Generazione Z: è la passione, più delle prospettive di lavoro, a comandare sulle proprie scelte di studio

Di Redazione Studenti.

12mila utenti hanno risposto alle domande dell'indagine di Studenti.it, che verrà presentata oggi alla prima tappa del Job Day Tour a Milano

ORIENTAMENTO, FORMAZIONE E LAVORO

Cosa pensano i giovani della formazione post scolastica? Studenti.it, il brand di Gruppo Mondadori primo su Audiweb nel segmento Educational con 4,3 milioni utenti, lo ha chiesto ai suoi utenti attraverso una indagine online che verrà presentata oggi al Mondadori Megastore di via Marghera in occasione del Job Day Tour, che prevede altre quattro tappe in Italia. L’iniziativa organizzata da Mondadori Store in collaborazione con Digital Generation - la NewCo di HRC Group - mette insieme i temi dell'orientamento in un'occasione di confronto tra nuove generazioni e mondo aziendale.

Cosa studiare? La passione personale conta più delle esigenze del mercato - Quando si tratta di scegliere il percorso di studi a vincere è la passione personale. Ci si vuole formare su ciò che piace e sono ancora pochi quelli che scelgono in base alle prospettive occupazionali. Alla domanda qual è il criterio che guiderà o ha guidato la scelta del tuo percorso accademico, sceglie “di pancia” il 49% degli intervistati; subito dopo – ma molto al di sotto – con il 19%, vengono  le richieste del mondo del lavoro, per l’8% degli intervistati conta la sede dell’Ateneo mentre il 5% si affida ai consigli di parenti e amici.

Alternative alla formazione universitaria? Il riconoscimento delle proprie competenze e più apprendistato - Per molte aziende la laurea non è più tra i requisiti fondamentali per ottenere un lavoro. Quando si chiede agli studenti quali potrebbero essere le alternative allo studio post maturità il 33% vorrebbe un sistema per certificare le proprie competenze e il 29% più apprendistato durante la scuola. Tuttavia il 38% insiste comunque per il rinnovamento del sistema accademico (da allineare alle esigenze del mercato del lavoro).

L’orientamento c’è ma bisogna fare di più per 6 studenti su 10 - Ai ragazzi sembrano a volte mancare le informazioni, gli strumenti per scegliere bene e con consapevolezza. Al termine della terza media entrano in contatto con l’orientamento il 68% dei ragazzi e alla fine della scuola superiore il 59% ma gli studenti non sempre risultano soddisfatti: dopo le medie si dichiara soddisfatto dell’orientamento ricevuto  il 39% che diventa il 41% dopo le superiori. Esiste dunque circa un 60% di popolazione studentesca  che o non riceve servizi di orientamento oppure non ne è pienamente soddisfatta.

Favorevoli a tirocini/stage più di 8 studenti su 10 -  La formazione sul campo, i tirocini – non sempre visti di buon occhio in passato – oggi sono considerati uno strumento utile dall’83% degli intervistati (per il 51% anche se non retribuiti) mentre solo il 17% preferirebbe­­ evitarli (solo per il 9% è una forma di sfruttamento).

Il lavoro dei sogni? Quello da libero professionista – La maggior parte degli studenti, il 24,2%, ha espresso il desiderio di lavorare in proprio o, per il 21,4%, di essere parte di una grande azienda. Il 13,1% sceglie un impiego nella pubblica amministrazione mentre solo l’8,6% vorrebbe inserirsi nel mondo delle startup.

Orientamento e lavoro: sono web e scuola/università le prime fonti a cui attingere – Il 32% degli intervistati quando si tratta della ricerca di opportunità e offerte di lavoro conferma di rivolgersi ai siti che offrono supporto allo studio, mentre il 27% si affida al parere dei professori, a scuola o in università. Il 22% si fa aiutare da famiglia e amici mentre il 9% si affida alla comunicazione di istituzioni e aziende. Solo una piccola parte si affida ai media tradizionali e ai social network.