Giacomo Leopardi e il pessimismo: tema svolto

Di Redazione Studenti.

Tema svolto da uno studente su Giacomo Leopardi e il pessimismo. Descrizione della poetica e delle fasi del pessimismo leopardiano.

GIACOMO LEOPARDI E IL PESSIMISMO: TEMA SVOLTO

Giacomo Leopardi e il pessimismo
Giacomo Leopardi e il pessimismo — Fonte: istock

Durante gli anni di grande agitazione per il suo pensiero, nello scrittore italiano Giacomo Leopardi cresceva un particolare coinvolgimento per il Romanticismo, che in Italia stava innalzando le prime prepotenti controversie. La sua adesione all'avvenimento fu intensa però chiusa, nel senso che i suoi saggi sull'argomento non vennero diffusi perciò non influenzarono sulla questione.

Il più integro di essi è sicuramente il Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica, del 1818, uno dei più significativi saggi relativi alla controversia tra classicisti e romantici, ma anche la prima effettiva espressione, della poesia del poeta Leopardi.

Nell’anno 1819, Leopardi fu colpito da una patologia agli occhi che lo obbligò ad un isolamento molto più sottolineato rispetto al suo solito vivere. Di questo momento spaventoso vi è la nascita della sua filosofia, che lo scrittore valuta come una sorta di tattica per rimanere vivo. Le fasi più importanti della vita di Leopardi furono sicuramente quelle intime ed interne: in lui avvennero cambiamenti radicali in ambito letterario, che lo videro transitare da una cultura istruita alla poesia. Si avvicinò verso un pensiero liberale e popolare allontanando con risolutezza la dura formazione religiosa avuta da giovane ragazzo e partecipando alle idee materialistiche dell'illuminismo. Davanti a questa osservazione è sicuramente evidente che l'essere umano viene considerato in totale balia di forze incontenibili, in un momento di quasi completa subordinazione ad un qualcosa che crudelmente porta al dispiacere, che viene calmata unicamente dalla morte o dal sonno. Questo senso di debolezza e di incapacità nei confronti dell'identica natura implicò un tenace pessimismo, che non deve essere esasperato. Esso rappresenta un elemento incessante della sua poetica e della sua mente, ma non ne rappresenta il nucleo centrale, in opposto in molti casi è nascosto o adesso superato. Gli studiosi hanno voluto identificare nelle sue opere letterarie tre differenti tipologie di pessimismo: quello personale e soggettivo, quello storico o progressivo e quello cosmico.

Il pessimismo personale iniziò già nel periodo giovanile del poeta, momento in cui egli non si sentiva in grado di poter vivere felicemente al contrario dei suoi contemporanei. Il pessimismo storico o progressivo rappresenta il movimento dallo stato di natura rousseauiano a quello razionale estinguendo gli abbagli e trasportando alla creazione graduale del pessimismo sostenuto dall'affanno della coscienza. Infine, rammentiamo il pessimismo cosmico, il cui ragione e la natura stessa, matrigna, mossa da leggi dinamiche incomprensibili che interessano tutti gli esseri della natura. Ed e proprio in questa occasione che il Leopardi ristabilisce il concetto di ragione, proprio perché questa si manifesta come la sola liberazione per l’essere umano, per attenuare la sofferenza delle sue innumerevoli sciagure. Per quanto riguarda la forma utilizzata, Giacomo Leopardi conserva l'insegnamento più considerevole di consonanza e di stabilità del classicismo, ma allo stesso tempo egli rappresenta un poeta romantico nello stile, perché si priva degli schemi della tradizione per indossare i panni di un poeta originale.

L'attività lirica del poeta ricopre il periodo che va dall’anno 1816 al 1836. Tra le canzoni di argomento civile ricordiamo All’Italia, Ad Angelo mai e L’ultimo canto di Saffo. L’opera denominata All'Italia rioccupa quel sentimento di patriottismo che si ritrovava anche nei poeti Foscolo e Parini.

Il primo grande entusiasmo poetico di Leopardi è rappresentato dagli Idilli, composti tra il 1819 e il 1821, ma pubblicati solo anni dopo. L’opera letteraria degli Idilli rappresenta una poetica nuova che segna il movimento ufficiale alla poesia del sentimento e delle emozioni.          

La poetica di Leopardi non corrisponde sicuramente con quella degli altri poeti romantici italiani. Infatti egli riuscì a contraddistinguersi dagli altri poeti attraverso un passaggio autonomo che lo portò a comporre opere eccezionali. In particolar modo, Leopardi allontanò qualsiasi situazione che fosse più vicino alla prosa che alla poesia, ogni intensità dal carattere semplice, con l’obiettivo di appoggiare la lirica pura. Altro elemento caratteristico della poetica leopardiana è l'identificazione delle sole forme di piacere interiore nelle poesie Infinito e Ricordi. Questa raccolta di Idilli, comprende: L’Infinito, La sera del dì di festa, Alla luna, Il sogno, La vita solitaria e Odi. La sera del dì di festa descrive la gesta del mondo, segnando che nemmeno le più grandi culture sono infinite e che la natura le lascia perire senza potersene occupare. Ma probabilmente è L'infinito la poesia più interessante ma allo stesso tempo difficoltosa di intendere del poeta Leopardi. Ovviamente è proprio l'infinito, ovvero l'impreciso, il nucleo centrale della poesia, inteso come fantasticheria imprecisa di sensazioni commuoventi ma imprendibili, al quale si accosta l'altro grande movimento poetico leopardiano, quello della rimembranza, manifestato con l'adattamento in spazi conosciuti dal giovane autore.

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    Domande & Risposte
  • In che cosa consiste il pessimismo di Leopardi?

    Il pessimismo in Leopardi nasce dalle sue precarie condizioni fisiche che lo portano a pensare che la morte possa essere migliore della vita. Al suo pessimismo contribuisce anche la visione romantica della morte, una condizione eroica piuttosto che una vita senza aspettative.

  • Che tipo di istruzione ricevette Leopardi?

    Leopardi ricevette la prima educazione da due precettori ecclesiastici ma in seguito si dedicò allo studio in solitudine nella biblioteca del padre: impara il greco, il latino, l’ebraico, si dedica alla filologia, traduce Omero, Esiodo, Virgilio, Orazio; studia la grande poesia italiana e approfondisce i filosofi illuministi.

  • Qual è la malattia di Giacomo Leopardi?

    La spondilite anchilosante.