George Sand: biografia, libri e la Storia della mia vita

George Sand: biografia, libri e la Storia della mia vita A cura di Elisabetta Garieri.

Vita e opere di George Sand, scrittrice francese anticonformista, autrice di novelle, romanzi e drammi teatrali. Trama e analisi del suo scritto più noto: Storia della mia vita

1Biografia di George Sand, una donna indipendente

George Sand, 1864
George Sand, 1864 — Fonte: getty-images

Aurore Dupin nacque a Parigi nel 1804, anno in cui il codice napoleonico peggiorò la condizione delle donne in tutta Europa, tanto che, mentre Madame de Staël veniva censurata, lei scrisse per tutta la vita con lo pseudonimo maschile di George Sand.  

Figlia di un aristocratico, discendente diretto del re di Polonia Augusto II, e di una popolana, è conosciuta come la prima donna ad aver vissuto della sua scrittura. Dopo la morte del padre in seguito a una caduta da cavallo, crebbe con la madre e la nonna, che aveva una tenuta a Nohant, nella provincia storica del Berry. Lì venne educata dal precettore Deschatres, fino a che non fu inviata a Parigi in convento, come si doveva a una ragazza di buona famiglia.  

Tornata nel Berry, lesse moltissimo, formandosi con Rousseau, e alimentò i pettegolezzi del vicinato facendo lunghe corse a cavallo, spesso, per comodità, vestita da uomo. A diciotto anni venne data in sposa all’ereditiere Casimir Dudevant, con il quale, come scrisse in seguito, non fu mai soddisfatta. Iniziò ben presto ad avere degli amanti: si vociferava che la sua seconda figlia fosse di uno di loro. 

Aurore era un animo ardente, sempre in cerca di nuove passioni; viene anche definita “dongiovanni al femminile”: nessuno come lei scatenò la veemenza dei detrattori, suoi illustri contemporanei, contro il suo stile di vita, anticonformista e libertino, e la sua vasta produzione letteraria, considerata di scarso pregio.  “Che alcuni abbiano potuto infatuarsi di questa latrina, non è che la prova dell’avvilimento degli uomini del nostro secolo”, diceva di lei Baudelaire.  

2Libri di George Sand: primi romanzi, periodo romantico

Nel 1831 Aurore lasciò il marito e andò a vivere a Parigi con l’amante del momento, lo scrittore Jules Sandeau. I due scrissero un romanzo a quattro mani, Rose et blanche, che firmarono J. Sand, dal nome di lui. La passione di Aurore per la scrittura era di lungo corso – la abitava fin dalla più tenera età – e lei continuò a scrivere a un ritmo forsennato, che Sandeau non riuscì a seguire. 

Residenza di George Sand: il castello della Vallee Bleue a Saint-Chartier, Indre (Francia)
Residenza di George Sand: il castello della Vallee Bleue a Saint-Chartier, Indre (Francia) — Fonte: getty-images

Nel 1832 terminò da sola il romanzo Indiana, elogiato sul quotidiano La caricature, da un redattore di nome Balzac. In Indiana la protagonista omonima, che vive in campagna con un marito egoista e un cugino apparentemente ignavo, sogna un amore che vada oltre le convenzioni e i pregiudizi, finché, rimasta vedova, non si installa nella colonia francese di Bourbon (nome di fantasia per La Réunion) assieme al cugino, lontano dalle corruzioni della civiltà. Il romanzo si caratterizza per:
- Il lirismo romantico;
- Il tema del matrimonio e del ruolo della donna nella società.  

Per firmare Indiana la scrittrice mantenne il cognome “Sand” e inventò il nome “George”, dall’inglese, che aveva studiato in convento: era nata una scrittrice, che si vestiva da uomo e fumava la pipa

Diventò amica della famosa attrice Marie Dorval, amata da Alfred de Vigny, scatenando la gelosia di lui, che la descriveva così: “Senza grazia nel portamento, con una parlata rude. Uomo nell’aspetto, nel linguaggio, nel suono della voce e nella spudoratezza degli argomenti”.

George Sand fuma la pipa e indossa un abito maschile, 1835
George Sand fuma la pipa e indossa un abito maschile, 1835 — Fonte: getty-images

Nel 1833 pubblicò Leila, romanzo in cui la ricerca di assoluto dei personaggi ricorda quella presente in Byron. L’autrice in seguito ne censurò dei passaggi, in cui parlava della sua passione inestinguibile, ritenendoli troppo autobiografici.   

Visse un’avventura con Prosper Mérimée, ampiamente documentata da una lettera di quest’ultimo, quindi incontrò Alphred de Musset, con cui ebbe una relazione, passionale ma non esclusiva, che raccontò in Elle et lui (Lei e lui), del 1859. 

3Pensiero di George Sand: impegno politico e idilli campestri

George Sand (Aurore Dupin) vestita da uomo, 1834
George Sand (Aurore Dupin) vestita da uomo, 1834 — Fonte: getty-images

Dopo aver chiuso con Musset, Sand tornò a Nohant, dove conobbe un avvocato discepolo di Babeuf. Da sempre sensibile al destino delle classi popolari, da cui proveniva la sua stessa madre, Sand iniziò ad affrontare, nei suoi scritti, i temi relativi alle condizioni di tutti i soggetti subalterni, non solo delle donne

Vicina al cattolicesimo sociale, scriveva sul giornale di Lamennais le Monde, difendendo tra le altre cose l’uguaglianza tra i sessi. Fondò anche un suo giornale, La révue indépendante (La rivista indipendente), ispirandosi alle idee di Lamennais e a quelle di Giuseppe Mazzini. L’impegno politico si riversò anche nei suoi libri, come Le compagnon du tour de France (1841), che ruota attorno alla riconciliazione tra le classi sociali. 

Chopin
Chopin — Fonte: getty-images

Nel 1837 incontrò il musicista Frédéric Chopin, con cui restò per molti anni, fino a che le attenzioni di lui per sua figlia non interruppero la relazione.  

Nei periodi passati a Nohant, scrisse diversi idilli bucolici, tra cui La mare au diable (La palude del diavolo), del 1846. Nel 1847 iniziò a scrivere l’autobiografia L’histoire de ma vie (Storia della mia vita). 

Si impegnò nella rivoluzione del 1848, e fu incaricata di redigere il Bulletin de la République (Bollettino della Repubblica): il vero e proprio invito alla rivolta contenuto nel n°16 le venne rinfacciato a lungo.   

Tornata a Nohant, una volta finita la rivoluzione, Sand scrisse un altro idillio campestre, La petite Fadette (La piccola Fadette), del 1849. Collaborò con Alexander Dumas figlio, poi con Flaubert, di cui divenne amica, e che la chiamava “mon troubadour” (“il mio trovatore”).   

Quando morì, nel 1876, aveva scritto più di un centinaio di opere, e, anche se non era mai stata ammessa all’Academie française, il suo successo era innegabile. Victor Hugo dichiarò: “Piango una morta, saluto un’immortale”.

4Storia della mia vita: L’Histoire de ma vie

George Sand: dipinto nel 1849 da Theopile Kwiatkowski
George Sand: dipinto nel 1849 da Theopile Kwiatkowski — Fonte: getty-images

Nel 1847, a 42 anni, Sand iniziò a scrivere L’Histoire de ma vie (Storia della mia vita), progetto autobiografico definitivo, dopo i tentativi delle Lettres d’un voyageur (Lettere di un viaggiatore), del 1837, e di Un hiver à Majorque (Un inverno a Maiorca), del 1842. 

Nel 1855, la versione finale dell’opera, che avrà una storia editoriale travagliata, non contava meno di 20 volumi, scritti nel corso di otto anni, e comparsi inizialmente in feuilletons (ben 138) sul quotidiano La presse, anche per far fronte a necessità economiche: il pubblico era avido di conoscere i dettagli pruriginosi di una vita considerata scandalosa. Queste aspettative però furono deluse. 

Statua di George Sand di François Sicard nei Giardini del Lussemburgo, Parigi
Statua di George Sand di François Sicard nei Giardini del Lussemburgo, Parigi — Fonte: getty-images

La cronologia vaga e gli pseudonimi, inseriti per proteggere le persone citate, sono solo alcuni degli aspetti che dimostrano come l’autrice non intendesse passare in rivista i suoi errori per meglio discolparsene, come secondo lei accadeva nelle autobiografie illustri dei suoi contemporanei: una su tutte, Les confessions (Le confessioni) di Rousseau. La scrittura autobiografica corrispose invece alla sua costruzione identitaria di scrittrice, di donna indipendente che viveva del suo lavoro

Si rifiutò di scrivere solo per sé stessa: volle dare una prospettiva generazionale al suo racconto perché, scrisse, “tutte le esistenze sono solidali le une con le altre”, e in particolare esiste “una solidarietà propria alle vittime della condizione femminile”. Histoire de ma vie è il racconto di una donna libera, che fu artefice del proprio destino grazie alla pratica della scrittura, ma che fu anche sensibile alle disuguaglianze sociali, consapevole di come i privilegi della sua condizione aristocratica l’avessero avvantaggiata nel processo di emancipazione.  

Marie Dorval (1798-1849): attrice francese, amica di Geroge Sand
Marie Dorval (1798-1849): attrice francese, amica di Geroge Sand — Fonte: getty-images

L’opera è divisa in cinque parti:
L'histoire d'une famille de Fontenoy à Marengo (Storia di una famiglia da Fontenoy a Marengo): storia della famiglia di suo padre, che partecipò con Napoleone alla battaglia di Marengo.

Mes premières années (I miei primi anni): storia dei genitori, del loro incontro, e dei primi anni di vita di Aurore, funestati dalla morte di un fratello, poi del padre.

De l'enfance à la jeunesse (Dall’infanzia alla giovinezza): l’educazione di Aurore tra due donne, la madre e la nonna, e il precettore Famosa la riflessione sulla bellezza, quando Sand parla di come non si rassegnò mai ad anteporre la cura del corpo, raccomandata alle ragazze, allo studio, allo svago all’aria aperta, all’esercizio della forza; affermando di risultare non bella secondo i canoni dell’epoca.

Du mysticisme à l'indépendance (Dal misticismo all’indipendenza): il periodo del convento, poi il matrimonio e il figlio.

Vie littéraire et intime (Vita letteraria e intima): come Aurore Dupin diventò George Sand, dal trasferimento a Parigi ai primi lavori fino alla morte del fratellastro Hyppolite nel 1848. 

5Guarda il video sull'emancipazione femminile