Guerra dei Cent'anni: riassunto e cronologia

Di Redazione Studenti.

Riassunto e cronologia della Guerra dei Cent'anni, il conflitto che ha visto tra i suoi protagonisti la Pulzella d'Orléans, Giovanna d'Arco

Guerra dei Cent'Anni

Giovanna d'Arco, protagonista della Guerra dei Cent'anni
Giovanna d'Arco, protagonista della Guerra dei Cent'anni — Fonte: getty-images

La guerra dei cent'anni fu un conflitto tra il Regno d’Inghilterra e il Regno di Francia che durò, non continuativamente, 116 anni (dal 1337 al 1453) e che si concluse con l'espulsione degli inglesi da tutti i territori continentali, fatta eccezione per la cittadina di Calais.

Il conflitto fu costellato di tregue molto brevi e interrotto da due veri e propri periodi di pace della durata rispettivamente di 9 e 26 anni.

La guerra dei cent'anni segnò l'apice delle tensioni tra Francia e Inghilterra, iniziate nell'undicesimo secolo e finite nel 1748, dopo il fallito tentativo d'invasione dell'Inghilterra da parte dei francesi a sostegno degli scozzesi rivoluzionari.

La situazione precedente alla guerra vedeva i due regni in un rapporto di pacifica collaborazione.

Questo equilibrio fu compromesso a causa del difficile problema dell’ereditarietà che si ebbe alla morte di Carlo IV re di Francia.
Questi non ebbe figli maschi e, poiché sua figlia Isabella sposò Edoardo II re d’Inghilterra, si pensò che egli dovesse occupare il trono francese. La nazione, però, non poteva accettare di diventarne uno stato vassallo, così i nobili francesi decisero d’incoronare Filippo VI di Valois, cugino di Carlo IV.

Nessuno contestò questa decisione, finché Filippo VI, accusò Edoardo III, figlio di Edoardo II, di mancare ai suoi doveri di vassallo
e gli tolse nuovamente la Guyenna, l’unico ducato rimasto in mano agli inglesi, e l’Aquitania.

Per questa ragione il re inglese rivendicò la sua parentela diretta con la dinastia capetingia: da questa disputa iniziò la guerra dei cent’ anni che durò dal 1337 al 1453.

Situazione geopolitica

Nel 1330 la Gran Bretagna era ancora divisa in Inghilterra e Scozia. La regione d’ Aquitania pur facendo parte del regno di
Francia era governata dal re d’Inghilterra, Edoardo III, vassallo del re francese Filippo VI.

La Fiandra faceva parte del territorio francese, ma presentava una situazione particolare.

  • Aquitania: si estendeva nell’ovest della Francia. Era importante perché i suoi domini comprendevano la costa occidentale della Francia dove si concentrava gran parte del commercio navale europeo.
  • Fiandra: terra legata politicamente alla Francia ma economicamente all'Inghilterra che vi esportava i manufatti di lana.

La Francia nel 1337

Re Filippo II, mosso dal concetto di Nazione, intraprese una politica unitaria cercando di riconquistare i possedimenti feudali inglesi in terra di Francia.

Con l’ascesa al trono di Filippo IV Il Bello, gli Inglesi apparivano preoccupati delle pressioni esercitate da Filippo nei confronti della regione delle Fiandre, da sempre una riserva commerciale per i sovrani inglesi, che di fatto ne avevano il controllo ed esportavano ingenti quantitativi di lane grezze prodotte in patria.

Ma nel 1302, nella Battaglia di Courtrai, si assistette alla sconfitta della cavalleria francese a causa dell’inadeguatezza delle tecniche di guerra ancora feudali.

Il monarca continuò il suo progetto annettendo al Regno di Francia tutti i territori papali, confiscando anche i beni ecclesiastici dalle abbazie. Ciò determinò la successiva ostilità di papa Bonifacio VIII. Filippo IV cercò di annettere al suo Regno anche i feudi inglesi presenti sul territorio francese, ma da questo azzardato tentativo derivò la Guerra dei Cent’anni.

L'Inghilterra nel 1337

L'Inghilterra, a differenza della Francia, nacque già nel 1066 come stato unitario in cui tutte le terre erano sotto il controllo del re e il potere dei vassalli era relativamente debole. Questa unità politica permise ai monarchi inglesi di dedicarsi ad azioni di conquista su larga scala all'estero.

Nel 1152 Enrico II prese in sposa Eleonora d'Aquitania, ottenendo in dote l'immenso feudo francese, mentre, sul fronte interno, tentò di rafforzare il proprio controllo sulla Chiesa, non facendosi scrupolo di assassinare Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, colpevole di aver ostacolato il suo disegno (1170).

Giovanni, invece, detto il "Senza Terra”, lottò in Francia per difendere i possedimenti inglesi in Normandia dalle mire di Filippo Augusto, ma fu sconfitto e dovette fronteggiare il malcontento dei nobili. Così fu costretto a cedere notevoli poteri ai parlamenti, emanando la Magna Charta (15 Giugno 1215).

Dal punto di vista istituzionale, l'autorità del re d'Inghilterra era più debole e nello stesso tempo più forte di quella del re di Francia. La debolezza risiedeva nei forti poteri del parlamento (tra i quali era anche presente il diritto di veto su qualsiasi imposizione fiscale), mentre la forza era dovuta alla rete capillare di funzionari regi (sceriffi) che controllavano il territorio. Il peso della nobiltà nell'esercito, inoltre, era relativamente basso, poiché si preferiva che i feudatari inviassero al Sovrano contributi in denaro piuttosto che contingenti di cavalieri.

Le fasi della guerra

I re d'Inghilterra si erano sempre trovati in una posizione di sudditanza rispetto a quelli di Francia per via dei feudi che essi possedevano in quel regno.

Questo portava ad una duplice conseguenza:

  • I monarchi francesi avrebbero potuto in ogni momento avanzare legittime pretese su questi domini
  • La presenza così massiccia di possessi inglesi continentali avrebbe potuto rappresentare una spina nel fianco per il debole regno dei Capetingi.

Battaglia di Crecy

Inizialmente la guerra fu a sfavore dei francesi: l'esercito inglese, grazie ai suoi arcieri muniti d‘arco lungo, sconfisse la cavalleria pesante feudale francese.

Il primo vero scontro armato avviene in seguito allo sbarco in Normandia, dove gli inglesi attuano la loro tattica preferita: assaltare e conquistare una posizione, saccheggiandola e abbandonandola, per indebolire il nemico.

Mentre l’esercito inglese stava per tornare in patria, fu raggiunto da quello di Filippo a Crecy, il 26 agosto 1346. L’Inghilterra vinse lo scontro. Fu una sconfitta così totale che pochi giorni dopo Edoardo iniziò l'assedio di Calais, principale porto del nord della Francia, per conquistarlo il 4 agosto dell’anno seguente, il 1347.

La città sarebbe stata l’ultima roccaforte a rimanere in mano inglese, per cadere ben oltre la guerra dei cent’anni.

Battaglia di Poitiers

La guerra riprese per mano del figlio del re inglese noto come Principe nero, che nel 1356 sbarcò a Bordeaux saccheggiando campagne e villaggi, ma decise di ritirarsi a causa degli ingenti bottini conquistati dal proprio esercito. Giovanni II re di Francia richiamò a se tutti gli uomini in grado di combattere, radunando 16000 soldati.

I francesi si gettarono all’inseguimento degli inglesi, che raggiunsero nei pressi di Poitiers il 19 settembre 1356.

Nonostante la schiacciante supremazia numerica francese, gli inglesi vinsero nuovamente facendo prigioniero il re Giovanni II.
La battaglia si concluse con il trattato di Bretigny.

Trattato di Bretigny

Illustrazione della Guerra dei Cent'anni
Illustrazione della Guerra dei Cent'anni — Fonte: getty-images

Nel 1360 la pace di Brétigny confermò a Edoardo III il possesso di gran parte dei territori centro-occidentali della Francia, del ducato d'Aquitania e di Calais in cambio della sua rinuncia alle pretese sul trono di Francia.

Nel 1369 il nuovo sovrano di Francia Carlo V riprese però le ostilità, adottando una strategia che evitava le battaglie di tipo tradizionale, sfinendo le truppe nemiche con attacchi continui ai distaccamenti isolati o alle linee di rifornimento. In questo modo i francesi riuscirono a recuperare gran parte dei territori persi con la pace di Brétigny e a riguadagnare posizioni sull'avversario, in difficoltà anche per la morte di Edoardo III (1377) e per il fatto che Riccardo II, suo successore, era ancora un bambino.

A partire dal 1380 si susseguirono alcune tregue, la più duratura delle quali, siglata nel 1396, avrebbe dovuto avere validità trentennale, ma fu interrotta nel 1414.

Le rivolte nelle campagne

Ciò che impressiona la Francia non è il numero di morti della battaglia di Poitiers, ma la voce per cui molti sono fuggiti dalla battaglia per codardia. Questo provoca in qualche caso la rivolta della gente comune contro i signori, che chiedono ai loro vassalli denaro per pagare il riscatto promesso agli inglesi.

L'unico ad essere salvato dai francesi è il re Giovanni II, visto come un eroe costretto ad arrendersi per il tradimento dei nobili vigliacchi.

Intanto a Parigi per il Delfino iniziano grandi difficoltà: iniziano le turbolenze popolari e l'anno successivo la Francia inizia ad essere sconvolta da una serie di agitazioni, con un movimento insurrezionale dei contadini contro i nobili, la jacquerie.

Guerra dei Lancaster

Dopo la morte del re Riccardo, salì al trono d'Inghilterra il primo dei Lancaster (la dinastia da cui prende il nome la terza ed ultima fase della lunga guerra): Enrico IV.

Il popolo mal sopportava il nuovo re, perché in passato aveva avuto screzi familiari con Riccardo II, amato dal popolo e che, addirittura, giunse ad esiliarlo. Alla morte di Enrico IV il testimone passò ad Enrico V, suo primogenito.

Intanto, anche i francesi passarono da una dinastia ad un'altra: Carlo VI non poté più regnare, forse malato di schizofrenia; salì al trono, anche se non legalmente, Filippo II di Borgogna. Luigi di Valois, duca d'Orlèans, fratello di Carlo VI, duellò per la corona con Filippo II: vinse, ma la battaglia non finì qui.

Iniziò da questo, anzi, l'odio reciproco tra le due dinastie, che sarebbe durato vari secoli. L'erede legittimo della corona di Francia divenne il figlio di Carlo VI: Carlo VII.

Guerra di Azincourt

Nell’agosto del 1415 Enrico V invase la Normandia rivendicando la corona francese, nell’ottobre del 1415 con 15000 uomini, e si diresse verso Calais. L’esercito francese, con 50000 uomini, informato della direzione presa da Enrico V, si appostò presso Calais in prossimità di Azincourt. Lo scontro del 15 ottobre vide vincitori gli inglesi che trucidarono la cavalleria avversaria grazie alle loro frecce. Dopo la guerra nel 1420, con il trattato di Troyes, Enrico V sposò la figlia di Carlo VI, facendosi in tal modo riconoscere il diritto di succedergli sul trono francese.

Nel 1422, però morirono sia Carlo VI sia Enrico V.

Alla morte di Carlo VI e di Enrico V (1422), il figlio del re inglese, Enrico VI, venne incoronato a soli nove mesi "Re di Francia e d'Inghilterra". La madre, Caterina di Valois, fu allontanata dal figlio e non lo poté educare, poiché il consiglio di reggenza inglese pensava potesse influenzare il bambino, facendolo passare dalla parte francese.

Gli inglesi, a questo punto, pensarono che fosse giunto il momento propizio per dare il colpo di grazia al regno di Francia e, violando i patti stipulati a Troyes, si apprestarono ad assediare Orléans, città simbolo della parte armagnacca, mentre il delfino Carlo VII, impotente, si era ritirato nel Sud.

Giovanna d'Arco e la vittoria francese

Quando tutto sembrava perduto, una giovane contadina lorenese, Giovanna d'Arco, si recò da Carlo VII dichiarandosi inviata da Dio per risollevare le sorti dei Valois (1429). La ragazza sosteneva di essere stata spinta ad agire in prima persona per il bene della Francia dalle voci dell'arcangelo Michele e delle sante Caterina e Margherita.

Le truppe del delfino, infatti, guidate da Giovanna, ruppero l'assedio di Orléans (da tale impresa derivò il soprannome di "Pulzella d'Orléans") infliggendo una pesante sconfitta alle forze inglesi e portando alle stelle il morale dei francesi che, forti della prima vittoria, sconfissero una seconda volta l'esercito del Bedford e riuscirono a liberare tutti i territori occupati fino a Reims, dove Carlo VII si fece incoronare.

Nel 1430 Giovanna d’Arco venne catturata dai Borgognoni a Compiègne, fu consegnata agli inglesi per 10.000 scudi d'oro, processata per stregoneria e infine, condannata a morte (1431), senza che Carlo VII intervenisse. La sconfitta dell’Inghilterra segna l’avvio di quest’ultima come potenza marittima.

Trattato di Piquigny

Le disfatte subite in Francia, tuttavia, non portarono subito alla pace: un qualunque trattato avrebbe portato alla rinuncia da parte degli Inglesi a qualsiasi pretesa sul trono francese e, inoltre, l'Inghilterra, in quel periodo, era sconvolta dalla Guerra delle due rose.

Solo il 29 agosto 1475, Luigi XI, nuovo re di Francia, ed Edoardo IV, nuovo re d'Inghilterra, si riunirono, con le loro rispettive corti, a Picquigny, per firmare il trattato che avrebbe messo fine alla guerra. I conflitti anglo-francesi durarono però fino al 1748.

Conseguenze della Guerra dei Cent'anni

La guerra dei cent'anni coprì per intero l'ultimo scorcio del Medioevo e, di conseguenza, Inghilterra e Francia (ed in particolare quest'ultima) alla fine del conflitto apparivano molto differenti rispetto a prima. L'Inghilterra si era trasformata, in seguito alla pace finale, da potenza con forti interessi sulla terraferma a stato marittimo del tutto tagliato fuori dalle vicende continentali (e ciò si fece sentire durante tutto il periodo successivo).

Ma gli stravolgimenti maggiori si ebbero in Francia: se all'inizio del Trecento il regno aveva un'impronta fondamentalmente feudale e la corona deteneva solo un potere limitato, a metà Quattrocento un esercito permanente aveva soppiantato le milizie feudali e cittadine, l'autorità regia, rappresentata dai balivi, si era estesa a tutto il territorio ed era stata creata una fiscalità centrale.

Il potere dei feudatari, inoltre, era stato notevolmente limitato e non erano più presenti possedimenti stranieri (con le uniche eccezioni di Calais e della Borgogna) all'interno dei confini.

Guerra dei Cent'anni: l'audiolezione

Ascolta in meno di tre minuti la lezione del nostro podcast dedicata alla Guerra dei cent'anni!

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