Impressionismo ed impressionisti: riassunto, significato, caratteristiche

Di Redazione Studenti.

L'impressionismo e i pittori impressionisti: video lezione su manet, Monet, Renoir e gli altri esponenti della corrente artistica francese dell'800

IMPRESSIONISMO: VIDEO LEZIONE

La prima manifestazione ufficiale della nuova pittura impressionista si tenne nel 1874 presso lo studio del fotografo Nadar ed ebbe un carattere eversivo perchè fu la risposta degli impressionisti al Salòn ufficiale che aveva rifiutato le loro opere.

Fu il critico d'arte Louis Leroy a dare involontariamente il nome al movimento che, con il termine impressionista voleva definire negativamente una pittura all'apparenza incompleta.

Obiettivo degli impressionisti è imprimere sulla tela gli effetti di luce che colpiscono l’occhio ancor prima che il cervello. A differenza dei pittori che seguono i dettami dell'Accademia, gli impressionisti realizzano le opere all’ aperto portando la tela sul posto e rappresentando con rapidità ciò che vedono.

Si cerca il massimo della luminosità attraverso l'impiego di colori puri, accostando i colori complementari ed evitando il nero. C'è un rifiuto del chiaroscuro e della fase preparatoria, dei soggetti storici, mitologici ed allegorici.

EDOUARD MANET

Rappresentanti di spicco dell'impressionismo sono i pittori Eduard Manet, Claude Monet, Edgar Degas e Pierre Auguste Renoir.

Edouard Manet è il precursore di questo movimento e, pur realizzando i primi quadri all'aperto, non abbandonerà la pittura d'atelier. Una delle sue opere più belle è Colazione sull'erba, opera contestata per la mancanza di prospettiva, per la pennellata appena abbozzata, per l'assenza di linee di contorno intorno alle figure e perché considerata maliziosa e volgare. Il problema non era tanto la nudità femminile ma piuttosto il fatto che i protagonisti del quadro fossero personaggi contemporanei, ovvero studenti e prostitute. Sebbene i suoi lavori influenzarono e anticiparono lo stile impressionista, non volle essere coinvolto nelle mostre del gruppo. Non voleva esserne il rappresentante.

CLAUDE MONET

Anche Claude Monet, suo contemporaneo, attua delle vere e proprie rivoluzioni pittoriche. Non studia pittura, non frequenta corsi accademici ma impara sul campo, realizzando quadri che nascono dalla sola osservazione del paesaggio. Monet dipinge come se frantumasse lo spazio e lo gettasse a manciate sul quadro. I primi visitatori dell'esposizione degli impressionisti del 1874 rimasero sconcertati davanti alle sue opere: quei quadri sembravano loro un ammasso confuso di pennellate arbitrarie. Ma nei quadri di Manet le macchie prendono forma, si percepiscono cose vive, animate, pulsanti.
Nel suo Impressione, sole nascente del 1872 Monet non vuole rappresentare il sole ma le sensazioni che questo trasmette a chi lo guarda. L'opera, innovativa, è stata realizzata in un'unica seduta; non c’è contorno, le pennellate sono brevi. È una pittura in cui la forma è solo evocata.

EDGAR DEGAS

Impressionista atipico è invece Edgar Degas. Più tradizionale rispetto agli altri impressionisti, viene inserito in questa corrente soprattutto per le posizioni inusuali in cui ritrae i suoi soggetti: ripresi dal basso verso l'alto, decentrati, tagliati dal bordo del quadro, prospettive deformate: espedienti che Degas prende dall'arte  giapponese e dalla fotografia. Predilige rappresentare corpi in movimento ed è per questo che spesso i suoi soggetti sono ballerine e cavalli. Degas ritrae la vita della città, gli ippodromi, i teatri, i caffè, i fantini, il mondo del teatro dietro le quinte, il momento della fatica, del lavoro, si sofferma sull'anatomia del corpo e dello sforzo e questo lo porta ad essere più realista che impressionista.

PIERRE-AUGUSTE RENOIR

Pierre-Auguste Renoir conobbe Monet, Sisley e Bazille alla scuola di Belle Arti. L'amicizia con gli impressionisti portò a una pittura in cui, abolite le ombre, le cose sono plasmate dai colori impregnati di luce come nei quadri Il palco, La colazione e soprattutto il celebre Moulin de la Galette.

Nel 1881 durante un viaggio in Italia sentì nascere la vocazione verso una pittura di più alto impegno.
Attraverso Venezia, Roma, Napoli e Palermo ed artisti come Raffaello e Tiziano, il soggiorno italiano gli offrì profonde suggestioni. La sua arte si manifestò in una forma più plastica e in una policromia meno vivace, oltre che in un nuovo e quasi esclusivo interesse per la figura umana.

Le opere più rilevanti di questo periodo sono: Le bagnanti, I ragazzi Bérard a Wargemont, Gli ombrelli, La pastorella. L'attività si fece intanto frenetica e il riconoscimento da parte del pubblico toccò il culmine con il Salon d'Automne del 1904, che gli dedicò un'intera sala.