Giovanna D'Arco: vita, battaglie, processo e morte

Giovanna D'Arco: vita, battaglie, processo e morte A cura di Edoardo Angione.

Vita di Giovanna D'Arco, eroina francese nota anche come "la pulzella d'Orléans". Le gesta belliche, la cattura, il processo e la morte

1L’incredibile storia di Giovanna D’Arco

Giovanna d'Arco, la Pulzella d'Orléans
Giovanna d'Arco, la Pulzella d'Orléans — Fonte: getty-images

Per molti aspetti, la storia di Giovanna d’Arco può sembrare incredibile. Ricordata come “la pulzella d’Orleans”, Santa Giovanna d’Arco nasce in una famiglia contadina intorno al 1412 a Domrémy, e muore neanche ventenne il 30 maggio del 1431 a Rouen. Il contesto è quello di una fase molto difficile per la Francia, in piena guerra dei Cent’anni (1337-1453).  

Convinta di essere guidata da Dio, questa ragazza, priva di qualsivoglia educazione militare, riuscì a guidare l’armata del suo re verso una vittoria decisiva, che fondamentalmente evitò una conquista della Francia da parte degli Inglesi. Verrà comunque catturata l’anno successivo, e condannata al rogo come eretica. In Francia, Giovanna d’Arco conserva tutt’ora un ruolo simbolico: si tratta di un vero e proprio mito fondativo della coscienza nazionale francese.  

2La giovinezza di Giovanna D’Arco

Giovanna era figlia di agricoltori di Domrémy, al confine tra il ducato di Bar e la Lorena, nel nordest della Francia. Analfabeta, assorbì fin da giovanissima la pia religiosità di sua madre Isabella. La Francia di questi anni era dilaniata da un aspro conflitto con l’Inghilterra, che verrà ricordato come la Guerra dei Cent’anni, in cui la Francia era in netto svantaggio.  

Nel 1420, con il Trattato di Troyes, il legittimo erede al trono di Francia, Carlo di Valois, era stato diseredato. Il giovanissimo Enrico VI, re d’Inghilterra, era formalmente allo stesso tempo re di Francia e di Inghilterra. Il reggente di Francia era Giovanni di Lancaster, duca di Bedford, che puntava a far accettare il dominio inglese per tutta la Francia. Di fatto, gli Inglesi occupavano gran parte della Francia settentrionale con l’aiuto del ducato di Borgogna, governato da Filippo il Buono. In questo contesto, molti degli abitanti di Domrémy, il villaggio di Giovanna, dovettero abbandonare le proprie case e le proprie terre.  

3Giovanna D’Arco, le voci e le visioni degli angeli

Monumento equestre di Giovanna d'Arco collocato nel cortile del Museo del Louvre a Parigi
Monumento equestre di Giovanna d'Arco collocato nel cortile del Museo del Louvre a Parigi — Fonte: ansa

In questi difficili anni, la tredicenne Giovanna iniziò a sentire voci. La ragazza affermava che provenivano da messaggeri di Dio, che l’aveva scelta per una missione importantissima: salvare la Francia, espellerne i nemici, riportare il delfino Carlo di Valois, legittimo sovrano di Francia, al trono. Questa “Missione divina”, in una Francia funestata da decenni di guerre civili e devastazioni, rappresentava probabilmente i sogni di moltissimi popolani come Giovanna

Nell’intraprendere la sua missione divina, la “pulzellafece anche un voto di castità: all’età di sedici anni riuscì a convincere un tribunale locale che rifiutare un matrimonio, che suo padre Jacques aveva organizzato per lei, rientrava pienamente nei suoi diritti. 

4L’incontro con il re Carlo di Valois

Nel maggio del 1428, seguendo le indicazioni delle “voci”, Giovanna raggiunse Vaucouleurs, una fortezza in cui si erano riuniti alcuni lealisti del delfino Carlo. Inizialmente il capitano locale, Robert de Baudricourt la respinse. Tuttavia, l’insistenza di Giovanna, che nel frattempo era riuscita a crearsi un nutrito gruppo di sostenitori, lo portò a cedere nel febbraio del 1429. 

Convinto il magistrato, la ragazza si tagliò i capelli – un vero e proprio simbolo per le donne del medioevoe si vestì da uomo, incamminandosi per un pericoloso viaggio di 11 giorni verso Chinon, dove si trovava la corte del delfino Carlo, attraversando i territori nemici accompagnata da una piccola scorta. 

Giovanna aveva un piano semplice e chiaro: prima di tutto liberare la città di Orléans dagli Inglesi, poi rendere il delfino sovrano legittimo attraverso la cerimonia di incoronazione a Reims, tradizionale luogo di incoronazione dei monarchi di Francia, e da ultimo la definitiva sconfitta di Inglesi e Borgognoni. 

Giovanna D'Arco a Chinon, dove chiede a Carlo VII di poter guidare l'esercito contro gli inglesi
Giovanna D'Arco a Chinon, dove chiede a Carlo VII di poter guidare l'esercito contro gli inglesi — Fonte: getty-images

Raggiunto il Delfino, Giovanna gli espose il proprio piano. All’erede al trono, la ragazza chiedeva un esercito per poter liberare Orléans, assediata dagli Inglesi. Si trattava di un obiettivo determinante: caduta Orléans, infatti, l’intera Loira meridionale sarebbe finita in mani inglesi. Contro il parere della corte, orientata piuttosto verso una politica filo-borgognona, Carlo concesse alla ragazza di provare con i fatti che la sua missione fosse davvero sacra e voluta da Dio. 

Nel marzo del 1429, brandendo uno stendardo bianco – il colore della purezza - come il destriero che cavalcava, Giovanna partì per Orléans con l’esercito che avrebbe dovuto soccorrere la città. Non le venne affidato nessun ruolo di comando, ed il suo ruolo fu inizialmente simbolico. Il Delfino puntava a sfruttare la forte presa che la ragazza aveva sul popolo e sui soldati. 

5I successi di Giovanna d’Arco

L'arrivo di Giovanna d'Arco (1412-1431) ad Orléans, 1429. Dipinto di Scherrer
L'arrivo di Giovanna d'Arco (1412-1431) ad Orléans, 1429. Dipinto di Scherrer — Fonte: getty-images

Grazie alla potente presa di Giovanna sul popolo, l’esercito degli Armagnacchi, i principali sostenitori di Carlo VII di Valois, raccolse un gran numero di volontari. Il morale delle truppe era alle stelle. Orléans, assediata dagli Inglesi sin dall’ottobre del 1428, era difesa da una guarnigione di uomini ormai stanchi, affamati e pronti alla resa. 

Il 27 aprile del 1429 lo spettacolare arrivo di Giovanna a cavallo del suo destriero bianco, preceduta da un corteo di sacerdoti che intonavano cori sacri, cambiò tutto. L’esercito, che portava anche viveri ai difensori, riuscì ad entrare attraverso la porta di Bourgogne, sul lato est delle mura. Entrata in città, Giovanna venne acclamata dalla folla. 

Nei primi giorni di maggio i difensori di Orléans, rinvigoriti ed ispirati dalla ragazza, uscirono in più occasioni dalle mura e catturarono alcune fortezze vicine. Giovanna fu colpita da una freccia, ma ciò non le impedì di ispirare un assalto finale il 7 maggio, ottenendo il giorno dopo il definitivo ritiro degli Inglesi

Giovanna d'Arco all'incoronazione di Carlo VII nella Cattedrale di Reims
Giovanna d'Arco all'incoronazione di Carlo VII nella Cattedrale di Reims — Fonte: getty-images

Giovanna aveva dimostrato di essere in grado di mantenere le promesse, e la sua fama iniziava a crescere. Secondo gli Inglesi, una fanciulla in grado di sconfiggere eserciti doveva essere posseduta dal demonio. D’altro canto, Giovanna si guadagnò il supporto di alcuni importanti esponenti del clero

A questo punto la pulzella prese parte a nuovi assalti, conquistando nuove posizioni durante il mese di giugno, e guadagnandosi il supporto di comandanti di rilievo. Il 18 giugno, presso Patay, l’armata inglese subì una sonora sconfitta. Implacabile, l’esercito continuò a marciare verso Reims, e diverse città si consegnarono spontaneamente. Altre, come Troyes, capitolarono piuttosto facilmente. Il 16 luglio fu finalmente la volta di Reims, ed il giorno successivo Carlo VII veniva incoronato re di Francia

6La cattura e il declino di Giovanna: il processo e la morte

Cattura di Giovanna d'Arco
Cattura di Giovanna d'Arco — Fonte: getty-images

Il prossimo obiettivo, secondo Giovanna, doveva essere Parigi, ma stavolta Carlo VII si mostrò piuttosto cauto. A corte si preferiva trattare con i Borgognoni, nel timore, tra l’altro, che il potere della fanciulla potesse diventare incontrollabile. Gli Inglesi ed i Borgognoni riuscirono così a consolidare la propria posizione a Parigi, resistendo ad un attacco guidato da Giovanna d’Arco (8 settembre). A questo punto, per ordine del re, l’esercito degli Armagnacchi dovette ritirarsi. A dicembre Giovanna e la sua famiglia vennero ricompensati con un titolo nobiliare

Una momentanea tregua tra Francia e Inghilterra costrinse la pulzella d’Orléans all’inattività fino al maggio del 1430, quando Carlo VII le ordinò di partecipare alla difesa di Compiégne da un imminente attacco di Borgognoni. Il 23 maggio, durante un assalto all’accampamento nemico a nord della città, la ragazza, vittima di un agguato, venne disarcionata e catturata.  

La prigioniera venne condotta presso il castello di Beaurevoir, da dove tentò in più occasioni di evadere, ma senza successo. Per 10.000 lire tornesi, valuta della Francia medievale, i Borgognoni consegnarono la pulzella d’Orléans agli Inglesi, che la portarono immediatamente a Rouen, principale centro in loro possesso.  

7Giovanna D’Arco: da strega a santa

A questo punto Giovanna venne processata. Contro di lei c’erano ben 70 capi d’accusa, tra spiccavano l’eresia, la stregoneria, e persino l’essersi vestita da uomo, al tempo un reato accostabile all’eresia. In realtà l’obiettivo del processo era politico: Inglesi e Borgognoni intendevano liberarsi della pericolosa condottiera, screditando allo stesso tempo Carlo VII, i cui successi e la cui reputazione molto dovevano all’opera della ragazza. Dal canto suo il re di Francia, a cui certamente non conveniva essere associato ad una strega eretica, preferì evitare tentativi per ottenere la liberazione di Giovanna.    

Nel maggio del 1431, dopo un anno di prigionia e sotto minaccia di morte, Giovanna si dichiarò colpevole, firmando una confessione in cui negava di aver comunicato con la divinità. Alcuni giorni dopo, tuttavia, Giovanna si era vestita nuovamente da uomo: poiché per la pena capitale occorreva che l’eresia fosse ripetuta, stavolta le autorità la condannarono a morte. La mattina del 30 maggio, all’età di 19 anni, nella piazza del mercato di Rouen Giovanna d’Arco venne pubblicamente bruciata su una pira

Il martirio di Giovanna d'Arco, 30 maggio 1431. Dipinto di Legrip
Il martirio di Giovanna d'Arco, 30 maggio 1431. Dipinto di Legrip — Fonte: getty-images

Più tardi i Borgognoni sarebbero tornati fedeli al re di Francia: Parigi, nel 1436, tornò definitivamente francese. La memoria della pulzella d’Orléans, a vent’anni dal rogo, fu ripristinata: un nuovo processo, voluto da Carlo VII, la giudicò innocente

Giovanna d’Arco, probabilmente troppo pericolosa e rivoluzionaria per il suo tempo, era stata riabilitata dopo la morte. Divenne così una figura sospesa tra storia e mito che avrebbe ispirato innumerevoli opere d’arte, di musica e di letteratura. Nel 1909 la Pulzella, giustiziata sul rogo per stregoneria, fu beatificata presso la cattedrale di Notre Dame, e nel 1920 papa Benedetto XV la canonizzò