Giorgia, un occhio alle STEM tra Ingegneria e Informatica

Di Veronica Adriani.

Giorgia Casetta è al suo ultimo anno in un liceo linguistico toscano. Nel suo futuro vede le STEM, indecisa fra Ingegneria Biomedica e Informatica

STEM: SCIENCE, TECHNOLOGY, ENGINEERING, MATHEMATICS

Giorgia Casetta, 18 anni, al suo ultimo anno di superiori
Giorgia Casetta, 18 anni, al suo ultimo anno di superiori — Fonte: photo-courtesy

Giorgia Casetta ha 18 anni e viene dalla provincia di Grosseto. È al suo ultimo anno di liceo linguistico, e quest'anno affronterà l'Esame di Maturità 2018. La predilezione per le materie scientifiche la porterà all’università sulla strade di una disciplina STEM – acronimo che sta per Science, Technology, Engineering, Mathematics. Ovvero – in parole povere – una disciplina scientifica incentrata su scienza, matematica, ingegneria o tecnologia.

STEM GAP DI GENERE

Moltissime scuole, università e aziende hanno iniziato negli ultimi anni a incentivare l’iscrizione delle donne nel settore scientifico, coscienti che il gap di genere attualmente così consistente debba essere ridotto il più possibile nei prossimi anni. Non è solo un fatto di superamento dei pregiudizi, ma di consapevolezza che le donne possono apportare alla ricerca un punto di vista diverso, numericamente e qualitativamente consistente.

Giorgia sta ancora riflettendo sulla strada da prendere, ma le possibilità al momento sono due: “Vorrei scrivermi a Ingegneria Biomedica o Informatica all’Università di Pisa, mi piacciono fin da piccola” spiega. L’incoraggiamento nel tempo è arrivato, ma dopo qualche iniziale tentennamento: “Durante il mio percorso scolastico ho incontrato molti professori che mi hanno spinta ad abbandonare la mia scelta perché, frequentando il Linguistico, ritenevano che non studiassimo matematica ad un livello adeguato ad una facoltà scientifica” confessa. “Tuttavia il mio ultimo professore di matematica mi ha incoraggiata, come del resto la mia famiglia. I miei genitori sono molto felici di questa scelta e anche mio fratello, dato che abbiamo fatto scelte simili” continua. Poi conclude, scherzando: “I miei amici invece mi ritengono una pazza”.

STEM UNIVERSITÀ

Come spesso accade, un orientamento universitario che funzioni è alla base di scelte consapevoli. Così è stato anche per Giorgia: “Fortunatamente nella mia scuola ci sono state molte occasioni per ascoltare le presentazioni delle università e io da sola ho partecipato a vari open day” spiega. “La mia scelta è stata per un verso di convenienza per lavoro ma anche nata da una mia passione”. Una passione che non promette soluzioni facili, e lei lo sa: “Durante gli studi mi aspetto molto lavoro, molto stress e molta soddisfazione. Conosco il piano di studi, gli sbocchi professionali e ho sentito ragazzi impegnati in questo percorso” spiega Giorgia, che nonostante l’entusiasmo si abbatte per un momento quando immagina il suo futuro post-universitario: “Dopo gli studi sinceramente non mi aspetto nulla, perché al giorno d'oggi non lo vedo molto roseo il mio futuro…”.

Nonostante un po’ di pessimismo, riesce comunque a immaginarsi fra 10 anni: “È difficile: spero di essermi laureata, di lavorare, di avere una famiglia e abitare in Italia”. Tutte cose che si possono ottenere con studio, costanza, passione e un pizzico di fortuna. E magari con un occhio ai personaggi che la ispirano nella vita quotidiana: “Anna Frank, Margherita Hack e Malala Yousafzai. Perché hanno contribuito alla storia, alle scoperte e hanno reso grandi le donne”.

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