Gli anni al contrario di Nadia Terranova

Di Chiara Famooss.

Trama e riassunto del romanzo “Gli anni al contrario”, l’esordio di Nadia Terranova, una storia d’amore e di formazione che racconta anche la provincia italiana, l’Italia che cambia e le lotte politiche degli anni ’70 e ‘80.

GLI ANNI AL CONTRARIO, TRAMA

Nadia Terranova
Nadia Terranova — Fonte: getty-images

Gli anni al contrario è il romanzo d’esordio della scrittrice Nadia Terranova. Ambientato a Messina, tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80, questo libro racconta la storia di due ragazzi normali che, innamorati, vivono la situazione politica di quegli anni con molto fermento prima e disillusione poi. Lo sfondo di questa storia è costituito da fermenti, lotte politiche piene di sdegno e soprattutto da passioni che non vengono controllate. Sono gli anni in cui tanti giovani si illudono di poter cambiare la Storia e migliorare la società da cui, alla fine, rimangono schiacciati.

PROTAGONISTI DE GLI ANNI AL CONTRARIO

I protagonisti del romanzo sono Aurora e Giovanni, due personaggi completamente opposti: Aurora, figlia del “fascistissimo” Silini, è nata e cresciuta in un ambiente cattolico e conservatore, mentre Giovanni Santatorre, figlio di un avvocato comunista, è un attivista rivoluzionario che crede nella lotta politica.

I due ragazzi si conoscono casualmente tra i banchi dell’università. Tra loro nasce subito una forte affinità che li porta a passare molto tempo insieme. Scoprono di condividere gli stessi ideali politici e di credere in valori che di fatto sono lontani anni luce da quelli imposti dalla famiglia di Aurora.

“Mischiavano i baci con i libri”.

La loro complicità cresce sempre di più e la voglia di evasione da una società da cui non si sentono rappresentati li porta a sperare di poter cambiare il destino, non solo delle loro vite, ma dell’intero sistema politico.

Da questo legame così acceso e vivo, dopo poco tempo nasce la piccola e dolce Mara. La nascita della bambina però ribalta l’entusiasmo iniziale. Giovanni si rende conto di non essere all’altezza e si dimostra un padre assente e preso solamente dalle avventure con i compagni di lotta.

GLI ANNI AL CONTRARIO, RIASSUNTO

“Non gli basteremo mai, pensò Aurora, eppure continua a ripetere che diventare padre è tutto ciò che desidera.”

Giovanni non riesce ad accontentarsi dell’amore di Aurora e Mara. Sente che la vita vera è altrove e non nella sua sonnolenta provincia, dove è rimasto legato a una famiglia di cui non si era realmente reso conto che stesse nascendo. La sua vita dovrebbe essere a Roma o a Bologna, dove i suoi compagni combattono sul serio e lottano rischiando la pelle per cambiare la società. O almeno è quello che lui percepisce.

Aurora si ritrova dunque da sola ad affrontare le sfide quotidiane. All’improvviso diventa una donna con una bambina da crescere. Lascia quindi l’università, che rimane un suo grande rammarico, e si trova un lavoro come maestra per pagare le bollette e mantenere la piccola Mara. Giovanni continua ad essere assente, sia come padre che come marito, e i suoi continui colpi di testa improvvisi portano Aurora all’esasperazione.

Giovanni non fa altro che cercare un modo per diventare parte fondamentale ed attiva della protesta e per farlo cerca in continuazione contatti con Bologna e i gruppi locali, senza alcun risultato concreto. Convinto sostenitore della lotta armata, così lontano dal cuore della battaglia, si sente inutile e questa situazione lo getta nello sconforto più profondo che lo allontana sempre di più dalla sua famiglia, Aurora e Mara. La frustrazione vince sull’anima di entrambi i ragazzi che, a questo punto, conducono due strade parallele e non più convergenti.

Da una parte c’è la vita di Giovanni, spettatore lontano e non attivo di una lotta che non lo vuole come protagonista, sempre in fuga più dalle aspettative e mai all’altezza delle proprie ambizioni. Dall’altra parte c’è Aurora, che prova a migliorare la propria situazione nella speranza di regalare un futuro migliore a Mara, che ha rinunciato alla carriera e alla propria affermazione personale per potare avanti una vita fatta di responsabilità.

Ad un certo punto del romanzo, quindi Aurora non è più una giovane rivoluzionaria socialmente impegnata ma si trasforma in una donna con una figlia e in una moglie abbandonata. La bambina Mara diventa, inevitabilmente, l’ultima speranza di tenere stretto un legame che altrimenti si sarebbe sciolto tempo prima. Un legame, quello tra Aurora e Giovanni, fatto ormai di allontanamenti e ritorni, in cui entrambi non sono che delle vittime responsabili. La disillusione ha avuto la meglio ed ha disperso quegli ideali di partenza, conducendo i cuori dei due giovani in una direzione totalmente contraria alle aspettative desiderate, lontano dalla vita serena che avevano immaginato e tanto sognato.

Tra i due chi alla fine cede senza possibilità di salvezza è Giovanni. Accecato e sopraffatto dalla sua incapacità di amare chi davvero lo ama, si abbandona alle lusinghe dell’eroina, finendo così in un tunnel che non farà altro che aumentare la sua insoddisfazione.

“Chissà cosa mi aspettavo di trovare, si chiese Giovanni, un sogno intatto, un mondo su misura per me? Non lo sapeva neanche lui. Sentiva una strana, opprimente aria di controllo.”

IL CONTESTO STORICO

Gli anni al contrario è quindi una sorta di fotografia della Sicilia degli anni a cavallo tra la fine dei ’70 e l’inizio degli ‘80. La scrittrice Nadia Terranova colloca personaggi realistici in un contesto storico reale, facendo rivivere loro tutto l’entusiasmo che si può provare quanto si vuole realizzare un sogno e tutta la frustrazione quando ci si rende conto che tale sogno non si realizzerà mai.

Il romanzo parla di una storia d’amore andata per il verso sbagliato. Una storia caduta nel baratro oscuro dell’eroina, che viene vista come l’unica capace di placare le inquietudini interiori. Una storia in cui neanche l’amore di Aurora e di Mara sono sufficienti per ritrovare la strada giusta.

L’autrice ci conduce, passo dopo passo, verso la fine di ogni illusione. Aurora e Giovanni imparano sulla loro pelle che spesso gli affetti sono deludenti e che le promesse non vengono quasi mai mantenute. La speranza di un futuro migliore, stritolata dalla pesantezza del presente e dagli errori del passato, ne esce sconfitta.

“Dicevamo famiglia: io pensavo a costruire e tu a circoscrivere; dicevamo politica: io ero entusiasta e tu diffidente. Io combattevo, tu ti rifugiavi. Se non ci fosse stata Mara ci saremmo persi subito, ma almeno non avremmo continuato a incolparci per le nostre solitudini”.

Il romanzo vuole raccontare l’ondata di euforia rivoluzionaria degli anni Settanta dal punto di vista di chi non ha potuto prenderne realmente parte ma ha potuto solo osservarla dal margine del campo. Aurora e Giovanni crescono soli, con padri e madri non sempre presenti e presi dalle loro occupazioni, con la certezza di non voler diventare come loro. Questa idea di lotta diventa quindi una mano verso cui tendere per provare a spiccare il volo, anche se la meta del loro andare e del loro divenire rimane sempre sconosciuta.

Ognuno di loro cerca di sopravvivere come meglio può, con i pochi punti di riferimento che ha a disposizione. La stessa piccola Mara, fin da subito, cerca risposte che Aurora e Giovanni non sono in grado di dare. Imparerà ad inventarsele da sola per andare avanti.

CONCLUSIONE

Gli anni al contrario” è un libro che quindi cerca di sottolineare gli errori di una generazione lasciata nelle mani di falsi miti che ha perso di vista i veri valori, bombardata da slogan politici. È un romanzo che si interroga sull’eredità di quel periodo, andando a scavare nella dimensione privata di Aurora e Giovanni, cercando di cogliere i loro pensieri e le loro ansie.

“I grandi, in fondo, non sono che bambini sopravvissuti.”

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