Freinet: metodo, pedagogia e libri

Freinet: metodo, pedagogia e libri A cura di Bianca Dematteis.

Pensiero pedagogico, metodo e opere di Célestin Freinet, pedagogista francese promotore della pedagogia popolare.

1Freinet: metodo, pedagogia e libri

Alunni che studiano in una classe seguendo il metodo di insegnamento Freinet in una scuola di Parigi
Alunni che studiano in una classe seguendo il metodo di insegnamento Freinet in una scuola di Parigi — Fonte: getty-images

Célestin Freinet fu un importante educatore e uno degli esponenti di riferimento per il movimento delle “scuole nuove”: una corrente di pedagogia che mirava a rinnovare la scuola, in termini organizzativi, formativi e culturali.

Questo movimento, affermatosi in Europa occidentale e negli Stati Uniti a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, propone una nuova concezione del bambino, percepito come soggetto attivo con bisogni e esigenze specifiche. Il bambino deve potersi esprimere e deve essere liberato dalle costrizioni di un’educazione famigliare tradizionale. L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza e a contatto con la realtà esterna.

2La vita

Célestin Freinet nacque nel 1896 in una famiglia contadina a Gars, un paesino delle Alpi marittime francesi. Sin da bambino alternò lo studio con il lavoro nei campi e al pascolo per aiutare la famiglia di modeste condizioni.  

Il suo percorso di studi per diventare insegnante, compiuto prima a Grasse e a poi a Nizza, fu interrotto dallo scoppio della Prima guerra Mondiale: nel 1915 venne chiamato a combattere. Riuscì tuttavia a ottenere il diploma di maestro elementare. Nel 1916, mentre era sotto le armi, fu ferito a un polmone e dichiarato grande invalido di guerra. Egli tuttavia decise di abbandonare il sanatorio e tornare sulle Alpi Marittime per consacrarsi all’insegnamento. Freinet era legato al marxismo e al comunismo, si ispirò alla pedagogia di Pestalozzi, Claparède, Ferrière e Cousinet e dedicò la sua vita all’insegnamento.  

Nel 1920 ottenne la cattedra di maestro a Bar-Sur-Loup, un comune delle Alpi Marittime. Questa prima esperienza di insegnamento rese evidente al giovane Freinet quanto fossero necessari nuovi strumenti pedagogici per poter entrare in contatto con i giovani studenti, interessarli e stimolarli all’apprendimento. In particolare, egli riteneva necessario riuscire a integrare nella scuola i giovani più poveri e provenienti da contesti disagiati.

Egli continuò dunque a formarsi e a approfondire tematiche legate alla pedagogia e all’educazione, viaggiando in Europa per conoscere nuove esperienze educative, scrivendo libri e articoli, presenziando a convegni. Ottenne la laurea, ma non volle abbandonare l’insegnamento a Bar-sur-Loup.

Egli, in questa scuola, cominciò a mettere in atto una serie di tecniche (in particolare il testo libero, l’uso della tipografia per stampare i testi degli allievi, la corrispondenza tra studenti) che rivoluzionarono il modo di intendere l’apprendimento scolastico, non più basato sull’autorità del maestro e sulla ricezione passiva da parte degli studenti, ma fondato su una partecipazione attiva degli alunni, sul rispetto e l’estrinsecazione degli interessi individuali, sulla cooperazione, sul legame tra la scuola e l’ambiente di provenienza dei giovani allievi.

Congresso internazionle L'Ecole Moderne (Francia, 1960). Pedagogia di Freinet
Congresso internazionle L'Ecole Moderne (Francia, 1960). Pedagogia di Freinet — Fonte: getty-images

Le lezioni venivano dunque strutturate in maniera diversa rispetto a quelle proprie di una scuola tradizionale e comprendevano passeggiate in mezzo alla natura e in campagna e la visita delle botteghe artigiane del paese. A partire da queste esperienze, era poi possibile trattare di geografia, storia, matematica e esercitarsi con il calcolo legando la didattica alle esperienze vissute.

Nel 1926 Célestine Freinet sposò Élise Lagier-Bruno. Nel 1928 Célestin e la moglie Élise non abbandonarono le Alpi Marittime, ma si trasferirono in un altro paese, a Saint Paul. La scuola di questo paese versava in pessime condizioni e Célestin si rivolse alla municipalità per ottenere alcuni miglioramenti. Non ottenne ciò che auspicava per i suoi allievi e la situazione con le autorità si esacerbò al punto che Célestin ed Élise decisero di abbandonare l’insegnamento nella scuola pubblica, abbandonare Saint Paul e dedicarsi a un altro progetto.

Nel 1935 crearono nella cittadina di Vence una scuola cooperativa, indipendente e privata, denominata École Freinet. Questa nuova scuola fu il riferimento principale per l’École Moderne Française e fu legata alla Cooperativa di Insegnamento Laico (Cooperative de l’Enseignement Laic, CEL.) che, fondata nel 1928, raggruppava insegnanti interessati a conoscere l’opera di Freinet, a scambiarsi informazioni e a costruire materiale didattico da impiegare con i propri allievi.

Scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, Freinet fu internato e, una volta liberato, combatté come partigiano nella Resistenza francese. Terminato il conflitto, poté tornare a Vence e riprendere la sua attività di insegnante ed educatore. 

Nel 1948 fondò l’ICEM (Institut Coopératif de l’École moderne) e nel 1957 diede vita alla FIMEM, La Féderation Internationale des Mouvements de l’École Moderne con l’obiettivo di creare un luogo di discussione e confronto tra gli insegnanti e riformare il mondo scolastico secondo i principi di una pedagogia volta alla attuazione del diritto di tutti all’istruzione. Célestin Freinet morì a Vence l’8 ottobre 1966

3Metodo e pedagogia di Freinet

Insegnanti in una classe in occasione del congresso della scuola di pedagogia moderna Freinet, Perpignan (Francia) intorno al 1960
Insegnanti in una classe in occasione del congresso della scuola di pedagogia moderna Freinet, Perpignan (Francia) intorno al 1960 — Fonte: getty-images

Egli è un esponente della pedagogia popolare, una pedagogia volta al riscatto sociale degli alunni più poveri e provenienti dai contesti più umili e subalterni. Freinet pose al centro del suo progetto educativo la cooperazione tra i ragazzi e anche tra i docenti, come dimostrano le iniziative organizzate per permettere agli insegnanti e agli educatori di confrontarsi tra loro e raccontarsi le differenti esperienze educative.

Alla base del suo pensiero è la volontà di educare e insegnare ai ragazzi attraverso un percorso naturale ea tentoni” (tâtonnement, in francese), da intendersi come un apprendimento che si realizza attraverso l’esperienza, la collaborazione con i compagni e una revisione collettiva degli errori. Il compito dell’educatore è quello di orientare il fanciullo.

L’insegnamento e l’apprendimento devono essere calati nell’ambiente sociale del fanciullo, la scuola deve essere collegata alla vita. La condivisione delle acquisizioni è un aspetto fondamentale di questo modello educativo. L’insegnante deve saper valorizzare gli interessi individuali dell’allievo, stimolarlo e accettare i suoi tempi di apprendimento. Lo studente deve quindi essere considerato un soggetto attivo, da rispettare nei suoi bisogni e valorizzare nelle sue inclinazioni.

4Le opere di Freinet

Freinet scrisse molti testi nei quali egli descriveva la propria attività educativa e le proprie tecniche di insegnamento, fornendo così un valido aiuto alla didattica per quegli insegnanti interessati a seguire e a confrontarsi con la sua opera. Tra i suoi libri principali, si possono ricordare:

  • La stamperia a scuola
  • Testo scritto insieme alla moglie Élise Lagier-Bruno, Nascita di una pedagogia popolare
  • I detti di Matteo
  • La scuola moderna
  • Le mie tecniche
  • Il metodo naturale. L’apprendimento della lingua
  • Saggio di psicologia sensibile (applicata all’educazione)
  • La scuola del popolo
  • L’apprendimento della lingua secondo il metodo naturale
  • L’educazione del lavoro
  • L’apprendimento della scrittura
  • L’apprendimento del disegno

5Le tecniche

Un ragazzo in officina in una scuola che applica la pedagogia di Freinet. Francia, circa 1960
Un ragazzo in officina in una scuola che applica la pedagogia di Freinet. Francia, circa 1960 — Fonte: getty-images

Freinet elaborò una serie di tecniche che utilizzò nella sua didattica sin dalla prima esperienza di insegnamento a Bar-sur Loup e che poi continuò a usare e a perfezionare durante tutta la sua vita di insegnante. Le tecniche sono il fulcro del progetto educativo di Freinet e rappresentano al massimo grado il suo pensiero. Per Freinet la scuola deve essere una sorta di cantiere, dove tutti lavorano, collaborano e condividono i progetti e i risultati ottenuti. Le tecniche principali sono:

Il testo libero: è un testo il cui tema è scelto in base all’interesse e alle inclinazioni dei singoli allievi. Il maestro dunque non impone il soggetto, né stabilisce l’orario di consegna. Dopo la lettura collettiva di tutti i testi, gli allievi di Freinet e Freinet stesso votavano il testo ritenuto migliore, lo correggevano insieme e poi tutti insieme lo stampavano. I testi stampati venivano poi raccolti in quello che veniva chiamato “Il libro della vita” e servivano alla creazione di un giornalino o venivano inviati agli allievi delle altre scuole con i quali si aveva un rapporto epistolare.

La tipografia: è la stampa dei testi scritti dagli allievi. Questa tecnica, tra le più note di Freinet, permetteva la valorizzazione del lavoro e della creatività degli studenti, la cooperazione nel lavoro, l’autodisciplina, il miglioramento della padronanza ortografica. Stampati e decorati i testi, si selezionavano le copie da inviare alle altre scuole.

La corrispondenza con altre scuole: questa tecnica è corollario dell’attività di stampa. Freinet si impegnò molto per favorire la comunicazione dei suoi allievi con gli studenti di altri istituti. Lo scambio di testi con altri ragazzi era uno stimolo alla scrittura e alla conoscenza di altre realtà. La prima corrispondenza avvenne con una classe di Trégung, in Bretagna, il cui maestro era un amico di Freinet.

Lo schedario: è una raccolta di testi selezionati e scritti dai ragazzi, ordinati per temi, ai quali l’allievo poteva attingere per approfondire un certo soggetto o verificare alcuni dati. Di facile lettura, lo schedario non era una opera definitiva, perché si arricchiva man mano con le schede create dagli allievi. Freinet non ritenne più necessario usare i testi scolastici, sostituiti da questa opera. Freinet si occupò di creare, con gli allievi, anche uno schedario di autocorrezione della lingua e di aritmetica, in modo che ogni ragazzo potesse correggersi da solo, seguendo il proprio ritmo di apprendimento.