Gita di quinto superiore: viaggio d'istruzione o distruzione?

Di Tommaso Caldarelli.

Il racconto di una studentessa

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

|Calendario scolastico| Temi di Italiano svolti

Le partenze all’alba, le dormite sui sedili degli autobus, le fermate agli autogrill con i ragazzi che entrano nei bagni come mandrie di bufali, i canti, le fotografie , le notti in bianco , la stanchezza a fine settimana: di cosa sto parlando? Beh senza dubbio della gita del quinto superiore: l’evento che tutti gli studenti aspettano di fare sin dal loro primo giorno alle superiori. Sarà capitato a tutti di non vedere l’ora fare la valigia, prendere il pullman e partire per qualsiasi meta.

GITA SCOLASTICA, LE NEWS

LA GITA DEL QUINTO - Ora la domanda che tutti ci poniamo è una: “gita” come viaggio d’istruzione o settimana di puro divertimento in compagnia di amici? Il punto di vista di professori e studenti sembra sicuramente diverso: tutti penseranno che mentre per i professori è un momento di approfondimento e cultura, una visita di posti che hanno una loro storia, quindi un vero e proprio viaggio di istruzione, per i ragazzi è semplicemente una settimana di puro divertimento e di sfascio, di nottate in bianco tra chiacchiere e scherzi e magari qualche bevuta!

NIENTE GITA PERCHE' COSTA TROPPO? ECCO LA SOLUZIONE

IL PARERE DELLA PROF - E invece non è cosi, professori e studenti, per la prima volta dopo ben 5 anni, possono condividere per qualche giorno le stesse emozioni e comprendere, forse per la prima volta, il modo di vedere la vita tra due diverse generazioni. “ La gita del quinto è fondamentale. È un momento in cui si assapora il senso di 5 anni vissuti con la propria classe": queste le parole di una professoressa del liceo Scientifico G. Alessi; "sono momenti in cui vivi il viaggio da adulto, momenti in cui misuri quanto sei cresciuto. Insieme agli esami di stato, la gita del quinto è un altro appuntamento che dà un senso del percorso liceale. Più che valore formativo è una verifica con se stessi . Si può saltare qualsiasi gita, ma non quella del quinto!”, dice la professoressa. Tutte cose assolutamente vere: ci siamo passati tutti e tutti le possiamo confermare.

GLI STUDENTI - L’emozione , la gioia ,e anche l’ansia che si prova prima della partenza , aumentano al momento del ritorno. La consapevolezza di fare quell’ultimo viaggio tutti insieme, di visitare per l’ultima volta tra sbuffi chiacchiere e cantate luoghi che da soli non avremmo mai avuto la possibilità di vedere. E la voglia di restare ancora qualche altro giorno tutti insieme, insieme ai nostri prof. magari anche “odiati” per qualche brutto voto, e pensare a tutti i momenti vissuti nel bene e nel male, ai pianti , ai sorrisi che ci sono stati strappati da coloro che ci hanno cresciuto come se fossimo loro figli, che ci hanno insegnato a vivere e ad affrontare, tra equazioni, funzioni, limiti e derivate, anche i nostri problemi e preoccupazioni. L’unico ostacolo alle gite all’estero? Il cibo! Ma nonostante tutto, nonostante la stanchezza, la noia di musei e cattedrali, nonostante le indigestioni, i chili persi e nonostante che il nostro sedere abbia cambiato forma, diventato quadrato dopo ben 16 ore di pullman, o forse anche di più, la gita del quinto è assolutamente indimenticabile!

Carmen Paciotti studia presso

il liceo scientifico Galeazzo Alessi di Perugia.