Filosofia e Medicina: l'arte medica da Ippocrate a Galeno

Filosofia e Medicina: l'arte medica da Ippocrate a Galeno A cura di Giulia Guadagni.

Filosofia e Medicina, ovvero l'arte medica nell’antica Grecia e nel mondo ellenistico, da Ippocrate a Galeno: storia, caratteristiche e protagonisti

1Medicina e Filosofia: le prime scuole e la medicina ippocratica

Soldato ferito. Illustrazione delle opere di Ippocrate
Soldato ferito. Illustrazione delle opere di Ippocrate — Fonte: getty-images

Nella società greca e poi in quella romana non esistevano scuole di medicina paragonabili alle Facoltà medievali, né ospedali, né istituzioni pubbliche o leggi che regolassero e garantissero la formazione dei medici. La maggior parte dei medici era autonoma e spesso itinerante

I primi testi greci di medicina furono scritti dai medici della scuola di Cos. La scuola fu fondata nel V secolo a. C. da Ippocrate. L’insieme delle opere dei medici di Cos fu attribuito in seguito quasi interamente a lui e si chiama Corpus Hippocraticum. La medicina ippocratica godeva di grande prestigio nella cultura greca e molti medici seguivano il suo metodo. 

La medicina ippocratica si fondava su due elementi fondamentali: equilibrio e umore. 

  1. L’equilibrio (kràsis) era il criterio della salute. Un corpo sano (la medicina ippocratica considerava sempre il corpo nella sua interezza e non nelle sue singole parti) era un corpo in cui regnava l’equilibrio.
  2. Gli umori, cioè i liquidi organici come la bile, il catarro e il sangue, erano gli elementi fondamentali della fisiologia ippocratica.
Ippocrate (460-370 a.C.), il padre della medicina occidentale
Ippocrate (460-370 a.C.), il padre della medicina occidentale — Fonte: getty-images

Ippocrate era decisamente contrario alla tradizione medica magico-religiosa. Perciò escludeva la volontà degli dèi dalle cause dei malanni. Le uniche cause che prendeva in considerazione erano quelle naturali, regolari e osservabili.  

Secondo Ippocrate le malattie erano dovute a squilibri umorali, determinati da tre fattori:
1. l’ambiente: il clima, la geografia dei luoghi, la qualità dell’acqua, la temperatura, i venti;
2. la dieta: le abitudini alimentari e i comportamenti individuali;
3. i traumi: ferite, contusioni, lesioni, ustioni.

Le cure mediche consistevano perlopiù in cambiamenti di dieta e di abitudini dei pazienti (ginnastica, riposo, igiene ecc.) e nella somministrazione di farmaci

Il dialogo con i malati era fondamentale nella medicina ippocratica e i medici avevano ottime capacità prognostiche. Ponendo domande, osservando i visi, i corpi e le secrezioni potevano prevedere con grande precisione il decorso della malattia. 

2Filosofia e medicina: caratteristiche e protagonisti

Nella Grecia antica, fra medicina e filosofia vigeva una relazione di scambio e influenza reciproca. Le scuole mediche del V secolo, per esempio, avevano preso a modello i filosofi naturalisti per abbandonare la medicina magico-religiosa.    

2.1Platone e la medicina

Nell’opera di Platone, al contrario, è la medicina a fornire un modello alla filosofia: un modello di razionalità, bontà ed efficacia. 

Secondo Platone, la medicina occupa un ruolo centrale fra le tèchnai, le arti, perché si occupa dell’uomo e del corpo umano. L’arte medica è così importante che chi governa non dovrebbe essere solo filosofo, ma anche medico. 

2.2Aristotele e la medicina

Nella concezione aristotelica della medicina domina la causa finale, sotto forma di due principi: 

  1. la forma degli organi dipende dalla funzione che devono svolgere;
  2. la natura non fa alcunché a caso, quindi di ogni parte del corpo è possibile individuare una funzione.

L’anima (psychè) è il principio vitale che dà forma agli organismi viventi (non c’è separazione tra anima e corpo). L’anima è composta di diverse facoltà: 

  • l’anima vegetativa governa la crescita e la riproduzione (proprie di tutti i viventi);
  • l’anima sensitiva, che governa le percezioni, ha sede nel cuore (la fisiologia aristotelica è cardio-centrica);
  • l’anima razionale, propria solo degli umani.

Nel V secolo in Grecia i medici non praticavano dissezioni di corpi, né umani né animali, e dunque non conoscevano la conformazione degli organi interni. Aristotele, con i suoi studi sugli animali, ha dato avvio alla fortuna delle ricerche anatomiche, contribuendo a una notevole rivoluzione in medicina. 

L’arte medica, da allora, in poi, ha iniziato a dedicarsi sempre più agli organi e sempre meno agli umori. La biologia e la medicina successive furono ampiamente influenzate da Aristotele e dai suoi studi

3La scuola di Alessandria

Biblioteca di Alessandria, in Egitto
Biblioteca di Alessandria, in Egitto — Fonte: getty-images

Alessandria è un luogo cruciale per la storia della medicina antica. Nel III secolo a. C, Tolomeo, uno degli eredi di Alessandro, fondò non solo la più grande e ricca Biblioteca del mondo ellenistico, ma anche un Museo, dove filosofi e scienziati potevano studiare e vivere a sue spese.  

Erofilo ed Erasistrato, due medici, condussero rivoluzionarie ricerche anatomiche, dedicandosi alla dissezione di corpi umani. Scoprirono:  

  • l’importanza del cervello per il movimento e per la percezione;
  • la differenza tra vene e arterie;
  • l’importanza diagnostica della misura delle pulsazioni;
  • come costruire dei termometri per misurare la temperatura corporea.

A partire dalle loro scoperte si formò una corrente medica detta dei “razionalisti” (o “dogmatici”), che sosteneva la necessità di ricercare le cause invisibili, anatomiche, delle malattie e di curare quelle invece di concentrarsi sui sintomi.  

Ai dogmatici si opponevano gli “empirici”, secondo i quali il sapere tradizionale tramandato dalla scuola ippocratica, unito all’osservazione dei sintomi, era sufficiente a curare i malati.  

4Galeno: vita e pensiero filosofico

Ippocrate e Galeno. Affresco dei primi del XIII secolo nella cripta della Cattedrale di Santa Maria ad Anagni
Ippocrate e Galeno. Affresco dei primi del XIII secolo nella cripta della Cattedrale di Santa Maria ad Anagni — Fonte: getty-images

Galeno nacque a Pergamo, in Asia Minore, e si trasferì a Roma dopo aver studiato a Smirne e ad Alessandria, dove aveva imparato l’anatomia dissezionando i cadaveri. Fu il più celebre medico e uno dei più grandi scienziati del II secolo d. C. 

Galeno voleva unificare il sapere e la pratica medica, coniugando le posizioni di dogmatici ed empirici. Riteneva che alla medicina servissero tanto la ragione (per conoscere il funzionamento dei corpi e le cause delle patologie) quanto l’esperienza (per conoscere i sintomi, i decorsi e i rimedi). 

Galeno coniugava la teoria ippocratica degli umori con l’anatomia. Credeva che i tessuti fossero composti dai quattro elementi della fisica aristotelica, con le rispettive qualità: acqua (liquido), terra (secco), fuoco (caldo) e aria (freddo). 

Galeno innesta la teoria umorale ippocratica sulla fisica aristotelica. Mescolandosi, e a seconda del prevalere dell’uno o dell’altro, gli elementi determinano l’equilibrio degli umori nel corpo e danno luogo a quattro temperamenti: flegmatico (prevalenza di flegma), melancolico (bile nera), collerico (bile gialla) e sanguigno (sangue). La terapia deve sempre tener conto del temperamento del malato. 

Conferenza di Galeno (130-201 d.C.) sull'anatomia nel Tempio della Pace a Roma
Conferenza di Galeno (130-201 d.C.) sull'anatomia nel Tempio della Pace a Roma — Fonte: getty-images

Accanto alla conoscenza degli umori e dei temperamenti, la medicina galenica faceva affidamento sulla conoscenza anatomo-fisiologica degli organi e delle loro funzioni.   

Galeno segue la tripartizione platonica dell’anima: razionale, emotiva e desiderante. Ogni parte dell’anima è funzione di un organo. La razionalità è una funzione del cervello (contro Aristotele e in accordo con gli alessandrini), le passioni una funzione del cuore e il desiderio del fegato.   

Numerose opere di Galeno si sono conservate (un ottavo di tutti i testi greci che possediamo è costituito dai suoi scritti): più di centocinquanta trattati di anatomia, fisiologia, patologia, terapia, farmacologia e igiene, ma anche filosofia, etica, matematica, architettura, teatro e poesia.   

Per secoli, l’opera di Galeno è stata il riferimento principale per la medicina europea e non solo. Nelle università medievali e fino al Rinascimento, i medici hanno studiato Galeno e applicato i suoi metodi.