Françoise Sagan: biografia e opere

Françoise Sagan: biografia e opere A cura di Elisabetta Garieri.

Biografia e libri di Françoise Sagan, scrittrice e drammaturga francese e autrice del famoso romanzo Bonjour tristesse

1Biografia di Francoise Sagan, la «leggenda»

La scrittrice francese Francoise Sagan (1935 - 2004) a Parigi un anno dopo la pubblicazione del suo romanzo d'esordio "Bonjour Tristesse", 25 luglio 1955
La scrittrice francese Francoise Sagan (1935 - 2004) a Parigi un anno dopo la pubblicazione del suo romanzo d'esordio "Bonjour Tristesse", 25 luglio 1955 — Fonte: getty-images

«Affascinante piccolo mostro di diciotto anni», «Brigitte Bardot delle lettere», «star della letteratura»: sono solo alcuni dei tanti nomignoli con i quali la stampa chiamò Françoise Quoirez, in arte Françoise Sagan. Il suo nome d’arte, scelto per il “Prince de Sagan”, personaggio della Recherche di Marcel Proust, maestro del romanzo moderno, sembra fare a pugni con i soprannomi «mondani» che le affibbiarono i giornalisti: eppure Françoise Sagan era tutte queste cose assieme. 

Nel 1961, a un giornalista che le chiese «Come si situa nel panorama attuale della letteratura?», lei rispose così: «La scrittrice più letta». Con questa risposta intendeva dichiararsi la più letta tra tutti gli scrittori, sia donne che uomini, perché all’epoca non si usava ancora declinare la parola maschile scrittore, écrivain, al femminile écrivaine, come perlopiù si fa oggi. 

Amata e odiata dalla critica letteraria successiva, che fu indifferente nei suoi confronti quando non la denigrò, Sagan contò tra i suoi ammiratori nientemeno che l’allora presidente della repubblica, François Mitterand

1.1Una ragazza come tante

Nata nel 1935 nel dipartimento del Lot, poi cresciuta a Parigi, in una famiglia borghese agiata – il padre era un industriale – Sagan raccontava di aver vissuto un’infanzia felice, “classica”, per la quale sapeva di dover ringraziare i genitori. Amava ricordare l’adolescenza spensierata con l’immagine di lei che correva su una Vespa, abbracciata a qualche giovane ragazzo. 

In quel periodo era poco interessata alla scuola, tanto che faticò a superare la prova del bac. Allo studio preferiva la lettura: autori come Stendhal, Proust, Faulkner e Scott-Fitzgerald erano i suoi migliori compagni. 

Nel 1953 venne bocciata all’esame propedeutico alla Sorbona, e trascorse l’estate seguente rinchiusa in casa, nell’appartamento parigino della famiglia in rue des Malesherbes: in sole sei settimane scrisse il suo primo romanzo, Bonjour tristesse (Buongiorno, tristezza), titolo tratto da un verso di Paul Éluard. Aveva solo diciotto anni. 

2Bonjour tristesse, un best-seller

Francoise Sagan, 1 maggio 1954. Vincitrice del Prix des critiques per il suo primo libro "Bonjour tristesse"
Francoise Sagan, 1 maggio 1954. Vincitrice del Prix des critiques per il suo primo libro "Bonjour tristesse" — Fonte: getty-images

Nel gennaio del 1954 portò il manoscritto del suo romanzo a un editore: il primo a cui lo consegnò, René Julliard, decise subito di pubblicarlo. Il romanzo ebbe un successo immediato e strabiliante: i primi cinquemila esemplari vennero esauriti in pochi giorni, i primi cinquantamila prima dell’estate. In seguito, le copie vendute in Francia furono in totale trenta milioni, e il libro venne tradotto in quindici lingue.

Nel maggio del 1954 vinse anche il Prix des critiques (premio dei critici), evento che scatenò, nel bene e nel male, la stampa. Il giornalista di Le figaro che definì Sagan «affascinante piccolo mostro», del libro disse anche: «Il talento balza all’occhio fin dalla prima pagina. Questo libro è dotato di tutta la disinvoltura e l’audacia della gioventù, senza però averne la volgarità».

2.1Bonjour tristesse: trama e temi

Il libro inizia in modo classico, introducendo il tema centrale, quello della tristezza, che sarà poi sviluppato e si capirà interamente solo alla fine. La protagonista è Cécile, una ragazza di diciassette anni, quasi coetanea di Sagan – cosa che spinse il pubblico ad attribuire all’autrice il profilo dell’eroina del suo romanzo, contribuendo a creare la «leggenda Sagan».

Cécile passa l’estate nel sud della Francia con il padre vedovo e la sua amante Elsa. Fino a quel momento, Cécile aveva accolto bene le relazioni del padre con le donne, ma, quando lui si innamora di Anne e si fa strada l’ipotesi di un matrimonio, non ci riesce più. Il romanzo, che aveva messo al centro la scoperta della sessualità e l’amore estivo di Cécile, si trasforma in tragedia, perché l’adolescente finisce per spingere Anne al suicidio.

I temi che affronta destano scalpore, contribuendo alla sua eccezionale diffusione. Secondo Sagan, a creare scandalo era il fatto che la protagonista scoprisse la sua sessualità senza essere innamorata e senza rimanere incinta alla fine dell’estate: «È inaccettabile che una ragazza faccia l’amore con un suo coetaneo senza esserne perdutamente innamorata e che per di più non rimanga incinta», dichiarò. Cécile non subisce cioè alcuna «punizione» per il suo comportamento, come accadeva in genere in storie simili. L’eroina di Sagan ha il gusto del piacere senza provare sensi di colpa.

Per quanto potesse destare scalpore, però, la scoperta della sessualità da parte di un’adolescente non era un tema particolarmente originale: molti autori lo avevano affrontato, soprattutto in quel periodo. A una lettura più attenta, ciò che attira davvero l’attenzione è il profilo morale di Cécile, che tanto fa prevalere il suo interesse personale da provocare un suicidio, pur essendo così giovane.

3Francoise Sagan, splendore e declino di una diva della scrittura

Nel 1957 Bonjour tristesse diventò anche un film, con la regia di Otto Preminger. Visto il successo strepitoso del libro, nel giro di pochissimo tempo Sagan si ritrovò a essere ricca. Giovane e generosa com’era, condivise i soldi con i suoi amici, spendendoli a fare festa con loro nelle scorribande parigine.

Francoise Sagan, 1955
Francoise Sagan, 1955 — Fonte: getty-images

Nonostante questo, non smise un attimo di scrivere, e continuò a pubblicare libri a un ritmo forsennato: nel 1956 Un certain sourire (Un certo sorriso), nel 1957 Dans un mois, dans un an (Tra un mese, tra un anno), nel 1959 Aimez-vous Brahms... (Le piace Brahms?), nel 1960 la pièce teatrale Château en Suède (Castello in Svezia), nel 1965 La Chamade (“La disfatta”, ma “All’impazzata” nell’ultima traduzione italiana). Nel 1957 un incidente d’auto compromise la sua salute, e la portò a fare uso di sostanze stupefacenti. Continuò a scrivere: i suoi libri avevano un buon successo, ma si allontanavano sempre più dall’exploit di vendite degli inizi. Nel frattempo cambiò editore, passando da Juillard a Flammarion, con cui pubblicò nel 1972 Des bleus à l'âme (Lividi sull’anima), nel 1974 Un profil perdu (Un profilo perduto), nel 1977 Le lit défait (Il letto disfatto), nel 1980 Le Chien couchant (Il can che dorme), nel 1981 La femme fardée (La donna truccata).

Quelli che seguirono furono per la scrittrice anni burrascosi e difficili, durante i quali le toccò vedersela con i tribunali per un’accusa di plagio e per uso di droga. Tutto ciò non le impedì di essere apprezzata da François Mitterand, di cui era anche amica. Iniziò inoltre a essere sommersa dai debiti, che assorbivano tutte le entrate provenienti dai nuovi romanzi. Se la cavò grazie al supporto degli amici. Morì nel 2004 in Normandia.

4Aspetti critici delle sue opere

Francoise Sagan a Palermo, 1961
Francoise Sagan a Palermo, 1961 — Fonte: getty-images

Françoise Sagan fu spesso criticata per la leggerezza dei suoi libriassimilata al suo modo di vivere, anch’esso tacciato di eccessiva “leggerezza” – oltre che per la presunta artificialità dei personaggi e sentimenti che descriveva. Nel corso della sua vita, invece, lei non mancò di prendere posizione anche su questioni politiche, come la guerra in Algeria: firmò infatti il «manifesto dei 121». Per quanto riguarda i suoi libri, si caratterizzano per essere testi brevi, nei quali avvengono intrighi amorosi tra tre o quattro personaggi, nell’ambiente di una borghesia oziosa e dorata. 

Ma in tutte le sue opere aleggia un tema tutt’altro che «leggero»: la paura della solitudine, veicolato attraverso riflessioni sulla morte, sul lutto, sul dolore. 

Dal punto di vista formale poi, nel panorama della letteratura francese del secondo dopoguerra, Sagan si inserisce tra coloro che continuarono a utilizzare le forma tradizionale del romanzo, rifiutando il rinnovamento proposto dal nouveau roman. Sagan si collocò nell’eredità della letteratura francese classica, di cui era un’assidua lettrice, e che prese in carico: tutti i suoi romanzi sono intessuti di citazioni e allusioni alla letteratura precedente. Sull’onda del benessere crescente di quegli anni, la sua è poi certo anche, ma non solo, una letteratura di intrattenimento.