggenza fu assunta in suo nome dalla madre: Maria de’ Medici, che inaugurò una politica filo spagnola. Gli spagnoli che presero a spadroneggiare a corte suscitarono il risentimento dei principi di sangue reale e delle grandi casate aristocratiche che rialzarono la testa cercando di riottenere il potere perduto.    

Intanto Luigi XIII cresceva, così come cresceva il disordine nel confuso periodo che seguì e in cui s’impose come mediatore dei contrasti tra madre e figlio un giovane vescovo di nome Armand–Jean du Plessis duca di Richelieu, che venne nominato cardinale.   

Dettaglio del volto del cardinale Richelieu, realizzato da Gian Lorenzo Bernini
Dettaglio del volto del cardinale Richelieu, realizzato da Gian Lorenzo Bernini — Fonte: ansa

In pochi mesi Richelieu ottenne una posizione dominante accentrando nelle proprie mani la direzione della politica interna ed estera. Le linee di condotta che si presentavano erano due: appoggiare gli spagnoli e Maria de’ Medici — il che avrebbe evitato impegni militari alla Francia – oppure combattere gli Asburgo di Spagna. Scelse la seconda strada.  

Il ritorno del paese a una politica estera aggressiva presupponeva il rafforzamento dell’autorità monarchica all’interno del paese e ogni eliminazione di qualsiasi focolaio di opposizione. Così il pugno di ferro toccò a La Rochelle, che era il centro religioso degli ugonotti che in quel momento stavano vivendo un periodo di prosperità e libertà.  

Ma i contrasti con il nuovo re Luigi XIII e Richelieu portarono ad un lungo assedio della città da parte delle truppe francesi, con conseguente caduta della città nel novembre del 1628, dopo 14 mesi di resistenza. Ai protestanti venne concessa una pace di grazia, che manteneva la libertà di culto nei limiti sanciti dall’Editto di Nantes.  

La Rochelle, cittadina francese teatro degli scontri con gli ugonotti
La Rochelle, cittadina francese teatro degli scontri con gli ugonotti — Fonte: istock

La campagna contro gli ugonotti e il progressivo coinvolgimento della Francia nei teatri di guerra tedeschi e italiani ebbero come conseguenza un aumento delle tasse che gravava soprattutto nelle campagne. E fu questa la causa principale della grande ondata di rivolte popolari che scosse la Francia a partire dal 1625.

Viva il re, abbasso la gabella” urlavano i rivoltosi. Ma il bisogno di mantenere l’ordine, di garantire la riscossione delle imposte, della giustizia e di garantire all’esercito i giusti approvvigionamenti portò alla nascita dei commissari che divennero i promotori della volontà regia.  

6La Guerra dei Trent’anni

Carlo V, firmatario con la Lega di Smalcalda della Pace di Augusta
Carlo V, firmatario con la Lega di Smalcalda della Pace di Augusta — Fonte: ansa

Le origini di questa lunga guerra vanno ricercate nel vigore assunto dal protestantesimo dopo la Pace di Augusta (1555), dal deciso atteggiamento della Controriforma, e quindi nelle tensioni politiche e religiose che scatenarono guerre intestine in quasi tutta Europa.  

L’elezione a re di Boemia dell’arciduca Ferdinando (1617) e il conseguente arrivo di amministratori cattolici provocò la ribellione e la celebre Defenestrazione di Praga del 23 maggio 1618, che segna convenzionalmente l’inizio della Guerra dei trent’anni. La tolleranza mostrata fino allora verso i protestanti veniva messa in discussione, la reintroduzione del servaggio (servi della gleba) e l'ordine di cessare la costruzione di alcune cappelle protestanti fece da scintilla per la sollevazione.   

Respinte le truppe imperiali fino a Vienna, i Boemi, dichiarato decaduto Ferdinando, elessero al trono Federico V detto “il re d’inverno” per il suo breve regno. Proprio in Austria, il conflitto si cominciò a estendere in tutta Europa e nella vicina Ungheria dove, a seguito di alcuni successi limitati dei boemi, le forze imperiali e della Lega cattolica (l’insieme di tutti gli Stati cattolici) procedettero all'invasione e pacificazione dei territori ribelli, culminata nella disfatta subita dai boemi nella Battaglia della Montagna Bianca, cui seguì la forzata cattolicizzazione e germanizzazione della Boemia.  

Anche nella Germania protestante il regno di Cristiano IV non diede esiti positivi. Il re di Danimarca e Norvegia subì una dura sconfitta nella Battaglia di Lutter (1626) da parte del conte di Tilly, alla guida delle forze della Lega cattolica.   

Successivamente le truppe cattoliche invasero la Danimarca stessa, e Cristiano IV fu costretto a firmare la Pace di Lubecca (1629) con cui si impegnava a non intromettersi nelle vicende tedesche. Inoltre Ferdinando II emanò l'Editto di Restituzione (1629), in forza del quale dovevano essere riconsegnati alla Chiesa cattolica tutti i beni confiscati dopo il 1552.    

Vittime della peste in una miniatura del manoscritto del testo volgare umbro La Franceschina, del XVI secolo.
Vittime della peste in una miniatura del manoscritto del testo volgare umbro La Franceschina, del XVI secolo. — Fonte: ansa

Del conflitto che coinvolgeva e sconvolgeva mezza Europa solo l’Italia ne rimase immune. Delle furiose battaglie che incombevano un po’ in tutti i paesi, giungeva solo un’eco lontana. E se la guerra non dilagava, lo faceva invece la peste

La testimonianza più bella è nel libro mastro della letteratura italiana: I Promessi sposi. Alessandro Manzoni ne avrebbe fatto rivivere, due secoli dopo, il dramma, la disperazione di quei mesi. Ma il 1630 non fu soltanto l’anno della peste, fu pure l’anno della pubblicazione di Galileo Galilei del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, quello tolemaico e copernicano. Diventerà uno dei libri che cambieranno il corso dell’Uomo, ma la Chiesa in quel momento lo ritenne un attentato alla verità.  

Intanto, nella vicina Francia, Richelieu riuscì a provocare l’intervento del re Gustavo II Adolfo di Svezia (la cosiddetta fase svedese) contro le mire territoriali germaniche, e stabilì una rete di alleanze europee in chiave antiasburgica (Olanda, Svezia, alcuni principi protestanti), impadronendosi anche di Alsazia e Lorena e minacciando i Paesi Bassi spagnoli

Gli svedesi riportarono uno sfolgorante successo nella Battaglia di Breitenfeld e continuarono la loro avanzata finché Gustavo II Adolfo di Svezia non fu ucciso durante la Battaglia di Lützen, che segnò il limite del successo svedese in questa fase.     

Gustavo II Adolfo di Svezia
Gustavo II Adolfo di Svezia — Fonte: getty-images

In un primo tempo le risposte ispano-imperiali furono efficaci, giungendo a minacciare addirittura Parigi, ma dal 1640 la guerra si orientò in favore dei Franco-Svedesi. La flotta spagnola venne distrutta dagli olandesi nella Battaglia delle Dune (1639) mentre i francesi sconfissero sulla terra gli spagnoli nella Battaglia di Rocroi

Si racconta che il principe di Condé dormì profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi” avrebbe scritto Manzoni ne I Promessi sposi. L'esito fu un'importante vittoria dei francesi, guidati dal giovane Luigi II di Borbone-Condé detto poi “Grand Condé". L’opportunità della pace apparve sempre più necessaria agli Imperiali: le trattative si protrassero dal 1644 al 1648, ma la Pace di Vestfalia pose termine solo alla guerra con l’Impero, mentre quella contro la Spagna sarebbe durata ancora fino al 1659. 

Fare una legge e non farla rispettare equivale ad autorizzare la cosa che si vuole proibire

Armand-Jean du Plessis de Richelieu