Giorno della memoria 2022: chi era Giorgio Perlasca

Di Redazione Studenti.

Giorgio Perlasca: storia del commerciante italiano che salvò la vita a più di cinquemila ebrei ungheresi. Il ricordo per la Giornata della memoria

GIORGIO PERLASCA

Chi era Giorgio Perlasca?
Chi era Giorgio Perlasca? — Fonte: getty-images

Il 27 gennaio 2022 si celebra di nuovo la Giornata della memoria, un importante giorno per ricordare le vittime del nazifascismo, a causa dello sterminio nazista degli ebrei compiuto nel corso della Seconda guerra mondiale (a proposito: qui le iniziative del MI dedicate all'evento).

la scelta del giorno non è casuale: nel 1945, infatti, veniva liberato il campo di sterminio di Auschwitz.

GIORNO DELLA MEMORIA 2022: CHI ERA GIORGIO PERLASCA

Giorgio Perlasca, diventato famoso grazie al libro La banalità del bene di Enrico Deaglio, da cui è stato trattpo il film per la TV Giorgio Perlasca - Un eroe italiano, è considerato davvero uno degli eroi della Seconda guerra mondiale, perla sua intensa opera di assistenza agli ebrei ungheresi durante il periodo delle deportazioni naziste nei campi di concentramento e sterminio. Lo è al punto che gli è stato dedicato anche un fumetto.

Perlasca non fu da subito un fervente antifascista, tutt'altro. Originario di Como, aderisce con entusiasmo al fascismo nei primissimi anni del movimento. Parte come volontario per l'Africa orientale e poi per la Spagna, che al tempo era impegnata nella guerra civile: è qui che Perlasca combatte nelle file di Francisco Franco. Ma qualcosa accade al suo ritorno in Italia: pur non prendendo del tutto le distanze dal fascismo, si mostra scettico sia sull'alleanza di Mussolini con Hitler, sia con la promulgazione delle leggi razziali nel 1938.

GIORGIO PERLASCA E LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la vita di Perlasca inizia a cambiare. Viene inviato come incaricato d’affari ad Est con lo status diplomatico.All'epoca dell'armistizio si trova a Budapest: rifiuta di aderire alla Repubblica sociale italiana e per questo viene internato diversi mesi in un castelloper diplomatici.

Quando iniziano le deportazioni e le violenze, nel 1944, riesce a sfuggire ai controlli e si nasconde prima presso conoscenti e poi presso l'Ambasciata spagnola, dove inizia a lavorare insieme all'ambasciatore per rilasciare i salvacondotti per i cittadini ungheresi di origine ebraica. Quando l'Ambasciatore fugge a seguito dell'insediamento dell'ultimo governo ungherese filonazista, Perlasca si finge suo sostituto e prosegue nel suo lavoro, evitando la deportazione di 5218 ebrei.

PERLASCA: LA SCOPERTA DELLA STORIA

Dopo l'arrivo dei sovietici e un breve periodo di prigionia - Perlasca viene rilasciato poco dopo - l'uomo torna a casa e resta nella completa riservatezza fino agli anni '80, quando alcune donne ungheresi di origine ebraica si mettono alla ricerca dell'uomo che aveva salvato loro la vita. Solo allora la storia di Perlasca, fino ad allora nascosta anche alla sua famiglia, viene finalmente allo scoperto ed emerge.

Perlasca muore nel 1992, riconosciuto come Giusto tra le nazioni.

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