Gruppo Wagner: chi sono, quanti sono, perché se ne parla

Perché si parla del gruppo Wagner, la brigata militare di mercenari russi attiva nella guerra in Ucraina. Spiegazione facile

Gruppo Wagner: chi sono, quanti sono, perché se ne parla
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Gruppo Wagner: chi sono

Il Gruppo Wagner è un gruppo paramilitare russo formato da mercenari e nato nel 2013 per volontà dell’oligarca Prigozhin
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Il Gruppo Wagner è un gruppo paramilitare russo formato da mercenari e nato nel 2013 per volontà dell’oligarca Evgeny Prigozhin, attivo nel settore della ristorazione e molto vicino al Cremlino, e di un ex colonnello del servizio segreto Gru nostalgico del nazismo,Dimitrj Utkin.

Nonostante sia un gruppo attivo da anni, quindi, l'interesse su di lui si sta focalizzando soprattutto sul suo intervento nel conflitto in Ucraina dell'ultimo anno, soprattutto per le modalità e l'intensità del reclutamento di nuovi uomini da dispiegare sul campo.

Quanti sono i componenti della Brigata Wagner

A metà gennaio 2023 un report dell'intelligence USA ha calcolato che i componenti della Brigata Wagner abbiano un'età media di circa 40 anni e siano circa 50.000. John Kirby, portavoce del Pentagono, sostiene che 40.000 di loro siano ex detenuti reclutati nelle carceri russe, e che il numero sia aumantato esponenzialmente negli ultimi mesi: fino a poco fa, infatti, gli uomini impegnati nel gruppo Wagner sarebbero stati circa 6000.

La grande discrepanza con i militari regolari non starebbe solo nelle modalità di reclutamento e nell'impiego dei soldati, ma anche nello stipendio: se un militare russo percepisce circa 400 euro al mese, un mercenario può arrivare a prendere anche quattro o cinque volte tanto.

Perché si chiama Gruppo o Brigata Wagner

Il nome Gruppo Wagner si ispira al celebre compositore tedesco Richard Wagner. Come detto poco sopra, il colonnello Utkin non ha mai fatto mistero delle sue simpatie verso la Germania hitleriana e il mito del nazionalismo. Da appassionato della saga dei Nibelunghi e della mitologia teutonica, è anche un fervente fanatico della musica di Wagner, da cui ha preso il nome del suo gruppo militare.

Il gruppo Wagner e le relazioni con l'immigrazione

PMC Wagner Centre: centro di reclutamento del Gruppo Wagner

Il gruppo Wagner addestra i militari perché portino avanti gli interessi dei russi e delle aziende russe in ogni luogo del mondo, anche al di fuori dei confini territoriali. Il Gruppo Wagner, quindi, non agisce solo in zone di guerra, ma anche in altri paesi, come Sudan, Burkina Faso, Repubblica centrafricana, ma anche Siria e Libia.

Il Gruppo Wagner in Africa

La presenza di miliziani della Wagner, non riconosciuti ufficialmente dalla Russia, è molto attiva nei paesi in cui la Russia ha interessi commerciali. Secondo quanto riporta il Sole24ORE, ad esempio, in Libia la Brigata Wagner presidia i pozzi petroliferi, esattamente come in altri paesi africani supervisiona l'estrazione mineraria. 

Perché si parla del Gruppo Wagner negli sbarchi dei migranti

Per quanto detto sopra, i servizi segreti - anche quelli italiani - sono convinti che i miliziani siano impiegati anche nel drastico aumento delle partenze dei migranti dall'Africa. Scrive il Sole nell'articolo citato poco sopra:

Fonti di Tripoli, contattate da Adnkronos, hanno confermato che i miliziani al soldo dei russi sarebbero in Libia fino a 2mila e che usano i flussi di migranti verso l'Europa come «uno strumento per ricattare l'Occidente in generale e l'Italia in particolare», nell'ambito della guerra ibrida condotta da Mosca. Guerra che comprende la continua destabilizzazione della Libia.

Sarebbero i soldati, quindi, a incentivare le partenze dei migranti anche da paesi con cui l'Italia ha accordi politici - come la Libia, ad esempio - proprio per destabilizzare l'Europa con i grandi flussi migratori. Questo è quanto sostiene anche il governo italiano, che ha accusato apertamente i mercenari di essere intervenuti nelle partenze dei migranti.

Stando all’ultima rilevazione, nel solo mese di marzo gli arrivi di migranti in Italia sono stati 3.165, e si prevede che aumentino in estate.

La risposta di Prigozhin alle accuse del ministro della Difesa italiano non è tardata ad arrivare:

Crosetto dovrebbe guardare meno in altre direzioni e occuparsi dei suoi problemi, che probabilmente non è riuscito a risolvere. Noi non siamo al corrente di ciò che sta succedendo con la crisi migratoria, non ce ne occupiamo, abbiamo un sacco di problemi nostri di cui occuparci.

Nei fatti, quindi, la Russia respinge le accuse.

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