Alle fronde dei salici di Quasimodo: testo e commento

Di Marta Ferrucci.

Alle fronde dei salici di Salvatore Quasimodo: testo della poesia, analisi e commento del componimento

ALLE FRONDE DEI SALICI: TESTO DELLA POESIA

Alle fronde dei salici di Quasimodo: testo e commento
Alle fronde dei salici di Quasimodo: testo e commento — Fonte: getty-images

"E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
"

Alle fronde dei salici è una delle poesie più studiate di Salvatore Quasimodo, pubblicata nel 1946 e inserita, l'anno dopo, nella raccolta del poeta Giorno dopo giorno

ALLE FRONDE DEI SALICI: COMMENTO

La poesia Alle fronde dei salici è stata scritta da Quasimodo durante il periodo della guerra contro i nazisti. Quasimodo in questa poesia esprime tutto il suo odio verso gli oppressori e il sacrificio che fa per voto di non scrivere poesie. Alle fronde infatti sono appese le cetre che i poeti hanno messo da parte per quel periodo in modo da chiedere al Signore la grazia di far cessare il supplizio nazista.

ALLE FRONDE DEI SALICI: ANALISI

Tra i diversi significati simboli che troviamo in Alle fronde dei salici, c'è quello del "piede straniero", inteso come i soldati tedeschi che freddamente calpestano i sentimenti (il cuore) di tutto il popolo. Quasimodo inserisce dei riferimenti alla religione, usando altri significati simbolici come la "madre (Maria) che va incontro al figlio crocifisso (Gesù), oppure quando usa "l'agnello" come animale per rappresentare i lamenti dei bambini.
Quasimodo nelle sue poesie usa molto spesso i riferimenti al Vangelo; questo probabilmente significa che ha vissuto una vita all'insegna della religiosità. Lo stesso fatto di "fare un voto" è simbolo di sottomissione a un dio, più precisamente, in questo caso, a Dio della religione Cristiana.

Per poi tornare alla realtà, nella poesia, inserisce un elemento che quasi "stona" con i riferimenti biblici: "il palo del telegrafo", messo quasi in antitesi con il "figlio crocifisso", proprio per accentuare il legame tra il Vangelo e la vita moderna, grazie anche ad un enjambements che divide crocifisso da figlio per metterlo più vicino possibile al "palo del telegrafo".
La poesia è scorrevole e l'italiano usato è quasi quotidiano, nonostante alcuni significati simbolici e alcune metafore che potrebbero bloccare la scorrevolezza della poesia. Anche la struttura da una parte contribuisce a rendere immediato il messaggio, poiché essa è quasi assente: le frasi sono scollegate dal punto e immediate; dall'altra, per rispettare la struttura, l'autore ha collegato insieme più concetti nella stessa frase, rendendola lunga e forse anche un po' di ostacolo alla scioltezza nella lettura.