Epistole di Francesco Petrarca: struttura e caratteristiche

Epistole di Francesco Petrarca: struttura e caratteristiche A cura di Antonello Ruberto.

Storia e caratteristiche delle Epistole di Petrarca, numerose lettere in prosa latina in quattro raccolte, rilevanti perché consentono di ricostruire la vita e il pensiero del poeta.

1Francesco Petrarca e l'autoritratto letterario

Francesco Petrarca
Francesco Petrarca — Fonte: ansa

Dal punto di vista della storia della letteratura la figura di Francesco Petrarca s’impone come qualcosa di qualitativamente diverso nel panorama medioevale, in primo luogo per il fatto che la sua immensa produzione letteraria ci è arrivata quasi intatta e spesso nella versione autografa, cioè che lo stesso autore ha giudicato come definitiva, cosa che permette anche a chi si avvicina ai suoi scritti a più di sette secoli di distanza dalla loro redazione, di ricostruirne la storia editoriale e capire come ne abbia mutato la forma e il senso nel corso degli anni.  

È un fatto molto rilevante soprattutto se si tiene conto che opere come il Secretum o il Canzoniere, hanno un carattere personale, quasi autobiografico, e che Petrarca le abbia intese e realizzate come colonne di un progetto di costruzione d'immagine di sé come intellettuale puro, ideale e idealizzato, in un gioco in cui finzione letteraria e avvenimenti storici e biografici si intrecciano e diventa perciò necessario conoscere bene entrambi.  

Il corpus epistolare petrarchesco è parte assolutamente integrante di questo progetto di costruzione biografica e letteraria. Quantitativamente imponente, la mole dell’epistolario è stata suddivisa in cinque sezioni: 

  1. Familiares: si tratta della raccolta di lettere più corposa, composta di 350 composte tra il 1325 e il 1361.
  2. Seniles: 125 lettere che hanno queste definizione perché furono scritte nell’ultima parte della vita, tra il 1361 e il 1374.
  3. Sine nomine: 19 lettere così chiamate perché il nome del destinatario era stato occultato o sostituito con un nome collettivo (come le lettere indirizzate al Popolo di Roma), probabilmente perché il contenuto delle stesse, fortemente critiche nei confronti della curia papale, avrebbe potuto essere compromettente.
  4. Variae: 65 lettere che non fanno parte di nessun discorso generale e che furono raccolte dagli ammiratori di Petrarca dopo la sua morte.
  5. Metriche: raccolta di lettere scritte quando prima che il poeta avesse quarant’anni e che trattano di argomenti vari, tra cui anche l’amore per Laura.

Tra queste le più rilevanti sono senz’altro le Familiares e le Seniles.

Laura e Petrarca alla Fontana del Vaucluse
Laura e Petrarca alla Fontana del Vaucluse — Fonte: getty-images

Nel 1345, mentre ricercava classici nella Biblioteca Capitolare di Verona, Petrarca aveva ritrovato, letto e studiato la raccolta epistolare di Cicerone, episodio che aveva fatto nascere in lui l’idea di imitare il letterato latino e costruire una raccolta epistolare organica, in cui ciascuna lettera ha un destinatario ulteriore, pubblico, oltre a quello esplicitato nella lettera: una raccolta di missive che superano l'ambito della corrispondenza privata per diventare una sorta di autobiografia epistolare in cui il mittente parla delle proprie vicende personali, dei rapporti con amici, familiari e altri letterati importanti del suo tempo tessendo un discorso complessivo ricco di richiami interni, fortemente unitario e interconnesso in ogni sua parte. 

1.1Sine nomine

È una raccolta dai toni marcatamente politici, che si concentra sulla decadenza morale della Curia avignonese e su quella politica, dovuta dalla forte ingerenza della corona francese sul papato. Altro punto fondamentale è quello del recupero del mito di Roma, sia nel senso classicistico della Roma Caput Mundi, che in quello medievale di sede della cristianità; in queste pagine, infatti, emerge l'ammirazione e l'ammirazione per il programma politico di Cola di Rienzo

2Le Familiares

Le 350 epistole delle Familiares, raccolta che l'autore dedica all'amico Ludwig van Kempen, sono suddivise in 24 libri, l'ultimo dei quali contiene lettere indirizzate ai grandi autori della classicità latina come Orazio e Virgilio; le lettere di questa raccolta raccontano avvenimenti specifici, fatti personali e questioni familiari, cioè informazioni e notizie sulla vita di privata del loro autore.

Anche se da un punto di vista strettamente cronologico le epistole abbracciano il periodo dal 1325 al 1361, la lettura critica e filologica delle Familiares ha dimostrato che in questa sono incluse anche lettere scritte fino al 1366 e, inoltre, che alcune delle lettere più antiche sono state profondamente rimaneggiate, quando non completamente riscritte, proprio per aumentare il livello di coesione interna e creare il senso di unitarietà. 

2.1L’ascesa al Monte Ventoso e Dante Alighieri

Una delle Familiares più utili a capire come vita reale e autobiografia letteraria s’intreccino e si alimentino vicendevolmente nella costruzione petrarchesca è senz’altro la prima del IV libro, indirizzata a Dionigi da Borgo san Sepolcro, in cui racconta dell’ascesa al monte Ventoso che il poeta compì insieme al fratello Gherardo nel 1336, ma che il poeta decide di raccontare in lettera solo nel 1352.   

Boccaccio e Petrarca
Boccaccio e Petrarca — Fonte: getty-images

La scrittura così posteriore si giustifica con la volontà di dare a questo episodio una valenza simbolica: la salita verso la cima è l’allegoria del percorso di salvezza, e mentre Gherardo che sta per farsi monaco l’affronta in maniera spedita, lui si attarda nella ricerca di comode scorciatoie, allusione alla vana ricerca dei piaceri terreni; una volta in cima apre a caso un volume delle Confessioni di Agostino, regalatogli da Dionigi, in cui il santo invita il lettore a curare l’anima e trascurare le cose mondane. Questo episodio rappresenta, allegoricamente, il passaggio di Petrarca da una gioventù fatta di distrazioni mondane ad un'età adulta segnata da una maggiore profondità spirituale

Nell’epistola 15 del libro XXI Petrarca, rispondendo a Boccaccio, parla delle accuse di invidia nei confronti di Dante che da più parti gli erano state mosse. Petrarca spiega che la sua opera, intesa in senso complessivo, non ha nulla in comune con quella del fiorentino, avendo preferito la letteratura e la scrittura latina a quella in volgare: questa posizione apparentemente neutra tradisce però una considerazione del volgare nettamente inferiore al latino, difatti nella stessa lettera attribuisce un’importanza e una dignità minori anche alle proprie opere in volgare; nonostante questa posizione però, riferimenti e citazioni e dantesche, soprattutto della Commedia, emergono non solo nel Canzoniere ma in tutta l’opera petrarchesca.  

3Le Seniles e l’Epistola Posteritati

La tomba di Petrarca ad Arquà
La tomba di Petrarca ad Arquà — Fonte: getty-images

Dedicata a Francesco Nelli, questa raccolta tiene impegnato l’autore dal 1361 fino al momento della morte e nelle sue intenzioni sarebbe dovuta terminare con il diciottesimo libro contenente la sola epistola Posteritati (Alla posterità); ma Petrarca non ebbe il tempo per concludere quell’ultima lettera che doveva fungere da testamento intellettuale e coronamento finale del ritratto umanista che aveva tratteggiato lungo tutta la sua costruzione epistolare, né poté dare l’assetto definitivo alla raccolta, cosa che fu fatta da letterati padovani dopo la sua morte. Gli argomenti affrontati nelle Seniles sono, grosso modo, gli stessi delle Familiares, ma il tono è diverso, più improntato sull’elegiaco, sul compianto per gli amici morti e la riflessione sulla propria vita e il proprio tempo che sta per giungere alla fine

L'epistola Posteritati è senz'altro la più interessante dell'intera raccolta: giunto all'ultima parte della sua vita, Petrarca scrive una lettera puramente autobiografica, ricca di rimandi alle elegie latine, in particolare quelle ovidiane e virgiliane, in cui si rappresenta come un giovane passato dalla sregolatezza, dalle illusioni e dai piaceri terreni identificati nei sette peccati capitali, alla saggezza di una vecchiaia in cui ha raggiunto una piena maturità spirituale, un passaggio che era stato allegoricamente raccontato già nell'epistola dell'ascesa al Ventoso.  

Laura de Noves, la musa di Petrarca
Laura de Noves, la musa di Petrarca — Fonte: getty-images

Lo stesso amore per Laura viene derubricato al livello di debolezza giovanile, cosa che di conseguenza diminuisce l'importanza del Canzoniere, la grande raccolta di poesie in volgare che ha proprio nel sentimento amoroso il suo perno.

Altro tema importante della raccolta è quello politico, che affronta lungo lo scritto: l'incoronazione poetica avvenuta a Roma alla presenza di Roberto d'Angiò ed il periodo milanese alla corte di Giovanni Visconti, gli erano costati accuse di vicinanza ai principi, cui risponde lungo tutta la lettera sottolineando la sua indipendenza da qualsiasi potere. Emerge così il racconto di una vita idealizzata in cui alla liberazione dalle zavorre degli errori giovanili segue un percorso di ascesi intellettuale che si accompagna ad una riflessione sul mestiere di letterato e sulla sua autonomia, con una consapevolezza che ha un sapore già pienamente umanistico.  

    Domande & Risposte
  • Quali sono le principali fonti di ispirazione di Petrarca?

    Cicerone, Ovidio e Virgilio.

  • In cosa consiste il dissidio interiore di Petrarca?

    Petrarca è diviso e indeciso sulla scelta da compiere tra l’amore terreno e l’amore divino. Sente di vivere da peccatore ma allo stesso tempo non riesce a resistere alle lusinghe terrene contro la sua coscienza.

  • Quale contraddizione contraddistingue la vita di Petrarca?

    Il desiderio di beni terreni per avere un'esistenza agiata da un lato, ed il rifiuto degli stessi perché considerati valori mondani destinati a svanire.