Giuseppe Verdi: vita, opere e stile

Giuseppe Verdi: vita, opere e stile A cura di Laura Morazzini.

Vita e opere di Giuseppe Verdi, compositore italiano di opere liriche tra i più noti dell'Ottocento e simpatizzante del movimento risorgimentale. Tra le sue compisizioni più note troviamo il Rigoletto, il Trovatore e La traviata.

1Il talento precoce di Giuseppe Verdi

Il compositore Giuseppe Verdi (1813-1901)
Il compositore Giuseppe Verdi (1813-1901) — Fonte: getty-images

Tra i più grandi operisti italiani del XIX secolo, autore di opere celebri come Rigoletto, Il trovatore e la Traviata, e figura simbolo della cultura nazionale. Giuseppe Verdi nasce il 10 ottobre 1813 a Roncole, una frazione di Busseto. Nasce dopo ben nove anni di matrimonio da Carlo, proprietario dell’unico spaccio di vini e drogheria della zona, e da Luigia Uttini filatrice e figlia di oste. A distanza di altri tre anni arriva anche una sorella, Giuseppa, che vive però una vita ritirata, forse per un ritardo mentale, e muore da ragazzina. 

Anche se la famiglia è di modeste condizioni, i genitori si rivelano attenti al precoce talento del figlio e abbastanza ambiziosi per investirci: Giuseppe riceve lezioni di musica dall’età di 4 anni, gli viene comprata una spinetta e arriva a sostituire occasionalmente il suo maestro all’organo della chiesa durante le funzioni. 

1.1Giuseppe Verdi e l’incontro con Barezzi

Ritratto di Antonio Barezzi (Busseto, 1787-1867): benefattore e suocero di Giuseppe Verdi. Museo Teatrale alla Scala
Ritratto di Antonio Barezzi (Busseto, 1787-1867): benefattore e suocero di Giuseppe Verdi. Museo Teatrale alla Scala — Fonte: getty-images

Viene riaperto il ginnasio a Busseto e Giuseppe viene ammesso, ma deve trasferirsi per continuare gli studi; inizia a fare qualche lavoretto per contribuire ai trenta centesimi necessari per il vitto e l’alloggio presso la casa di un ciabattino. Nel frattempo studia le materie umanistiche sotto la guida di don Seletti, direttore del ginnasio e studia musica con il direttore della scuola di musica, Ferdinando Provesi, organista e direttore dei filarmonici.

Il presidente della Società Filarmonica e grande appassionato di musica, Antonio Barezzi, è uno dei più facoltosi cittadini di Busseto; conosciuto questo ragazzo dal grande talento, decide di diventarne il benefattore: dal 1831 lo ospita in casa propria facendogli risparmiare i soldi per la pensione e mettendogli a disposizione un pianoforte, oltre a farlo vivere in un ambiente culturalmente vivace e stimolante.

2Giuseppe Verdi e la formazione a Milano

Ritratto di Margherita Barezzi (1814-1840), la prima moglie di Giuseppe Verdi
Ritratto di Margherita Barezzi (1814-1840), la prima moglie di Giuseppe Verdi — Fonte: getty-images

Barezzi è dell’opinione che la bravura del suo protetto vada messa alla prova in un ambiente più prestigioso e ha bisogno di mettere a tacere i pettegolezzi sull’idillio nato fra il ragazzo e una delle sue figlie, Margherita. La soluzione è una sola, Giuseppe deve entrare nel conservatorio di Milano. Il padre Carlo fa domanda per una borsa di studio da 4 anni presso il Monte di Pietà, mentre il mecenate gli anticipa il costo di un anno a Milano, per permettergli di partire. 

Giuseppe però non supera l’esame di ammissione; viene giudicato poco dotato nel pianoforte, inoltre ammette di non possederne uno personale. Il Barezzi ha già speso la parola e gli permette di restare a Milano a suo carico: studia privatamente con Vincenzo Lavigna, compositore e socio della Scala di Milano, e alloggia in case private. 

2.1Il ritorno a Busseto

Gli studi sono finalizzati a fare di Verdi un direttore di orchestra a Busseto, almeno nelle intenzioni del suo benefattore. Verdi si applica in maniera rigorosa agli studi senza distrazioni, anche perché mantenuto da altri e privo di entrate proprie, ma l’ambiente, oltre alla propria ambizione professionale, inizia a mostrargli una strada diversa dal punto di vista lavorativo, ma le vicende politiche nazionali portano a sconvolgimenti e ritardi nei programmi di tutti.

Verdi cerca un compromesso personale e lavorativo con il proprio benefattore: diventato maestro di musica, ottiene la mano di Margherita Barezzi e risiede a Busseto per un paio d'anni dal 1836 al 1838, e si dedica all’insegnamento.

Nel frattempo continua a scrivere musica, ma pubblica appena una manciata di canzoni. Il suo vero obiettivo è scrivere un'opera, un’operazione meticolosa e molto complessa, composta da:

  • trattativa con un impresario
  • comprare i diritti di un libretto
  • trovare i cantanti adatti
  • comporre la musica
  • supervisionare le prove
  • dirigere le prime esibizioni

3Debutto e tragedie di Giuseppe Verdi

Villa Sant'Agata di Giuseppe Verdi a Busseto (Emilia-Romagna)
Villa Sant'Agata di Giuseppe Verdi a Busseto (Emilia-Romagna) — Fonte: getty-images

Grazie alle giuste conoscenze, nate negli anni milanesi, Verdi riesce a portare in scena l’opera Oberto, conte di San Bonifacio alla Scala di Milano il 17 novembre 1838; un’opera convenzionale per uno spettatore moderno ma largamente apprezzata all’epoca.

Il successo dell'opera, rappresentata anche a Genova e Torino, gli procura un incarico per scriverne altre tre, ma la sua vita familiare viene sconvolta: dopo la morte di due figli piccoli, muore improvvisamente anche la moglie Margherita.

Il lutto familiare incide anche la sfera professionale: il primo lavoro dell’incarico commissionato deve essere un’opera buffa, ma Il finto Stanislao ovvero Un giorno di regno è un fiasco. L’opera è troppo disomogenea e riceve un’accoglienza fredda, in aggiunta le recenti perdite, portano Verdi a un periodo di forte depressione, che potrebbe essere all’origine della durezza di carattere con la quale diventa famoso in seguito.

3.1La consacrazione nazionale di Giuseppe Verdi

Continua a scrivere e l’impresario Merelli gli sottopone un altro libretto di Temistocle Solera: il suo ritorno in teatro avviene con un pezzo in breve tempo trionfale, il Nabucco, rappresentato nel 1842 e che in poco tempo viene rappresentato in tutta Italia e in tutto il mondo. Sebbene con uno stile meno raffinato in confronto ai lavori successivi del maestro, l’opera ha un’energia incomparabile e uno stile originale rispetto agli altri.

Forte di questo enorme successo, in poco tempo scrive e cura l'allestimento de:

  • I Lombardi alla prima crociata (Milano 1843),
  • Ernani (Venezia 1844),
  • I due Foscari (Roma 1844),
  • Giovanna d'Arco (Milano 1845),
  • Alzira (Napoli 1845),
  • Attila (Venezia 1846),
  • Macbeth (Firenze 1847),
  • I Masnadieri (Londra 1847),
  • Jérusalem (Parigi 1847),
  • Il Corsaro (Trieste 1848).

Sulla traccia del lavoro di Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti, reinventori dell'opera italiana in chiave romantica basata su soggetti storici e prevalente uso della voce, Giuseppe Verdi incrementa la parte realistica innovando il melodramma italiano, anche se con risultati giudicati più potenti che impegnati intellettualmente, la sua attenzione è per la parte musicale mentre il libretto deve seguire la musica accostano il sentimento. 

Verdi diventa in poco tempo una figura di riferimento dell’opera lirica italiana e internazionale, noto per la costante tensione al miglioramento e all’innovazione dello stile e della composizione narrativa. 

4Giuseppe Verdi e Giuseppina Strepponi

Ritratto di Giuseppina Strepponi con in mano la partitura del Nabucco, opera di Giuseppe Verdi, 1842. Museo Teatrale alla Scala
Ritratto di Giuseppina Strepponi con in mano la partitura del Nabucco, opera di Giuseppe Verdi, 1842. Museo Teatrale alla Scala — Fonte: getty-images

Desideroso di costruirsi una sicurezza economica, il maestro lavora senza sosta su ogni proposta che gli viene offerta, a volte con risultati altalenanti ma sempre notevoli. Può finalmente ripianare i debiti della famiglia e guadagnare abbastanza per vivere agiatamente a Roncole, dove nel 1844 ha comprato della terra per avviare la propria azienda agricola.

Anche la vita privata è tornata serena: nel 1847 a Parigi incontra di nuovo la cantante Giuseppina Strepponi e se ne innamora. Giuseppina Strepponi ha un passato brillante ma anche una turbolenta vita privata: dalle precedenti relazioni ha tre figli. Per mantenere la prole lavora di continuo ma senza i necessari periodi di riposo la voce le si rovina presto e la sua carriera come cantante finisce; va a Parigi a insegnare.

Verdi vuole ritirarsi per un periodo nel suo paese e nel 1848 acquista Villa Sant’Agata a Busseto trasferendosi con la compagna, ma la relazione causa un clima ostile tra gli abitanti di Busseto e il maestro snobba eventi e occasioni pubbliche. Inoltre si allontana dai genitori per disaccordo con il padre. La vita in campagna si trasforma in una prigione dorata per Giuseppina, dato che il compagno compie viaggi da solo e non le permette di accompagnarlo in occasioni ufficiali.

Entrambi cattolici, alla fine regolarizzano l’unione solo nel 1859 sposandosi in un lontano paesino dove l’unione religiosa è valida anche civilmente. Non sono mai arrivati dei figli ma nel 1869 adottano la figlia di un cugino del compositore, che viene allevata con affetto e fatta studiare in collegio a Torino.

5Di nuovo al lavoro

Dopo alcune opere di transizione come:

  • La Battaglia di Legnano (Roma 1849),
  • Luisa Miller (Napoli 1849),
  • Stiffelio (Trieste 1850)

Verdi trova la sua cifra stilistica scrivendo opere via via più complesse, con personaggi originali, una maggiore articolazione scenica e un linguaggio musicale sempre potente ed efficace a sostegno della storia rappresentata. Nella frenesia lavorativa, si batte spesso affinché le sue opere vengano rappresentate esattamente come sono scritte.

Scrive in poco tempo la trilogia popolare o triade verdiana:

  • Rigoletto (Venezia 1851), dove svanisce la distinzione tra aria e recitativa e fa sue le innovazioni dell’Opéra di Parigi
  • Il Trovatore (Roma 1853),
  • La Traviata (Venezia 1853)

Il successo conosciuto dai suoi lavori all’estero lo spingono a viaggiare per seguire allestimenti e rappresentazioni; dal 1855 al 1870 lavora prevalentemente per l'Opéra di Parigi e compone altre opere:

  • I Vespri Siciliani (Parigi 1855),
  • Simon Boccanegra (Venezia 1857),
  • Aroldo (Rimini 1857),
  • Un ballo in maschera (Napoli 1859),
  • La forza del destino (Pietroburgo 1862).

6L'impegno politico di Giuseppe Verdi

Dopo la giovanile passione per le idee mazziniane, il suo fervore politico si affievolisce notevolmente con le perdite dei moti del 1848. La delusione provata con il fallimento dei moti convince Verdi che il metodo migliore per unire l'Italia sia quello di affidarsi al regno di Piemonte-Sardegna

Nel corso degli anni, in molte delle sue opere le parti affidate al coro esprimono amor patrio e desiderio di ribellarsi all'oppressione del dominio straniero, evocando la libertà e l’unità. Dopo la rappresentazione nel 1859 de Un ballo in maschera, a Roma compaiono diversi graffiti con la scritta W Verdi, in realtà uno slogan inneggiante il re Vittorio Emanuele. 

Casa di riposo per musicisti a Milano fondata da Giuseppe Verdi
Casa di riposo per musicisti a Milano fondata da Giuseppe Verdi — Fonte: getty-images

Verdi torna a essere pubblicamente un grande sostenitore della causa nazionale e viene invitato da Cavour – il quale tenta di coinvolgere gli italiani più famosi nel nuovo governo - a candidarsi come deputato per il Parlamento italiano. Dopo qualche incertezza, accetta e viene eletto nel 1861, per poi dimettersi nel 1865.

In occasione dell'Esposizione Universale di Londra del 1862, a Verdi viene richiesto di comporre L’inno delle Nazioni per il concerto inaugurale del primo maggio. Scrive una cantata profana (invece di una Marcia come commissionato) su testo di Arrigo Boito, ma il direttore d'orchestra, che non lo ama, si rifiuta di dirigere il pezzo. Sul Times si accenna che sia stato consegnato in ritardo ma Verdi replica a mezzo stampa e il suo pezzo, una fusione degli inni nazionali inglese, francese ed italiano, viene eseguito in una serata di beneficenza (anche se da un soprano e non un tenore per il quale era scritto). 

7Gli anni della maturità di Giuseppe Verdi

Metodico e severo, Verdi accoglie continuamente le critiche trasformandole in un’occasione di crescita:

  • si concentra maggiormente sulla descrizione psicologica dei personaggi, mantenendo scenografie spettacolari dove la storia lo richiede;
  • introduce ritmi popolari nella struttura e sottolinea i momenti drammatici con assoli;
  • scrive il Don Carlos (1867);
  • rielabora alcune opere precedenti come Macbeth e la Forza del destino;
  • si dedica a un'intensa attività come direttore d’orchestra.
Una scena dell'Aida di Giuseppe Verdi allestita al Teatro dell'Opera del Cairo, 1871
Una scena dell'Aida di Giuseppe Verdi allestita al Teatro dell'Opera del Cairo, 1871 — Fonte: getty-images

Accetta di scrivere un’opera per celebrare l’inaugurazione del Canale di Suez del 1870: il risultato è l’Aida, rappresentata a Il Cairo nel 1871. Nel progetto iniziale l’opera deve essere diretta da Angelo Mariani, amico e direttore, con il quale però i rapporti sono compromessi da tempo, ma Mariani è malato e rifiuta di andare al Cairo. Quando l’amico muore nel 1873, un giornale scandalistico accusa Verdi di aver rubato la fidanzata di Mariani Teresa Stolz, la cui relazione con il maestro non è tuttora chiara. 

Nel 1873 Verdi scrive un requiem per la morte di Manzoni e spera di ritirarsi nell'impresa agricola a Busseto ma Giulio Ricordi, il suo editore, cerca di convincerlo a tornare a scrivere e lo fa riappacificare con Arrigo Boito che scrive per lui i libretti per due opere. 

8Le ultime opere di Giuseppe Verdi

Falstaff di Giuseppe Verdi alla Scala di Milano il 9 febbraio 1893. Collezione del Museo Teatrale alla Scala
Falstaff di Giuseppe Verdi alla Scala di Milano il 9 febbraio 1893. Collezione del Museo Teatrale alla Scala — Fonte: getty-images

Dal 1880 al 1886 lavora all'Otello, rappresentato alla Scala nel 1887; due anni dopo inizia l’ultima opera, il Falstaff rappresentata a Milano nel 1893.

Compone anche musica sacra e musica strumentale destinata alla locale Società filarmonica, poi solo i Pezzi Sacri (Te Deum, Laudi alla Vergine, Stabat) che sono eseguiti a Parigi nel 1898.

Ormai facoltoso si dedica ad opere di bene, delle quali la principale è Casa Verdi, fondata a Milano nel 1899, una casa di riposo per musicisti che hanno compiuto 65 anni di età. Desidera essere sepolto nella cappella di questa casa accanto a Giuseppina.

Verdi nel 1901 si reca a Milano per curare i denti ma lo coglie una lenta agonia e si spegne in albergo circondato da amici e ammiratori; nonostante le sue volontà testamentarie, la città di Milano gli tributa funerali solenni e una sepoltura nel Cimitero Monumentale In seguito la salma viene trasferita nell'oratorio della Casa di riposo per Musicisti.