Federigo degli Alberighi: temi trattati, morale e commento

Federigo degli Alberighi: temi trattati, morale e commento A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Temi e commento a Federigo degli Alberighi, la nona novella della quinta giornata del Decameron di Boccaccio narrata da Fiammetta. Parafrasi e commento alla novella che ha, come temi centrali, gli amori felici grazie alla benignità di qualcuno e la decadenza della nobità feudale.

1Federigo degli Alberighi (Dec. V, 9)

1.1Sintesi di Federigo degli Alberighi

Decameron di Boccaccio: miniatura
Decameron di Boccaccio: miniatura — Fonte: getty-images

Federigo degli Alberighi ama e non è amato, e in cortesia spendendo si consuma e rimangli un sol falcone, il quale, non avendo altro, dà a mangiare alla sua donna venutagli a casa; la qual, ciò sappiendo, mutata d'animo, il prende per marito e fallo ricco (Dec. V, 9).

Siamo nella quinta giornata, dedicata agli amori felici grazie alla benignità di qualcuno o alla fortuna.

Questa novella è narrata da Fiammetta su un racconto a sua volta di Coppo di Borghese Domenichi, e ha per argomento la decadenza della vecchia nobiltà feudale: gli Alberighi un tempo erano una famiglia prospera, ma a causa di eccessive spese sono caduti in rovina. Federigo vuole conquistare monna Giovanna, donna incantevole, ma sposata. Nonostante questo, seguendo le regole del fin amor, della cortesia, organizza ugualmente bellissime feste e abbondanti banchetti per conquistarla. Tutto inutile. Si riduce a vivere in povertà con la sola compagnia del suo amato falcone da caccia, l’unico segno della sua antica nobiltà.

1.2Federigo degli Alberighi, trama

Federigo degli Alberighi è un giovane gentile e cortese, nato in una nobile famiglia fiorentina – dell’antica nobiltà guerriera, per la precisione. Federigo si innamora di una nobildonna chiamata monna (madonna) Giovanna.

Quest’ultima è sposata e quindi in nessun modo potrebbe ricambiare il sentimento alla luce del sole e inoltre non ha molta stima di Federigo che, intanto, sperpera il suo patrimonio in balli e feste, dominato dagli inquieti sentimenti dell'amore impossibile. Insomma: si rovina al punto che gli restano un piccolo podere e il suo amatissimo falcone, con il quale si guadagna da vivere e di che mangiare cacciando.

Improvvisamente Giovanna rimane vedova e si dedica anima e corpo al suo unico figlio, ormai adolescente e molto malato. Giovanna cerca di rinvigorirlo facendogli assaporare l’aria della campagna e quindi lo porta fuori città in un podere proprio vicino a quello di Federigo.

Caccia con falco, affresco del XV secolo attribuito al pittore boemo Venceslao
Caccia con falco, affresco del XV secolo attribuito al pittore boemo Venceslao — Fonte: getty-images

Senza che passi troppo tempo, il ragazzo fa amicizia con Federigo e osserva ammaliato il suo falcone: lo desidera da subito, ma non osa chiederlo perché capisce quanto sia caro al nobile. Chiede allora alla madre di andarlo a chiedere a Federigo: se riuscisse ad averlo, ammette il ragazzo, sicuramente sarebbe potuto guarire prima. Ne parla con la madre, che accetta titubante di chiedere a Federigo il suo bene più prezioso: è consapevole, infatti, che è stato proprio l’amore non ricambiato verso di lei a mandare in rovina il nobile e a costringerlo a vivere di sola caccia.

L'insistenza del figlio la convince a fare questo passo. Giovanna, mostrando di voler fare una visita cortese a Federigo, e facendosi accompagnare, Federigo però, resosi conto di non avere granché nella dispensa e trovandosi quindi in difficoltà nel preparare un degno banchetto, decide di sacrificare e far cucinare per pranzo proprio il falcone, senza però dire nulla al riguardo. Quando però monna Giovanna inizia a parlare a Federigo del vero motivo per il quale è venuta, a Federigo si fa notte e scoppia in lacrime: le riferisce di aver cucinato il suo falcone. All'infausta notizia, il ragazzino peggiora e muore dopo poco tempo.

In seguito i fratelli di Giovanna consigliano alla sorella di rimaritarsi. Giovanna ci pensa su e alla fine concede ai fratelli di risposarsi a patto che il marito sia Federigo degli Alberighi. Federigo si era dimostrato nobile di cuore cucinando il suo bene più prezioso pur di darle da mangiare. I fratelli all'inizio si oppongono, non ritenendo conveniente che la sorella sposi un uomo afflitto sul lastrico, ma la donna è irremovibile e la spunta dicendo questa frase: «Fratelli miei, io so bene che così è come voi dite, ma io voglio avanti uomo che abbia bisogno di ricchezza che ricchezza che abbia bisogno di uomo». Queste parole convincono i fratelli e Giovanna e Federigo si sposano felicemente. Federigo smette poi di sperperare i soldi, diventando anche un buon “massaio”.

2Federigo degli Alberighi: analisi

Nel testo si distinguono quattro sezioni: una premessa, l’antefatto, l’azione narrativa, la conclusione. La premessa è nelle parole di Fiammetta che affronta il tema della cortesia e del rapporto tra amore e cuori gentili. Mette in guardia le altre donne dicendo loro che in amore bisogna scegliere bene. Introduce poi un secondo narratore a cui attribuisce il racconto. 

L’antefatto riguarda invece le spese e lo spreco che Federigo ha fatto per amore e per mostrarsi degno dell’amore di Monna Giovanna: l’antefatto arriva fino alla notizia che Federigo, ormai in rovina economia, si è ritirato in campagna con il suo falcone

L’azione narrativa è tutta nella visita di Monna Giovanna a casa di Federigo per chiedere il falcone che intanto lo stesso Federigo ha acconciato come pranzo

La conclusione, molto rapida, culmina con il matrimonio tra i due. Da amori infelici a felici, nonostante i due lutti – anzi proprio grazie ai due lutti subiti da Monna Giovanna (il marito e il figlio).

Da un punto di vista linguistica prevale il registro cortese e questo sin dalle prime parole di Fiammetta. Nel dialogo tra Federigo e Giovanna questo registro continua a dominare e si nota anche una sintassi molto elaborata. Della sfera cortese ricorrono parole come «onorare», «fede», «benignamente». Il campo semantico che domina è quello del «servigio d’amore», il servitium amoris tipico della letteratura cortese del medioevo.

2.1Interpretazione del brano

Il racconto ci presenta due comportamenti assai diversi:

  • l’eccessiva liberalità dell’antico ceto nobiliare;
  • le grandi ricchezze della nuova borghesia ottenute grazie ad attente amministrazioni e ad oculati investimenti.

Per i nobili il denaro è del tutto secondario, mentre per i borghesi è il fine stesso della vita. Il narratore ammira molto i valori degli antichi nobili e la vicenda, spostata al passato, permette di idealizzarli ancora di più.

Tuttavia il narratore ammira anche l’intraprendenza del nuovo ceto mercantile, operoso e intelligente. Cosicché, nel gesto simbolico del matrimonio, possiamo patteggiare per un compromesso tra “liberalità” e “masserizia”. Borghesia sì, per Boccaccio, ma temperata dai valori cortesi. O viceversa. 

La storia ha quindi un lieto fine grazie all’intervento dei fratelli di Giovanna che agiscono con buonsenso e in modo liberale, tutto il contrario dei fratelli della sfortunata Lisabetta da Messina (Dec. IV, 5). Inoltre il finale con il matrimonio che rende Federigo un “buon massaio” è in contrasto con il fin amor, che prevede un amore da lontano e per di più adultero. Dunque Boccaccio scava nella distanza tra amore ideale (e letterario) e concretezza della vita, facendoci propendere per la seconda

3I temi di Federigo degli Alberighi

Giovanni Boccaccio
Giovanni Boccaccio — Fonte: getty-images

Il tema principale è l’impoverimento del ceto nobiliare con le sue antiche prerogative (la potenza e la cortesia, il codice d’onore), gli svaghi (feste e banchetti), gli usi e costumi (la falconeria). È come se Boccaccio volesse proporre al lettore una dimostrazione per assurdo: se si seguono ideali troppo elevati, si perde di vista la concretezza della vita e ci si avvia all’auto-distruzione. Tanto è vero che Federigo si trova in una sorta di vicolo cieco che risponde al proverbio chi ha i denti non ha il pane, chi ha il pane non ha denti. Quando è ricco, la donna lo ignora. Quando la donna comincia a provare un certo interesse, è povero e non può più corteggiarla.

Il falcone è l’ultimo simbolo della nobiltà per Federigo ed è costretto a sacrificarlo per la sua stessa sopravvivenza (la speranza del matrimonio con Giovanna). È paradossale – ma fino a un certo punto – che Federigo, proprio per conquistare la donna che ama, sacrifica l’unico dono che lei aveva intenzione di chiedergli.

4I personaggi di Federigo degli Alberighi

Federigo è considerato dal narratore con simpatia e compassione, anche per i colpi della sfortuna che subisce: non ultima l’ironia della sorte per aver offerto il falcone come pasto, cosa di cui lui si duole tantissimo

Giovanna appare più fredda e finanche calcolatrice, sebbene anche il suo comportamento rimanga sempre su un piano di perfetta dignità e di elevata umanità. Intanto ha uno scrupolo quando sa di dover chiedere a un amante non ricambiato un sacrificio così grande come quello del falcone, suo unico bene: “Come manderò io o andrò a domandargli questo falcone, che è, per quel che io oda, il migliore che mai volasse e oltre a ciò il mantien nel mondo? E come sarò io sì sconoscente, che a un gentile uomo al quale niuno altro diletto è più rimaso, io questo gli voglia torre?L’amore per il figlio e la sicurezza della lealtà di Federigo la convincono. Tuttavia poi c’è il malinteso ironico con l’uccisione del falcone. Tuttavia non esita a prendere in marito Federigo, una volta conosciuto il suo sacrificio per lei.

Risponde così ai fratelli: “Fratelli miei, io so bene che così è come voi dite, ma io voglio avanti uomo che abbia bisogno di ricchezza che ricchezza che abbia bisogno d'uomo.”

C’è quindi un clima di grande umanità e di civiltà tra i due protagonisti che si concretizza proprio nel sacrificio del falcone che rappresenta simbolicamente un’anticipazione della loro futura unione che corona un finale da fiaba “vissero felici e contenti” (e benestanti aggiungerei):

Li fratelli, udendo l'animo di lei e conoscendo Federigo da molto, quantunque povero fosse, sì come ella volle, lei con tutte le sue ricchezze gli donarono. Il quale così fatta donna e cui egli cotanto amata avea per moglie vedendosi, e oltre a ciò ricchissimo, in letizia con lei, miglior massaio fatto, terminò gli anni suoi.

5Guarda il video sul Decameron di Giovanni Boccaccio

    Domande & Risposte
  •   Chi è Federigo degli Alberighi?

    Un uomo appartenente ad una nota famiglia dell'antica nobiltà guerriera fiorentina, un tempo prospera ma poi caduta in disgrazia.

  • Dove si svolge la novella di Federigo degli Alberighi?

    Nell'ambiente della nobiltà fiorentina a cui Federigo appartiene.

  • Perché Federigo degli Alberighi non può accontentare le richieste di monna Giovanna?

    Perché Giovanna gli chiede il suo amato falcone che però lui, nel frattempo, ha cucinato per lei.

  • Come finisce la novella su Federigo degli Alberighi?

    Il figlio di Giovanna muore e lascia in eredità alla madre tutte le ricchezze ereditate dal padre. Giovanna diventa quindi una donna ricca, decide di risposarsi e sceglie Federigo, nonostante sia povero.