Giornata della memoria: chi sono i negazionisti dell'Olocausto

Di Veronica Adriani.

Credono che la Shoah non sia mai esistita, negano la storia e gli eventi dell'Olocausto. Chi e quanti sono i negazionisti secondo un'indagine Eurispes

NEGAZIONISTI DELLA SHOAH

Chi sono i negazionisti della Shoah?
Chi sono i negazionisti della Shoah? — Fonte: getty-images

Il 27 gennaio in tutto il mondo si ricorda l'Olocausto, attraverso la Giornata della memoria. Eventi online, posa di nuove pietre d'inciampo, testimonianze dei superstiti della Shoah, letture da Primo Levi: tutto serve a tenere i riflettori puntati su un avvenimento della storia che è importante non dimenticare.

Eppure c'è chi, secondo un'indagine Eurispes, non crede a nulla di tutto questo. C'è chi sottovaluta la portata degli eventi, chi minimizza il numero di vittime, chi ritiene che gli atti antisemiti siano bravate di poco conto. Sono i negazionisti della Shoah, e, secondo l'indagine sopra citata, sono in aumento di anno in anno.

Leggi: L'indagine Eurispes sull'antisemitismo

Ascolta su Spreaker.

EURISPES: INDAGINE SULL'ANTISEMITISMO

Ma cosa dice esattamente l'indagine Eurispes, volta a indagare gli stereotipi antisemiti fra gli italiani?

Il dato più significativo che emerge riguarda il numero di persone che ad oggi negano l'esistenza dell'Olocausto: in 15 anni si è passati dal 2,7% al 15,6% di ottobre 2020.

Altri dati:

  • Per il 16,1% l'Olocausto "non avrebbe prodotto così tante vittime come viene sostenuto"
  • Per il 23,9% gli ebrei controllerebbero il potere economico e finanziario
  • Più di un quinto degli italiani sosterrebbe che gli ebrei controllino l'informazione
  • il 26,4% riterrebbe che gli ebrei determinino le scelte politiche americane.

Si legge nell'indagine che:

Secondo la maggioranza degli italiani, i recenti episodi di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un reale problema di antisemitismo nel nostro Paese (61,7%). Al tempo stesso, il 60,6% ritiene che questi episodi siano la conseguenza di un diffuso linguaggio basato su odio e razzismo. Per meno della metà del campione (47,5%) gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Per il 37,2%, invece, sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo.

E i giovani come si collocano rispetto a questi dati?

I cittadini più giovani sono meno propensi a definire gli episodi antisemiti come casi isolati: lo fa meno della metà dei 18-24enni (46,7%) ed il 50,8% dei 25-34enni.

GIORNATA DELLA MEMORIA 2021

Per approfondire la Shoah e i temi legati all'Olocausto, puoi leggere: