Generi letterari: definizione, tipologie e generi più diffusi

Generi letterari: definizione, tipologie e generi più diffusi A cura di Antonello Ruberto.

Caratteristiche e definizione dei generi letterari, tipologie di scritture che si differenziano tra loro a seconda del ritmo, forma, trama, stile...

1I generi letterari: caratteristiche distintive

Teatro Regio di Torino, 1752. Collezione di Palazzo Madama, Torino
Teatro Regio di Torino, 1752. Collezione di Palazzo Madama, Torino — Fonte: getty-images

La letteratura è una forma di comunicazione e come tale è dotata e connotata da specifici codici e modalità comunicative che ne determinano la qualità e il senso. Ciascuna forma letteraria nasce e si sviluppa in un particolare contesto che ne determina la forma, ha dei destinatari più o meno precisi, e possiede specifiche peculiarità di scrittura e modelli di riferimento.  

Il teatro, ad esempio, ha il suo contesto nell’ambito della rappresentazione pubblica, ed il testo teatrale ha una codificazione immediatamente riconoscibile, essendo costituito su base essenzialmente dialogica, e con sequenze narrative, descrittive o di altro genere inesistenti, o comunque ridotte al minimo.  

Oltre al teatro, le principali categorie letterarie sono la poesia e la prosa, entrambe dotate di ambiti comunicativi diversissimi fin dall'antichità: la prosa è la forma della memorialistica, della giurisprudenza e della Storia, opere che hanno la necessità e la finalità di essere dirette e chiare, immediatamente comprensibili anche dai lettori meno preparati, basti pensare alle opere di Cesare, Cicerone e Sallustio per fare gli esempi più celebri, o alle raccolte di diritto che dal mondo romano sono arrivate fino ai nostri giorni attraverso le codificazioni medievali.  

Completamente diversa è l'ambito e la funzione della poesia, un genere letterario definito dal fatto di essere scritto in versi, con scelte metriche ben distinte tra i vari generi. La poesia, sia nelle età arcaiche e classiche che nel medioevo, è strettamente legata alla musica e perciò alla sua diffusione in ambito pubblico. Diversamente dagli esempi precedenti della scrittura in prosa, però, alla poesia sono affidati messaggi carichi di significati metaforici, mitici, solenni, mistici

2La poesia tra lirica ed epica

Alla radice della letteratura occidentale ci sono i poemi omerici, l'Iliade e l'Odissea: entrambi sono ormai considerati un insieme di canti nati nell'ambito della nobiltà guerriera greca, tramandati oralmente e infine raccolti per formare un insieme coerente; nelle due opere le vicende umane si uniscono a quelle divine, portando la narrazione su di un piano irreale. 

Virgilio
Virgilio — Fonte: getty-images

La stessa ambientazione emerge nell'altra grande opera epica dell'antichità, quella del latino Virgilio che nell'Eneide narra, ambiziosamente, l'epopea di Enea e le radici della città di Roma; destinata ad un pubblico colto, quest'opera aveva l'obiettivo di dare autorità e prestigio al nuovo governo di Ottaviano.    

Le opere omeriche e l'Eneide hanno in comune uno stile comunicativo solenne, funzionale alla celebrazione del potere e di chi lo esercitava.    

Queste opere disegnano un modello, quello della poesia epica: opere che raccontano, in tono elevato, avvenimenti di un passato mitico in cui la distinzione tra l'umano e il divino non è facilmente distinguibile. Questo modello sarà vivo ancora nel medioevo, nelle saghe arturiane e nelle chansons de geste francesi, ed in opere come l'Orlando furioso dell'Ariosto e la Gerusalemme Liberata del Tasso, contrassegnate dalla presenza di personaggi archetipici e dall'essere ambientati in un tempo antico dai contorni quasi indefiniti e ricchi di influenze magiche, e dall’avere l’alta società cortigiana come destinatari naturali del racconto cavelleresco. 

Dante Alighieri
Dante Alighieri — Fonte: getty-images

Un discorso a parte meritano opere di respiro filosofico o teologico come il De rerum natura di Lucrezio, in cui vengono illustrati i presupposti della dottrina epicurea, e la Commedia di Dante Alighieri, sorta di poema teologico, in cui l'autore/protagonista compie un simbolico viaggio di purificazione ed elevazione spirituale attraverso i tre regni ultraterreni. 

Al netto del posto privilegiato dell'epica è la poesia, intesa in senso ampio, ad avere una rilevanza particolare nella letteratura antica e ad essere il genere letterario più importante fino alla prima età moderna, quando cioè compare il romanzo.  

L'ode, la satira, il sonetto sono solo alcune delle forme metriche in cui la poesia viene espressa e scritta, e ciascuna segna i diversi ambiti espressivi: il sonetto, ad esempio, viene talmente usato dai poeti italiani, come Petrarca per fare l'esempio più illustre, da diventare una sorta di “marchio di fabbrica”.  

3La prosa del romanzo

Ovviamente sia il mondo antico che in quello medievale conoscono e producono importanti esempi di letteratura in prosa, nel mondo latino gli esempi più illustri sono dati da Petronio con il suo Satyricon e dall’Asino d’oro di Apuleio: il primo libro racconta le disavventure del protagonista Encolpio, ed apre una finestra sui vizi della società romana, mentre Apuleio narra del giovane Lucio, trasformatosi in asino e dei suoi viaggi in regioni piene di magia.  

Il Decameron di Boccaccio è senz’altro tra i libri più famosi del medioevo: un gruppo di giovani si rifugia in campagna per sfuggire alla peste, e passa le giornate raccontando le varie, irriverenti storie che vanno poi a comporre il libro; l’opera di Boccaccio però, si connota più come una raccolta di novelle, che come un’opera di finzione, una creazione coerente con una storia ed una complessità strutturale, un romanzo, insomma.  

La svolta si ha nel XVI sec., con la pubblicazione di opere come Gargantua e Pantagruel di Rabelais, e Don Chisciotte di Cervantes: è il romanzo dello spagnolo (che la critica definisce come il primo romanzo moderno) ad avere un valore specifico, perché sovverte i paradigmi del poema cavalleresco. Tuttavia, il romanzo si affermerà come genere letterario solo sul finire del Settecento. 

Don Chisciotte e Sancho Panza
Don Chisciotte e Sancho Panza — Fonte: getty-images

Nel frattempo la scrittura in prosa continua ad essere utilizzata per i trattati di tipo filosofico e scientifico anche con soluzioni originali, come per L’Utopia di Thomas More, in cui la descrizione della società ideale è affidata alla memoria di un viaggiatore che ha visitato un’isola immaginaria, e il Dialogo sopra i due massimi sistemi, in cui Galilei afferma il valore del sistema copernicano utilizzando la forma di un dialogo che riecheggia quello di stampo umanistico

La rivoluzione del romanzo parte dalla fine del XVIII secolo con le opere di letterati come Defoe, Swift, Richardson o Montesquieu che attraverso racconti di stampo moralistico o ironico, criticano la società contemporanea; nello stesso periodo si afferma il romanzo di genere picaresco, che racconta l'ascesa sociale del protagonista nonostante il difficile ambiente sociale. 

Queste opere hanno spesso forma diaristica o epistolare, che favorisce gli autori nella ricerca di un’identificazione sempre più marcata del punto di vista narrativo con quello del protagonista. 

Inizia così l’affermazione del romanzo come forma letteraria in grado di aprirsi ad un numero ampio di generi e sperimentazioni, in grado di unire finzione e verosimiglianza nei modi più disparati, dando agli autori la possibilità di indagare e raccontare gli stati d’animo dei vari personaggi, e coinvolgere il lettore in maniera inedita nel racconto. 

Nell'Ottocento si diffondono, sull'onda dei sentimenti romantici e patriottici, romanzi epistolari come il Wether di Goethe o l'Ortis di Foscolo; oppure romanzi storici come l'Ivanhoe di Scott e i Promessi Sposi di Manzoni, opera che si caratterizza per la grande attenzione all'aspetto linguistico.  

Il Novecento è invece il secolo della sperimentazione e dalle avanguardie, del romanzo psicologico di autori come Svevo, Woolf e Joyce, in cui la ricerca di un'immedesimazione del punto di vista del narratore con quello del protagonista porta a stravolgimenti importanti, e a dare al flusso di coscienza un'importanza tale che persino il piano temporale dell'intreccio risulta completamente sconnesso dalla fabula.  

Il giardino di Tolkien
Il giardino di Tolkien — Fonte: getty-images

Altri generi letterari tentano una differente relazione con il lettore: il fantasy e quello fantascientifico, ad esempio, tentano una rivisitazione moderna dell'epica antica ambientando le loro storie in passati o futuri remoti. 

È il caso del Signore degli anelli di Tolkien, ambientato in un passato medievaleggiante popolato di elfi e maghi, o dell'epopea della Fondazione di Asimov che si svolge in un futuro in cui la razza umana ha cominciato ad abitare l'intera Galassia. Ambientazioni ucroniche che danno modo agli autori di raccontare, traslandole, i problemi del loro tempo: per Tolkien il dramma della Prima Guerra Mondiale, per Asimov le ansie della Guerra Fredda e del progresso tecnologico. 

    Domande & Risposte
  • Cos'è un genere letterario?

    La definizione dei generi letterari (il teatro, la poesia e la prosa) è una questione molto dibattuta sin dal Rinascimento. Una classificazione è stata fatta ma il genere letterario resta un concetto in evoluzione.

  • In base a quali caratteristiche si classificano i generi letterari?

    La forma, i destinatari, specifiche peculiarità di scrittura e modelli di riferimento.

  • Quando è iniziata la discussione sui generi letterari?

    Nel Rinascimento.