Giacomo Puccini: biografia e opere

Giacomo Puccini: biografia e opere A cura di Laura Morazzini.

Biografia e opere di Giacomo Puccini, compositore italiano tra i più importanti operisti del XIX secolo, autore della Madama Butterfly, La bohème, Tosca e Turandot.

1Tradizione di famiglia

Giacomo Puccini (1858-1924), 1904
Giacomo Puccini (1858-1924), 1904 — Fonte: getty-images

Giacomo Puccini è stato autore di melodrammi caratterizzati da grande sensibilità e raffinatezza, continuatore della tradizione operistica italiana dell’800 (fu considerato l’erede di Giuseppe Verdi).

Nato in una numerosa famiglia di musicisti di Lucca, tutti dediti alla composizione di musica sacra e all’insegnamento, e cresce nella casa di famiglia a Corte S. Lorenzo destinato a seguire la tradizione familiare. I suoi antenati sono maestri di cappella in Lucca da quattro generazioni, tutti hanno studiato alla scuola musicale di Bologna e sono componenti della confraternita musicale di Santa Cecilia della propria città, però Michele, il padre di Giacomo, muore prematuramente nel 1864 lasciando la moglie Albina vedova e incinta con appena sessantasette lire di pensione.

Manifesto per l'opera Turandot al Teatro alla Scala, 1926
Manifesto per l'opera Turandot al Teatro alla Scala, 1926 — Fonte: getty-images

La carica di maestro di cappella viene temporaneamente affidata dall’amministrazione comunale a Fortunato Magi, con l’impegno di mantenere l’incarico fino alla maggiore età del figlio maschio più grande, ma Giacomo ha altre ambizioni.

Riesce a frequentare il ginnasio e l’istituto musicale grazie all’aiuto di uno zio: inizialmente si iscrive nella classe di violino passando poi alla classe di composizione e contemporaneamente suona l’organo nelle chiese locali.  

Sembra che la passione per il teatro musicale nasca da un rappresentazione dell’Aida di Verdi alla quale assiste a Pisa nel 1876 e, anche se si rivela uno studente svogliato per quanto dotato, riesce a diplomarsi nel 1880 con il pezzo Messa a 4 voci.  

2Gli studi di Puccini a Milano

Statua di Giacomo Puccini a Lucca, 1990 circa
Statua di Giacomo Puccini a Lucca, 1990 circa — Fonte: getty-images

Grazie a una borsa di studio entra nel conservatorio di Milano, cuore dell’opera lirica italiana e della scapigliatura. Il giovane studente vive in una stanza in affitto praticando gli espedienti comuni a tanti colleghi: per non pesare ulteriormente sulla famiglia lontana cucina dei pasti nella stanza da letto invece di mangiare fuori, si nutre spesso di pane e cipolla, compra a credito e acquista con altri studenti squattrinati le partiture per studiare.

Dopo tre anni di studi con Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli, si diploma come compositore; nello stesso periodo conduce una vita da vero e proprio bohémien, frequentando assiduamente i teatri ed entrando in contatto con i più significativi esponenti della vita culturale cittadina.

Scrive due cose degne di nota: 

  • Capriccio sinfonico, brano per orchestra,
  • Le Villi, opera su libretto di F.Fontana.

Tenta il concorso Sonzogno per opere in un atto ma non ottiene risultato; ciononostante, nel 1884, l’opera con la quale ha tentato il concorso viene rappresentata al teatro Dal Verme, lo fa conoscere nell’ambiente e soprattutto lo fa notare dall’editore Giulio Ricordi. 

3Il rapporto con Giulio e l’incontro con Elvira

Elvira Bonturi (Lucca, 1860-Milano, 1930), moglie di Giacomo Puccini. Villa Puccini, Torre del Lago
Elvira Bonturi (Lucca, 1860-Milano, 1930), moglie di Giacomo Puccini. Villa Puccini, Torre del Lago — Fonte: getty-images

Giulio Ricordi inserisce Le Villi nel catalogo della sua casa editrice, con la richiesta di trasformarla in qualcosa più commerciale cioè un’opera a due atti, inoltre commissiona a Puccini una seconda opera lirica da scrivere per La Scala. Ricordi diventa un amico oltre che mecenate e, per permettergli di lavorare agevolmente, lo sostiene anche dal punto di vista finanziario passandogli uno stipendio mensile: il risultato è l’opera Edgar del 1889, che però si rivela un lavoro ibrido e non riuscito. 

Puccini accumula debiti con Ricordi e cerca di rimaneggiare l’opera, ma nel frattempo si permette un azzardo che potrebbe avere forti ripercussioni professionali. 

Tornato brevemente a Lucca, dà lezioni di pianoforte alla moglie di un commerciante, Elvira Bonturi; la donna, benché già sposata e madre di due figli, nel 1886 abbandona il marito e va a convivere con il compositore prima a Monza e poi a Milano, scatenando un grande scandalo. 

La gravidanza di Elvira viene tenuta segreta per evitare reazioni violente da parte del legittimo marito e tutta la corrispondenza tra Giacomo e le sorelle viene indirizzata a una cassetta presso la stazione ferroviaria di Lucca. Il loro unico figlio, Antonio, nasce a Monza il 23 dicembre 1886 e viene legittimato solo nel 1904 quando, alla morte del primo marito della madre, i genitori si sposano

4Il successo e un nuovo scandalo

La villa di Giacomo Puccini a Torre del Lago
La villa di Giacomo Puccini a Torre del Lago — Fonte: getty-images

Costretto spesso a vivere separato dalla compagna e il figlio, sia per rancori della famiglia di origine sia per le difficoltà finanziarie, Giacomo cerca nuovi libretti dopo la rottura con l’autore del libretto di Edgar. Dal 1891 si trasferisce stabilmente a Torre del Lago con compagna e figlio, evitando il ritorno a Lucca con i relativi pettegolezzi sulla sua famiglia e dedicandosi alla caccia, sua grande passione.

L’opera successiva è Manon Lescaut (1893), di ispirazione wagneriana, dove si manifesta la caratteristica delle sue opere future: un’eroina protagonista, la cui resa psicologica è attenta, profonda e tesa a commuovere il pubblico, anche perché, nonostante le azioni e le scelte compiute dal personaggio, l’epilogo della vicenda rimane tragico.

Nel frattempo la convivenza con Elvira si fa insostenibile: le numerose scenate di gelosia della donna (spesso più che giustificate) verso le rivali, culminano nel licenziamento e nelle pesanti accuse contro una giovane cameriera, Doria Manfredi. Doria si toglie la vita per il disonore nel 1908 e i suoi familiari denunciano Elvira, che viene condannata per persecuzione e calunnia. Giacomo risolve la cosa risarcendo i familiari e mettendo fine al rapporto con la moglie, che si trasforma in una convivenza da separati in casa.

5La fama internazionale di Puccini

Giacomo Puccini e l'opera La fanciulla del West, 1910
Giacomo Puccini e l'opera La fanciulla del West, 1910 — Fonte: getty-images

La nuova collaborazione con i librettisti Illica e Giacosa segna una svolta; nel 1896 con La bohème Puccini diventa compositore di fama.

Il sempre maggiore successo delle sue opere, Tosca (1900) e Madama Butterfly (1904) consolidano la sua reputazione in patria e all’estero. Nel 1910 per la prima volta, la prima di una sua opera si svolge fuori dall’Italia: La fanciulla del West viene rappresentata a New York e diretta dal maestro Arturo Toscanini.

La morte dell’amico Giulio Ricordi nel 1912 non rallenta la sua attività e l’anno dopo riceve da una casa editrice viennese l’incarico di scrivere un’operetta; solo la prima guerra mondiale mette un momentaneo freno alla sua produzione, segnando una frattura fra il compositore e a la realtà circostante: nel 1917 esce l’opera leggera La rondine, lavoro ironico ma poco incisivo e assolutamente lontano dalla sensibilità del pubblico, preoccupato per la guerra in corso.

6La Turandot incompiuta

Puccini cerca di aggiornarsi e si mette a studiare i contemporanei, in particolare i lavori di Claude Debussy, Richard Strauss, Arnold Schoenberg e Igor Stravinsky. Dal 1914 al 1919 musica tre opere in un atto, raccolte nel gruppo conosciuto come Il trittico

  • Il tabarro, opera melodrammatica,
  • Suor Angelica, opera sentimentale,
  • Gianni Schicchi, opera comica.
Giacomo Puccini e i suoi librettisti Illica e Giacosa, 1890
Giacomo Puccini e i suoi librettisti Illica e Giacosa, 1890 — Fonte: getty-images

Il pubblico però dimostra di preferire la popolarità delle sue opere precedenti e il maestro continua a cercare un modo per rinnovarsi: inizia ad occuparsi di quella che sarebbe diventata la sua ultima opera, basandosi su un testo teatrale di Carlo Gozzi.

Afflitto da dolori al collo, una diagnosi medica rivela al figlio che si tratta di un carcinoma laringeo; Antonio tiene nascosta la diagnosi e porta il padre in una clinica specializzata a Bruxelles, dove segue una cura sperimentale e in seguito subisce un intervento. Giacomo Puccini sopravvive all’operazione solamente pochi giorni e la Turandot rimane priva dell’atto che deve contenere il duetto finale tra i due amanti.

L’ultimo atto viene completato da Franco Alfano sulla base degli appunti lasciati da Puccini, e la prima viene eseguita alla Scala di Milano nel 1926.

7La fortuna di Puccini

Giulio Ricordi (Milano, 1840-1912)
Giulio Ricordi (Milano, 1840-1912) — Fonte: getty-images

Il successo di pubblico ottenuto da Puccini nella sua carriera è spesso contrapposto a una singolare opposizione della critica, che gli rinfaccia un certo provincialismo di fondo e scarso senso morale, soprattutto nel ruolo costantemente attribuito alle sue sfortunate eroine.

La sua poetica è caratterizzata dalla ricerca di un equilibrio tra il melodramma verdiano, le innovazioni dell’Opéra parigina e i valori del dramma delle opere di Wagner, ma è consapevole anche del lavoro degli Impressionisti e di Stravinsky.

Il suo metodo si basa per prima cosa sulla scelta della storia da rappresentare e sulla sua traduzione per il palco, la composizione musicale è solo successiva:

  • alta qualità melodica,
  • preziosismo sonoro,
  • intensità drammatica, anche se le azioni rappresentate sono semplificate al limite del didascalico,
  • introspezione psicologica.