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Fondazione ITS Servizi alle imprese: cos'è e come funziona

Di Veronica Adriani.

Cos'è la Fondazione ITSSI, dedicata alla formazione di tecnici di marketing, comunicazione e internazionalizzazione. Placement ed esperienze dirette

La Fondazione ITS Servizi alle Imprese

I ragazzi dell'ITSSI al lavoro sul project work Narnia 4.0
I ragazzi dell'ITSSI al lavoro sul project work Narnia 4.0 — Fonte: ufficio-stampa

La Fondazione ITSSI - Servizi alle Imprese, per esteso - è, secondo il monitoraggio INDIRE 2022, al quarantasettesimo posto sui 260 percorsi ITS d'Italia, in premialità con il corso di Tecnico superiore per il marketing e l'internazionalizzazione delle imprese, con un'efficacia a fine percorso dell'90,98%.

La Fondazione prepara tecnici specializzati nella comunicazione, nel marketing e nell'internazionalizzazione, con percorsi teorico-pratici di 1800 ore complessive, di cui 800 dedicate esclusivamente allo stage in azienda.

Un percorso complesso e molto orientato alla professione, quindi, al punto che chi lo sceglie mostra fin da subito di avere un'altissima motivazione e un'idea molto chiara del proprio futuro. "Ormai sono diversi anni che prendiamo solo studenti che abbiano le idee molto chiare", racconta Laura Castellani, direttrice  della Fondazione ITSSI: "Nei colloqui diamo priorità ai ragazzi che hanno già interesse per il settore e magari lo hanno anche già dimostrato con un blog o un’attività, o hanno un progetto professionale ben definito".

ITS d'Italia e del Lazio: come sono nati, come sono diventati

Prima di focalizzarci sull'offerta formativa dell'ITSSI, cerchiamo di guardare meglio il quadro complessivo: come si è arrivati, oggi, a considerare gli ITS un'alternativa più che valida alla formazione universitaria nel percorso post-diploma?

"Siamo sul campo dalla primissima ora" spiega Laura Castellani. "ITSSI è nata nel 2010 con la prima banditura degli ITS. Fino al 2015-2016 siamo stati investiti da una sperimentazione: fino a quel momento non sapevamo bene chi fossimo: non siete un'università, ma non siete neppure una scuola secondaria", racconta. Eppure con il piano Calenda qualcosa cambia: gli ITS entrano nel circuito di competenza del MISE accanto al MIUR, ed è on questo passaggio che vengono finalmente considerati un veicolo di innovazione e formazione dei tecnici con competenze 4.0.

"Il piano Calenda vedeva negli ITS la trasformazione tecnologica delle PMI" racconta Castellani. "Da un lato si voleva spingere le aziende a usare delle tecnologie, e dall’altro formare dei tecnici che sapessero utilizzarle.

Laddove i tessuti produttivi sono più vivaci e le aziende presenti sul territorio nella vita politica ed economica delle realtà locali, l’ITS ha avuto una formazione molto rapida".

Nel Lazio c'è stata una forte accelerazione: quest'anno sono partiti venti percorsi post-diploma da parte delle otto fondazioni presenti nella regione. Ma altre quattro sono in arrivo, e con ogni probabilità se ne aggiungeranno ancora.

I corsi dell'ITSSI

I corsi della Fondazione ITSSI al momento sono tre:

  • Tecnico Superiore per il Marketing e la Digital Strategy Aziendale (con sede a Roma);
  • Tecnico Superiore per la Comunicazione d’Impresa – Ufficio Stampa 4.0 (con sede a Viterbo);
  • Sostenibilità e Digitalizzazione dei processi e dei servizi 4.0 per le imprese della logistica (con sede a Pomezia).

A questi se ne aggiungerà presto un quarto: "Partirà a Latina" spiega Castellani "dove le aziende ci hanno chiesto di avviare una sperimentazione per un profilo tutto nuovo".

Ma quali tecnici forma esattamente l'ITSSI? "Il mondo del lavoro sta ricercando non le figure, ma le competenze", spiega Castellani. "Una formazione biennale deve guardare molto in prospettiva, e noi cerchiamo di anticipare le tendenze. Dobbiamo formare tecnici che conoscono tutto il processo lavorativo, ma siano fortemente specializzati su un aspetto in particolare".

Il mondo della Digital Strategy sta avendo una crescita importantissima, e ha contribuito a creare nuove figure professionali fino a poco tempo fa impensabili. Ma anche la digitalizzazione delle imprese sta avendo fortissimi riscontri fra le aziende: "sia le grandi che le piccole stanno facendo veramente investimenti enormi" spiega Castellani: "La digitalizzazione e la sostenibilità sono i due driver sui quali le nostre imprese devono muoversi. Siamo partiti dalle aziende della logistica perché sono quelle che hanno vissuto maggiormente i cambiamenti degli ultimi anni e ne hanno preso piena consapevolezza: la pandemia ha dato un vigore importantissimo al comparto, che ha capito che doveva accelerare, e oggi tutti i player della logistica e del commerciale stanno trasformando i processi digitali".

Laura Castellani, direttrice Fondazione ITSSI
Laura Castellani, direttrice Fondazione ITSSI — Fonte: ufficio-stampa

Se il mondo del lavoro offre nuovissime prospettive di impiego per chi sa coglierle, è altrettanto vero che è fondamentale che chiunque decida di intraprendere un percorso specialistico non lo faccia in modo casuale: "Chi sceglie un ITS è perché intende acquisire delle abilità e la familiarità con i processi. Chi arriva in un ITS deve avere le idee molto chiare: devi essere molto motivato. O ti piace quello che fai, o è difficile che arrivi in fondo".

E arrivare in fondo è proprio quello che può dare una spinta a chi cerca lavoro nel settore: la pandemia ha accelerato gli strumenti dell'e-commerce, della comunicazione e dell'assistenza al cliente tramite social media o chatbot, ma non solo. Le aziende hanno fortemente digitalizzato i processi, al punto che la conoscenza di alcuni strumenti è ormai fondamentale anche per chi voglia fare un percorso in ambito commerciale, di segreteria, segreteria di direzione o organizzazione delle risorse umane.

Formazione in aula

Delle 1000 ore di formazione in aula, buona parte è formata da attività pratiche, laboratori e project work. "La nostra fondazione fa lezione circa tre volte a settimana per 8 ore, proprio come se fossimo in azienda: è una sorta di allenamento per l’ufficio" spiega Castellani. "L’altro motivo per cui facciamo le giornate intere è che trattandosi di lezioni partecipate, non frontali, spesso i docenti presentano la teoria ma poi si apre una parte di esercitazione, lavoro in gruppo, laboratorio. Le esercitazioni fatte in classe sono basate su casi reali, quindi questo tipo di attività fa sì che da una lezione all’altra i ragazzi continuino a lavorare anche da remoto: devono fare power point, ricerche, presentazioni".

Il lavoro di gruppo è una parte essenziale della formazione ITSSI:è lì che si sviluppano le principali soft skills da utilizzare poi nel mondo del lavoro.

"Il lavoro di gruppo è un’ottima palestra per imparare l’importanza del comprendere le scadenze, della spartizione dei lavori, della responsabilità reciproca. Le tensioni ci sono, ma questo lavoro serve anche da sprone: chi è più lento impara ad adeguarsi, chi tende a nascondersi viene stimolato a prendere consapevolezza di sé, chi tende ad assumere sempre la responsabilità impara a gestire le proprie ansie o frustrazioni".

Stage e placement

I ragazzi del corso di Logistica dell'ITSSI in visita alla FERCAM
I ragazzi del corso di Logistica dell'ITSSI in visita alla FERCAM — Fonte: ufficio-stampa

Sul fronte placement, le modalità non sono univoche: "non abbamo un’unica modalità" spiega Castellani. "Sul placement lavoriamo tutto l’anno: il responsabile didattico da noi è un coach, è quello che ha due anni di tempo per lavorare insieme al ragazzo nella definizione di abilità, attitudini e occupazione, e che lo sprona a superare i suoi limiti. Insieme all’orientatore viene definito lo stage: sulla base dei feedback e dei risultati che ottiene durante il percorso, il ragazzo acquisisce consapevolezza dei punti di forza e debolezza e manifesta interesse per una struttura. Qualcuno predilige aziende piccole, qualcuno grandi, qualcuno agenzie di comunicazione…".

Le aziende possono chiedere stagisti o essere contattate dall'ITS sulla base delle richieste del ragazzo. Ma bisogna anche considerare che gli stage del primo e del secondo anno sono molto diversi fra loro, anche in termini di obiettivi. "Lo stage del primo anno è quasi sempre la prima esperienza vera in azienda, un modo per entrare in un contesto organizzato e vedere applicati gli argomenti di cui si è parlato. Lo stage del secondo anno è la porta di ingresso al mondo del lavoro, e si affronta con diverse aspettative: per qualcuno è la possibilità di andare a mettere in pratica quello che si è capito di se stessi, facendo esperienza in un’azienda dove è possibile avere una prospettiva successiva.

Se scatta la scintilla, molte aziende mantengono questa collaborazione. Per qualcun altro, è il modo di fare stage in un’azienda che diversamente sarebbe fuori dalla sua portata, per fare curriculum: sono aziende importanti, o anche top player rispetto a un prodotto, un servizio o uno strumento utilizzato nei processi".

Per quel che riguarda i contratti di assunzione in azienda, c'è da dire che chi esce da un ITS vive le stesse dinamiche del mondo del lavoro che toccano gli altri professionisti di uno stesso settore. Se per chi lavora nel marketing è assai difficile ottenere un contratto a tempo indeterminato alla prima esperienza, lo stesso vale per i diplomati ITS. Con una differenza, però: che un diplomato ITS entra più facilmente in contatto con un possibile datore di lavoro, e ha una grande freccia al suo arco: è altamente specializzato e può iniziare ad essere produttivo per l'azienda fin dal suo ingresso.

Gli studenti sono supportati durante tutto il loro percorso, abbiamo detto. Ma il legame con gli studenti non termina con il biennio: "Ci sono moltissimi ex studenti che ormai sono colleghi dei docenti. Continuano a sentirsi, perché hanno un circuito di professionisti che fanno rete con i docenti, professionisti a loro volta. Insomma: l'ITS ha ben chiaro il concetto di rete professionale. Lo sanno bene anche gli ex alunni, oggi professionisti del settore, che a distanza di tempo continuano a restare in contatto con i loro tutor.

Lavorare nel marketing: esperienza diretta

Martina Falletta Caravasso , ex studentessa ITSSI e oggi titolare di Forevolution
Martina Falletta Caravasso , ex studentessa ITSSI e oggi titolare di Forevolution — Fonte: ufficio-stampa

Martina Falletta Caravasso ha frequentato l'ITSSI nel biennio 2019-2021. Ha dato la sua tesi di diploma a novembre 2021, concludendo il suo percorso con 100 e lode. Ha 23 anni, è libera professionista, e grazie all'ITS è nel settore marketing già da due anni, al punto che ha potuto aprire insieme alla sua socia Sara Sonia Acquaviva - sua ex tutor - la sua prima agenzia di comunicazione, Forevolution.

Un percorso non immediatamente lineare, quello di Martina, che alle superiori frequenta due anni di liceo scientifico e tre di grafico pubblicitario: "sono sempre stata una persona creativa e dopo due anni ho cercato qualcosa di più pratico", spiega. Qui conosce la sua docente di Grafica, che le consiglia il percorso ITS, allora ancora poco conosciuto. Ma Martina non lo sceglie subito: prima prova con un'altra sua grande passione, quella del make-up. "Ho fatto un’accademia di trucco. Poi mi sono ritrovata a guardare di più il futuro e mi sono resa conto che non era quello che volevo fare per tutta la vita. Ho fatto un passo indietro, mi sono licenziata e ho deciso di ricominciare".

Si iscrive quindi all'ITS e conosce quasi subito quella che due anni dopo diventerà la sua socia: "Già il primo anno, a gennaio, dopo due-tre mesi di corso, ho avuto la possibilità di fare un colloquio per una freelance, Sara Sonia, consulente di marketing e comunicazione su Roma. Sono stata presa subito ed è stata la mia tutor al di fuori dell’ITS. Mi ha accompagnata nel tempo, supportandomi e seguendomi nei progetti".

Il ruolo dei tutor e dei docenti

Martina conferma in toto tutto quello che Laura Castellani aveva anticipato: il ruolo dei tutor nel percorso ITSSI è assolutamente fondamentale. "Quando sono entrata all’ITS l'ho fatto con l’idea di voler fare la manager. Durante il percorso ho fatto moduli su gestione dell’impresa, project management. Ma poi, mentre andavo avanti, mi sono resa conto che non era quello il mio ambiente. Così mi sono spostata sul digitale, e quando ho avuto la possibilità di fare questo stage mi sono resa conto che era proprio questo che volevo fare. Sono stata fortunata, perché i miei tutor mi hanno spinto proprio verso il mio settore: loro lo avevano notato, io forse no".

Nel ruolo dei docenti e nella possibilità di essere seguiti da vicino c'è tutta la differenza fra ITS e università. Per Martina, innanzi tutto, c'è un diverso bilanciamento fra teoria e pratica: "L'ITS non è un’università o un liceo: è molto più pratico. Puoi sporcarti le mani e affrontare i progetti, e soprattutto collaborare con gli altri ragazzi del corso. Il docente non insegna sui libri: ti trasmette competenze teoriche, ma subito dopo queste competenze vengono applicate nei lavori di gruppo. Metti in pratica subito quello che studi, e così fissi i concetti".

E aggiunge: "All'ITS io mi trovavo a lavorare su progetti reali. Ho imparato a scrivere un business plan e l’ho portato alla tesi: tutte cose che all'università si studiano a livello teorico" spiega. "Per la mia società a novembre ho portato la tesi e ho fatto la stesura del documento sull’attività, la filosofia, il team, l’aspetto economico e finanziario. Non avendo fatto ragioneria, su questi aspetti ho avuto lacune importanti, ma anche il supporto del docente che mi ha aiutato. Non credo che all’università il supporto sia lo stesso".

Perché scegliere l'ITSSI

Lezione di Digital Marketing in aula con Armando Giorgi
Lezione di Digital Marketing in aula con Armando Giorgi

Martina Falletta è convinta che il lavoro pratico fatto all'ITS sia stato un punto di svolta per la sua carriera e lo sviluppo delle sue competenze, anche caratteriali: "L'ITS mi ha aiutata: non ero una persona molto semplice da gestire, ma sono cose su cui si lavora. Si cresce". E aggiunge: "Il mio carattere sta mutando anche per l’età, ma sono sicura che l’esperienza dell’ITS mi abbia fatto cambiare tanto, mi sono messa tanto alla prova. A chi sceglie questo percorso consiglio di lanciarsi in ogni progetto, perché può generare delle opportunità incredibili.

Spesso l’ITS partecipa a fiere, eventi: bisogna andare, perché in questo mondo avere contatti e fare rete è fondamentale. Lavorare su tanti progetti è importante: i docenti hanno una rete solida". Martina crede a tal punto della validità dell'ITS che lo sceglierebbe anche per la sua agenzia: "Qualora avessimo un progetto importante, chiederei un sostegno all’ITS, perché secondo me è l’istituto perfetto per supportarti in ogni fase. I docenti sono preparati su tutti i settori del marketing e hanno esperienza di anni".

Altro aspetto da considerare, è che a differenza dell'Università l’ITS è totalmente gratuito. La prospettiva per chi inizia uno stage attraverso l'ITS è quella di essere assunto, al punto che per chi non si trovi bene c'è sempre la possibilità di provare altro e cambiare strada: "anche dopo i due anni puoi contattare i tutor e chedere se hanno aziende dove andare a fare un colloquio".

Cosa consiglia Martina a chi sceglie un percorso ITS? "Di non prenderlo come un percorso scolastico. All’università si studia sui libri e si fa l’esame per il voto. Qui l’esame è solo quello finale, ed è il risultato di tutto il percorso. Ci sono verifiche sui moduli, ma non sono verifiche per il voto: servono solo a capire la preparazione della persona. L’obiettivo è uscire da lì avendo una panoramica generale su tutti i moduli fatti, perché è quello che ti rende un professionista più completo".

Il punto di vista dell'azienda

Matteo Ghiroldi, Responsabile ufficio acquisti, risorse umane e marketing di I.T.E.
Matteo Ghiroldi, Responsabile ufficio acquisti, risorse umane e marketing di I.T.E. — Fonte: ufficio-stampa

Matteo Ghiroldi, Responsabile ufficio acquisti, risorse umane e marketing presso ITE Srl, azienda della provincia di Brescia che opera in ambito idrotermosanitario, è uno dei partner aziendali dell'ITSSI: con i ragazzi avvia sia stage che progetti di lavoro in itinere.

L'ultimo dei ragazzi ha preso parte ad un progetto aziendale di 250 ore, con scadenze e obiettivi prestabiliti.

Lo stage in azienda è a titolo gratuito, ma la prospettiva è sempre quella di una collaborazione futura: "Quando vedo che lo stagista è valido, mi impegno a mostrargli una parte del progetto aziendale per valutare con lui se può essere di suo interesse continuare la collaborazione una volta diventato professionista" spiega Ghiroldi. "Mi impegno a restituire questo investimento nei nostri confronti in una collaborazione futura, piccola, grande o media che sia, sulla base delle competenze che vediamo".

Attualmente, i due ragazzi che hanno collaborato con ITE sono parte dell'azienda come consulenti: "Entrambi sono liberi professionisti. Quando li ho conosciuti avevano già intenzione di aprire la loro partita IVA" spiega Ghiroldi.

Competenze ricercate

Ma quali sono gli ambiti in cui operano gli stagisti ITS? Per capirlo bisogna guardare meglio al complesso. ITE è una delle PMI italiane che dopo aver investito molto nell'operatività, ora sta attraversando un processo di rinnovamento: "Funzioni aziendali come marketing o HR sono sempre state lasciate in secondo piano, viste come costo anziché investimento" spiega Ghiroldi. "Ora che stiamo vivendo un cambio generazionale, sto cercando di far comprendere all’azienda l’importanza di queste nuove funzioni. Le competenze che abbiamo integrato sono tutte competenze nuove nell'ambito del marketing".

Dal momento che l'esperienza dei ragazzi che frequentano l'ITS non è ancora ben sviluppata, non ci si aspetta un tipo di conoscenza approfondito dei temi su cui andranno a lavorare. Per questa ragione, nella selezione dei ragazzi ci si concentra soprattutto sulle soft skills: "Cerchiamo di capire il ragazzo: se è intraprendente, che tipo di carriera ha in mente. Poi ci assicuriamo che i valori siano simili ai nostri e al nostro codice etico: il rispetto, la generosità, la collaborazione, la comunicazione, il far circolare le informazioni".

Ma, anche se prima di uno stage avviene sempre un colloquio di tipo conoscitivo, la vera selezione avviene nella fase successiva: "Valuto tutte queste cose nel periodo di stage, per valutare una collaborazione futura".

Ma perché l'azienda preferisce scegliere i candidati dall'ITS rispetto all'università? Per una questione di competenze pratiche, principalmente: "Le università italiane sono troppo concentrate sulla teoria e troppo poco sulla pratica, mentre gli ITS fanno sì che un ragazzo, una volta diplomato, abbia già una predisposizione maggiore al mondo del lavoro" spiega Ghiroldi. Questo accade anche perché il percorso ITS è più specifico rispetto a quello universitario: "Il percorso ITS è più targettizzato sull’obiettivo".

Ghiroldi, che accoglie nella sua azienda anche ragazzi in percorsi di PCTO, nota lacune anche nell'istruzione scolastica: "La differenza fra un istituto secondario e un ITS sta nella preparazione dello stage. Con l'ITS lo stage ha un progetto alle spalle: segue linee guida progettate e preparate. Con le scuole, invece, questo non avviene: "Alcuni ragazzi molto in gamba li abbiamo contrattualizzati e oggi sono nostri dipendenti, ma il merito è dei ragazzi, non della scuola".

In conclusione, il percorso ITS permette sia all'azienda che agli studenti di contestualizzare meglio i loro studi e seguire percorsi coerenti e strutturati: questo è il loro vero punto di forza, dal punto di vista di un'azienda. Lo è a tal punto che Matteo Ghiroldi chiude così: "Personalmente, se avessi tempo farei anche io un percorso di studio all’ITS".