Gerusalemme liberata e Orlando Furioso: confronto

Di Redazione Studenti.

Gerusalemme liberata e Orlando furioso: confronto fra proemi e struttura dei due poemi cavallereschi. Somiglianze e differenze fra Ariosto e Tasso

ORLANDO FURIOSO E GERUSALEMME LIBERATA

Una scena dall'Orlando furioso
Una scena dall'Orlando furioso — Fonte: getty-images

L'Orlando furioso e la Gerusalemme liberata, rispettivamente di Ludovico Ariosto e di Torquato Tasso, sono due poemi cavallereschi composti entrambi nel Cinquecento, eppure piuttosto diversi fra di loro.

Il poema di Ariosto è scritto in ottave e ha uno scopo celebrativo rivolto alla casata Estense. Presenta una forma aperta e priva di schemi precostituiti, dominata dalle azioni e dai comportamenti umani ma soggetta anche al caso. Per Ariosto le vicende cavalleresche e le questioni amorose hanno pari importanza e dignità: vengono messi in risalto i valori individuali e soggettivi.

Più tradizionale è invece il poema di Tasso,anch'esso composto in ottave ma avente struttura chiusa: l'oggettività ha più valore della soggettività, e i valori collettivi cono più importanti di quelli individuali.

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I MODELLI E L'ELEMENTO DEL MERAVIGLIOSO

Per comporre il suo poema, Ariosto prende a modello quelli medievali e i cantari popolari, oltre che alcuni autori classici, su tutti Virgilio e Ovidio. Tutte queste forme letterarie vengono poi rielaborate secondo la visione rinascimentale.

Ariosto non crea un’opera del tutto originale, ma una continuazione dell’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo. Tasso, di contro, utilizza come modello l’epica classica dell’Iliade e dell’Eneide.

Se Ariosto aggiunge al suo poema un elemento, il Meraviglioso, Tasso lo modifica. Ariosto è troppo libero e irregolare, e solo la storia può garantire oggettività. Tasso ricerca la verosimiglianza, e il meraviglioso ariostesco cede il passo, quindi, al meraviglioso cristiano, dove gli interventi soprannaturali sono derivanti dalle potenze paradisiache ed infernali.

CONFRONTO TRA PROEMI

Vediamo brevemente le differenze fra i due proemi:

  • Il proemio dell'Orlando Furioso presenta l’argomento dell’opera, l’invocazione delle muse e la dedica al signore. Fa riferimento per lo più al mondo epico-cavalleresco.
  • Il proemio della Gerusalemme liberata somiglia a quello dell'Orlando furioso, ma fa riferimento soprattutto al mondo classico

SCOPI E TEMI

Ariosto sceglie il poema cavalleresco non solo per intrattenere, ma anche per poter sperimentare con maggiore facilità il gran numero di intrecci di cui si compone la trama.

Tasso, di contro, vuole sì intrattenere, ma anche presentare un insegnamento morale: il suo poema si adegua ai canoni dell'epoca sia a livello di contenuto che di forma. Crea il perfetto poema cristiano, secondo i canoni della Controriforma, ma anche il perfetto poema epico sulla base dei dettami di Aristotele.

Lo stile di Ariosto è armonico ed equilibrato. Propone un nuovo stile percorso da tensioni interne, ricco di colore e musicalità, che rispecchi il complesso mondo interiore. Lo stile è medio, tendente al realistico, quotidiano e comico.

Tasso di contro presenta una poesia fatta di contrasti, ma fatta anche di uniformità, compostezza ed equilibrio.

ARIOSTO E TASSO: TEMI DEI POEMI

Le tematiche principali in Ariosto e Tasso sono tre: Amore, guerra e religione. Mentre Ariosto si basa su leggende carolingie per creare la sua storia fatta d'amore e follia d'amore, Tasso celebra la chiesa, l’eroismo guerresco e le identità religiose.

Nell’Orlando furioso si parla della guerra tra Carlo Magno e i Saraceni, mentre la Gerusalemme narra la conquista di Gerusalemme e la liberazione del Santo Sepolcro, durante le prima crociata. I fatti storici sono reali, ma mentre in Ariosto sono utili per inserire fantasia e finzione, Tasso racconta questioni attuali, dato l’avanzamento turco nel Mediterraneo.

  • L'amore
    Ariosto si ricollega alla tradizione cavalleresca: Orlando è un perfetto amante cortese, che idealizza Angelica trasformandola in creatura di assoluta perfezione, da adorare e servire. La follia del protagonista, però, rovescia le concezioni cortesi presentando l’amore non come l’innalzamento spirituale, ma come caduta verso una condizione animale. Tasso presenta come dominante il progetto dell’impresa militare, comprimendo ogni altro valore. L’amore è mostrato come una forza essenzialmente negativa, che si oppone al compito eroico dei guerrieri.
  • La guerra
    La guerra di Ariosto controbilancia gli avvenimenti dei cavalieri. È una guerra cavalleresca, che segue i valori cortigiani della generosità, dell’onore e della fedeltà al signore. L’autore ingentilisce la guerra, rendendola poetica e cavalleresca, i duelli sono poco descritti nell’Orlando, vi è un maggior interesse per la trama, in quest’opera si combattono più guerre (contro i mori e per la conquista di Angelica, tra follia e ragione). Tasso presenta invece una guerra vera e violenta, con duelli dettagliati, realistici e cruenti. Il conflitto è soprattutto quello tra anima e corpo. Nella guerra ariostesca gli eroi sono motivati soltanto dai propri amori e desideri, è una battaglia ideale governata dai valori cortesi, anche se Ariosto riconosce la loro caduta e ne propone un abbassamento. La guerra di Tasso è invece motore di tutto, sia per i pagani che per i cristiani. ma mentre i primi credono che la vittoria sia dono del cielo, i secondi combattono per l’onore personale. La battaglia è uno scontro tra i valori rinascimentali (i pagani) e quelli controriformistici (i cristiani).
  • La religione
    Ariosto ha una visione abbastanza positiva del mondo: vede nell’uomo e nella religione la capacità di capire il mondo e la natura e la possibilità di piegare quest’ultima al proprio volere. La fede in Ariosto non è fondamentale, ma un dato storico. Per Tasso la fede è l’argomento centrale del poema, al punto che dirige le azioni dei personaggi. L'autore vede nella religione e nella fede la vera interpretazione del mondo, gli unici valori ideali da seguire. E così, se in Ariosto vi sono molti eroi, Tasso ne mostra uno solo.