Cos'è la filosofia, cosa studia e chi è il filosofo

Cos'è la filosofia, cosa studia e chi è il filosofo A cura di Chiara Colangelo.

Definizione, origini e significato della filosofia. Cos'è e cosa studia la disciplina che nacque nell'antica Grecia arrivando fino ai giorni nostri

1Filosofia: un problema di definizione

Il grande filosofo francese Voltaire
Il grande filosofo francese Voltaire — Fonte: ansa

Che cos’è la filosofia? Rispondere a questa domanda sembrerebbe semplice e la maggior parte di noi si potrebbe aggrappare alle nozioni trasmesse a scuola, alle riflessioni di un ampio spettro di pensatori. Ma c’è qualcosa che accomuna teorizzazioni che spaziano dalla politica, alla morale, alla scienza, all’uomo così diverse tra loro e talvolta in contraddizione? Cosa contraddistingue la filosofia dalle altre discipline? E soprattutto: qual è l’utilità del filosofare e chi sono i filosofi? 

Prima di provare a sciogliere questi interrogativi sarà utile riportare l’emblematica definizione che ci offre il filosofo statunitense contemporaneo Robert Audi, autore del lemma filosofia all’interno di una delle principali Enciclopedie filosofiche:    

 «La definizione della filosofia è essa stessa un problema filosofico…è lo studio critico, normalmente sistematico di una gamma illimitata di idee e problemi. Ma questa caratterizzazione non dice nulla su quali tipi di idee o questioni siano importanti in filosofia o sui suoi metodi distintivi di studiarli».

E le nostre domande non sembrano trovare risposte neanche interpellando coloro i quali sono considerati i maggiori pensatori di tutti i tempi:   

«Quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa stia dicendo: questa è filosofia» (Voltaire)    

«Si possono concepire i filosofi come persone che compiono sforzi estremi per sperimentare fino a che altezza l'uomo possa elevarsi» (Nietzsche)    

Non ci resta dunque che iniziare la nostra trattazione ripercorrendo la storia della Grecia antica, da quando cioè apparse il termine filosofia e mossero i primi passi i cosiddetti filosofi.    

2Origini della filosofia

Busto raffigurante Pitagora
Busto raffigurante Pitagora — Fonte: ansa

2.1Quando e dove?

La filosofia nasce nella Grecia del VI secolo a.C. e, secondo la tradizione, il primo pensatore ad utilizzare la parola fu Pitagora. L’etimologia la dice lunga sul significato che i primi filosofi associarono alla disciplina: amore del sapere. Tensione, amore, desiderio incessante di sapienza e verità ma mai completo possesso: da subito Pitagora stabilisce una differenza sostanziale tra l’uomo, proteso verso la conoscenza senza mai afferrarla nella sua totalità, e il divino, che invece la coglie in modo certo e totale. 

Ma Pitagora non parla di un uomo qualunque: filosofo è solo colui che, seguendo la sua metafora della vita come una grande festa, non prende parte alle gare, o si reca in loco per affari o per divertimento, ma unicamente per scrutare ciò che accade. Filosofo è colui che contempla in modo disinteressato la realtà deducendo dalle sue riflessioni delle norme di comportamento che possano guidare la vita in modo retto. 

2.2La filosofia prima dei greci

il filosofo greco Socrate. Conosciamo il suo pensiero grazie all'opera di Platone
il filosofo greco Socrate. Conosciamo il suo pensiero grazie all'opera di Platone — Fonte: ansa

Prima dei Greci gli esseri umani si ponevano domande su loro stessi o sul mondo? La risposta positiva ci sembra scontata e lascia scoperta, allora, un’irriducibile questione: non è filosofia, dunque, la saggezza orientale di molto anteriore al VI secolo? Già dalla metà del XIX secolo, infatti, i cosiddetti orientalisti hanno sollevato la questione, propugnando la teoria secondo cui la filosofia occidentale sarebbe nient’altro che un prodotto derivato dalle acquisizioni tecniche, scientifiche e filosofico-religiose sviluppatesi in Asia intorno al 1300 a.C. Nessuna originalità dunque. 

Tuttavia questa tesi trova poca accoglienza nel panorama odierno e gli studiosi occidentalisti sono concordi nell’affermare che furono i Greci a creare un modo di pensare e una mentalità del tutto nuovi. Furono i Greci, cioè, a creare la filosofia. Le motivazioni possono essere così riassunte:  

  • Nei testi degli autori classici non si ravvisano cenni su una qualche derivazione orientale della filosofia greca
  • L’originalità dei greci consistette nel trasformare il carattere prevalentemente empirico e utilitaristico del sapere orientale in una speculazione teorico-concettuale, scientifica
  • La sapienza orientale era di tipo religioso, patrimonio di una casta ristretta di sacerdoti artefici di una verità immodificabile, e animata soprattutto da problemi riguardanti la salvezza dell’uomo dal dolore, variamente inteso, della vita. La filosofia occidentale, al contrario, si configura come una ricerca razionale, libera dal peso della tradizione, dei costumi, della religione, orientata alla conoscenza della realtà, della natura, del cosmo.

Quest’ultimo punto è senz’altro l’aspetto decisivo in grado di farci comprendere in cosa consista il metodo filosofico. Ogni uomo, secondo i Greci, è in grado di filosofare, in quanto ogni uomo è dotato di una ragione che gli permette di ricercare in modo autonomo la verità.

La Scuola di Atene, Raffaello Sanzio
La Scuola di Atene, Raffaello Sanzio — Fonte: ansa

2.3Come nacque la filosofia in Grecia

Dopo aver circoscritto geograficamente e temporalmente la nascita della filosofia, dobbiamo a questo punto chiarire quali furono le condizioni culturali, politiche e sociali che ne hanno permesso la fioritura. 

La Grecia fu senza dubbio lo scenario all’interno del quale si sperimentarono le prime forme di governo democratico della storia. Solamente nell’universo delle poleis poteva nascere una società dinamica, una comunità di uomini liberi che, attraverso il dibattito e il ragionamento, si scontravano dialetticamente e prendevano delle decisioni. 

Un modello di società che potrà non sembrarci particolarmente originale se comparato con il mondo odierno ma che, rispetto alle civiltà coeve del vicino Oriente, dimostrava tutta sua peculiarità. Le principali differenze stavano infatti:

  • Nella mancanza di monarchie accentratrici, autoritarie, basate sul potere assoluto di re venerati come divinità. Al contrario, in Grecia, divenne trainante un ceto mercantile e artigiano che voleva erodere le prerogative della vecchia aristocrazia agraria, ribadendo il principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge (isonomia) e mettendo in discussione la cultura dominante.
  • In Grecia non esistevano caste sacerdotali che detenevano il potere, imponevano un cieco rispetto della tradizione e consideravano sacri e immutabili alcuni modi di pensare e di vivere.

Ciò spiega come la filosofia fiorì infatti inizialmente nelle colonie ioniche dell’Asia Minore, dominate da un crocevia di idee e da una mentalità aperta e, solo successivamente, ad Atene

Inoltre, è bene ricordare come le speculazioni filosofiche non nascessero nel nulla, ma presero avvio nel solco dei contributi offerti prevalentemente dalle: 

  • Cosmogonie mitologiche
  • Religione dei Misteri, ed in particolare l’orfismo
  • Sentenze dei Sette Savi
  • Poesie

3Caratteristiche della filosofia

Platone e Aristotele
Platone e Aristotele — Fonte: getty-images

A questo punto siamo in grado di riassumere e fissare alcune caratteristiche fondamentali della disciplina filosofica.  

Il contenuto: è la totalità delle cose, i fondamenti che stanno alla base di tutta la realtà. La filosofia si distingue dalle scienze particolari (medicina, fisica, astronomia ecc) perché non guarda alla realtà soltanto assumendone un aspetto peculiare (il corpo umano, il movimento, i corpi celesti ecc), ma la indaga nella sua universalità.  

I problemi che di volta in volta assumerà (il suo contenuto specifico) ne circoscriveranno anche il campo, senza però modificare la sua vocazione al generale. Così, parlando delle principali discipline filosofiche avremo: 

  • Metafisica (ciò che è oltre la fisica e studia le strutture eterne, stabili e immutabili e le cause prime che generano tutta la realtà) e l’ontologia (studio della realtà in generale)
  • Gnoseologia (studio dei fondamenti del conoscere) e logica (studio dei ragionamenti)
  • Etica e politica (studio del comportamento umano individuale e collettivo)

Ma i problemi filosofici sono vasti e man mano abbracceranno i più diversi aspetti: dall’arte e la bellezza (estetica), al linguaggio (filosofia del linguaggio), alla scienza (filosofia della scienza).  

La filosofia sembra configurarsi come un contenitore sempre uguale nella forma e nella modalità che, però, muta continuamente il suo contenuto e, dunque, la sua vocazione.  

Il metodo è la spiegazione critica e razionale della realtà. Ciò che regge l’impalcatura del discorso filosofico è senza ombra di discussione il logos, ovvero la ragione. Alla filosofia non basta la constatazione, la descrizione della realtà ma ciò che la anima è la ricerca della causa, del principio. Nessun ossequio alla tradizione, aderenza ad un testo sacro o trattazione fantastica/mitica: l’unica arma del filosofo è il ragionamento.

4Chi era il filosofo?

La morte di Seneca, Jacques-Louis David
La morte di Seneca, Jacques-Louis David — Fonte: ansa

Chiarito cosa sia la filosofia, ci rimane ora da definire chi siano i filosofi. A dissipare i nostri dubbi ci sono venuti in soccorso i primi grandi pensatori greci.  

La filosofia appartiene a ogni uomo e ogni uomo è potenzialmente filosofo. Configurandosi come indagine critica di se stessi e del mondo, come ricerca del senso delle cose, la filosofia è l’attività che rende la vita dell’uomo davvero degna di essere vissuta (Socrate).  

Filosofo è ogni uomo perché chiunque si pone interrogativi e riflette sul significato della propria vita e sulla realtà che lo circonda (Aristotele).  

La meraviglia e lo stupore di fronte al mondo nutrono il filosofo che si configura, quindi, come uno scienziato che non mira a raggiungere qualche utilità pratica ma che è unicamente mosso dall’amore per la conoscenza (Aristotele).  

Filosofo è inoltre colui che è in grado di mettere in crisi tutte le certezze precostituite e di condurre gli uomini verso la ricerca di ciò che è bene fare, avendo indagato il significato più vero di ciò che si è e ciò che ci circonda (Socrate, Epicuro, Seneca). 

Filosofo è colui che è in grado di scegliere consapevolmente cosa è bene per se stesso e per gli atri, di servirsi concretamente e in modo benefico del proprio sapere (Platone). 

I filosofi greci, inoltre, concentrarono la loro ricerca su questioni di varia natura ma, a seconda del problema fondamentale di cui si occuparono, possiamo collocarli all’interno di cinque grandi periodi:   

  • Periodo cosmologico: i filosofi cosiddetti pre-socratici, ad eccezione dei sofisti
  • Periodo antropologico: i sofisti e Socrate
  • Periodo ontologico: Platone e Aristotele
  • Periodo etico: stoici, epicurei, scettici, eclettici
  • Periodo religioso: neoplatonici

Che cosa rende filosofi? Il coraggio di non serbare nel proprio cuore alcuna domanda.

Arthur Schopenhauer