Febbre di Jonathan Bazzi: trama riassunta e personaggi

Di Chiara Famooss.

Trama, riassunto e personaggi di "Febbre", il romanzo autobiografico di Jonathan Bazzi finalista al premio Strega 2020.

Introduzione

Il libro è suddiviso in cinquanta capitoli che seguono due linee temporali diverse:

  • Jonathan bambino che cresce tra la crudeltà, il grigiore e la chiusura mentale di Rozzano, un comune di Milano;
  • Jonathan adulto che deve affrontare una febbre che non se ne va e che lascia un segno indelebile.

Ambientazione

"Febbre", il romanzo di Jonathan Bazzi
"Febbre", il romanzo di Jonathan Bazzi — Fonte: getty-images

Siamo nel 2016, Jonathan frequenta l’università e vive a Milano, quando scopre di avere una febbre perenne che non accenna ad andarsene. Il ragazzo cerca di arrivare a fine mese insegnando yoga e portando avanti la sua carriera universitaria. La sua vita ha quindi un ritmo molto serrato: lavoro, studio, esami.

Questo ritmo è spesso scandito da sveglie notturne in bagni di sudore e da quella maledetta sensazione di stanchezza che gli rimane appicciata addosso per tutto il giorno. La fatica del ragazzo si percepisce fin dalle prime pagine mentre l’angoscia si insinua piano piano nella mente del lettore.

“Davanti al pregiudizio alzare la posta: meglio tacere? Lo sapranno anche i muri. ”

Bazzi fa poi fare un salto nel tempo, portando chi legge a sbirciare nella sua infanzia difficile. La situazione familiare non è delle più rosee e i pochi ricordi che gli appartengono non sono facili da digerire per un bambino. La famiglia è frammentata, i genitori sono delle figure negative e il sogno romantico non esiste.

Jonathan cresce quindi con i nonni materni a Rozzano, una vera e propria periferia della grande metropoli di Milano. Jonathan è un bambino speciale che ha un bisogno costante di affetto e, soprattutto, di attenzioni. Non gli dispiace passare del tempo da solo e preferisce di gran lunga la compagnia degli adulti a quella dei suoi coetanei.

“Chiudo gli occhi, la paura mi scorre sopra, è un fiume evanescente che ormai può fare a meno della sua fonte.

Jonathan sa di essere diverso perché lo sente fin nel profondo, in ogni fibra del suo corpo. È diverso come lo siamo tutti, d’altra parte. È fatto a modo suo come ogni persona è fatta a modo proprio. La ricchezza di ognuno sta proprio in questa diversità, in questo scarto con l’altro. Ma da bambini non è pensabile accettarlo, si vuole solo essere uguali a tutti gli altri.

Jonathan adulto

Passano gli anni, Jonathan comincia a diventare grande e la sua personalità inizia a delinearsi con prepotenza, preferendo i giochi femminili, le letture solitarie e le frequentazioni omosessuali.
Avviene poi un altro salto nella narrazione che ci riporta al punto di partenza, il 2016. Trascorrono diverse settimane fino a quando non arriva il verdetto tanto temuto: Jonathan è sieropositivo. Questo cambia tutto, perché spaventa e crea dubbi esistenziali.

“Il pensiero che tutto sta per finire mi scava, mi svuota. ”
A questo punto le due linee temporali convergono, facendo combaciare tutti i pezzi di una vita complicata. Bazzi, dopo un periodo intenso, difficile e pieno di interrogativi senza risposta, riesce ad accettare la malattia. Ma il percorso non è così lineare. Ci vuole tempo, coraggio e una grande forza d’animo per affrontare il dolore e, soprattutto, la vergogna.

Jonathan decide di andare avanti e lo fa raccontandosi apertamente e ammettendo di avere l'HIV, trovando nella scrittura una sua valvola di sfogo per osservare l’accaduto da un’altra prospettiva.

Commento a "Febbre"

“Febbre” di Jonathan Bazzi è prima di tutto una storia autobiografica. Ma è anche la storia di molti che non hanno avuto il coraggio e la forza di parlare. Al centro di tutto non c'è la febbre ma la vita stessa che tenta disperatemene di fluire nonostante tutte le avversità.

Lo scrittore-protagonista, attraverso le pagine potenti di questo libro, si libera dalla vergogna per la malattia, per il suo essere diverso, per i propri pensieri, per la ricerca di amore e per tutte le cose sbagliate che rappresenta e che lo rendono non uniforme ai dettami della società.
 
“Febbre” è un libro che scotta e che spiazza, è sincero e a tratti brutale. Attraverso una scrittura cruda e tagliente, Jonathan Bazzi costringe il lettore a immergersi nelle proprie emozioni e a fare i conti con tutte quelle che ha ammutolito nel corso degli anni.

“Voglio rimanere là dove sta il dolore, per frammentarlo con le parole e fargli fare un po’ meno male. ”

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