FOMO, la paura che gli altri si divertano di più

Di Deborah Disparti.

FOMO, fear of missing out, ovvero la paura di essere tagliati fuori, l'ansia sociale di rimanere esclusi dagli eventi, da situazioni di socialità.

FOMO, ovvero la “fear of missing out”

FOMO è una sigla che sta per “fear of missing out” che in italiano può essere tradotto come “paura di essere tagliati fuori” e si tratta di un fenomeno non nuovo ma che si è rafforzato e maggiormente diffuso con l’avvento dei social e della condivisione veloce e costante di ogni evento di vita.

Cos'è la FOMO?

Sindrome da FOMO: cos'è e come funziona
Sindrome da FOMO: cos'è e come funziona

Far parte del gruppo sociale e condividere esperienze è un bisogno importante per gli esseri umani. Quando questo viene negato o ostacolato può dare origine a diversi vissuti e fenomeni, tra cui la FOMO. La paura di essere tagliati fuori solitamente non è causata da una vera e propria esclusione sociale quando dall’impossibilità di prendere parte a ogni situazione di socialità: come ad esempio viaggi, serate in discoteca, feste, ecc.
Si tratta, come dicevamo, di un fenomeno che esiste da tempo ma che è stato notevolmente accentuato dai social: qui infatti vi è una condivisione costante di ciò che di bello accade nella vita di ognuno (spesso escludendo ciò che invece non è piacevole), e questa condivisione è massiccia e costante.
In questo modo, chiunque acceda ad un social si trova di fronte a foto, video e racconti di esperienze di ogni tipo, che spesso scatenano due tipologie di reazione:

  • Ansia e disagio relativi alla sensazione di vivere meno esperienze gratificanti rispetto agli altri e di non poter far parte di quel “gruppo”;
  • Necessità di mantenere un contatto costante (diretto o indiretto) con gli altri, soprattutto attraverso i social network per evitare l’esclusione;

Quali conseguenze può avere la FOMO?

Tutte queste sensazioni e credenze di esclusione, possono portare a conseguenze su piani differenti.

  • Da un punto di vista emotivo vengono spesso stimolate ansia, perdita, tristezza, paura e disagio. Tali emozioni possono avere un impatto contenuto e gestibile, ma in certi casi possono portare a manifestazioni più problematiche come attacchi di panico e umore depresso.
  • Queste emozioni sono alimentate anche da pensieri e schemi cognitivi di rimuginio, ruminazione: ci si può ritrovare a pensare spesso che gli altri saranno più felici, che non è giusto che noi ci stiamo perdendo quella cosa, che dobbiamo sapere cosa fanno gli altri per evitare di essere tagliati fuori.
  • Tutto ciò può quindi influenzare il comportamento. Una conseguenza spesso evidente è il controllo impulsivo, quasi compulsivo, del telefono, delle notifiche e delle novità sui social.

    Inoltre possono manifestarsi due comportamenti opposti:
  • il tentativo di partecipare a ogni evento e prendere parte a ogni situazione sociale;
  • l’auto-esclusione dal gruppo per paura di non riuscire a stare al passo.

Ovviamente tutte queste emozioni negative, questi pensieri e questi comportamenti possonoassumere una portata tale da interferire con lo svolgimento di attività quotidiane come lo studio ed illavoro, ma anche sui momenti di socializzazione stessa.

Come gestire la FOMO

Molto spesso chi accusa le conseguenze negative della FOMO non è consapevole di ciò che scatena il disagio: un pò per la scarsa informazione e conoscenza sul tema, un pò per difficoltà di automonitoraggio. Per diminuire le sensazioni di disagio causate da questo fenomeno è quindi importante:

  1. la consapevolezza: capire cosa ci fa star male e quali conseguenze ha sulle nostre emozioni è il primo passo per risolvere una situazione di disagio;
  2. gestione del pensiero: esistono diverse modalità per gestire i pensieri intrusivi, alcune più semplici, come la distrazione, altre più complesse che possono essere apprese in terapia.
  3. regolare l’ansia: come per i pensieri, anche in questo caso è possibile ricorrere a strategie più basilari se l’intensità è limitata. Se invece l’ansia è molto intensa e frequente è necessario rivolgersi ad un professionista;
  4. essere realistici: assumere uno sguardo oggettivo e critico senza lasciarci trasportare dalle emozioni.
    ad esempio potremmo iniziare a notare che non è vero che tutti gli altri fanno più esperienze e sono più socialmente coinvolti, che anche chi condivide molte esperienze invidiabili può avere difficoltà nella sua vita privata o che non essere costantemente
    connessi non ci condurrà in automatico all’esclusione eterna.
  5. datti delle regole: puoi ad esempio stabilire ogni quanto tempo accedere ai social o impostare i limiti sullo smartphone. Potresti anche pensare di non accedere quando stai vivendo esperienze di socialità positive così da goderne appieno.

Bisogna inoltre porre particolare attenzione alla FOMO in estate, periodo in cui la condivisione di partecipazione sociale ed esperienze si intensifica, e che spesso crea una corsa a chi condivide di più per non restare tagliati fuori.
Il rischio è quello di essere talmente coinvolti in questa gara fantomatica, da perderci ciò che realmente abbiamo, oltre che di creare un maggior divario con chi ha possibilità di gran lunga inferiori.

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