Fausto Coppi: la storia, la biografia e la bicicletta

Fausto Coppi: la storia, la biografia e la bicicletta A cura di Laura Morazzini.

Fausto Coppi: storia e vita del ciclista professionista dal 1939 al 1960, campione del dopoguerra italiano e storico rivale di Gino Bartali.

1Fausto Coppi

Alto e dinoccolato, dotato di un'incredibile sprint sulle brevi distanze, Fausto Coppi è stato un campione sportivo assoluto nel secondo dopoguerra, dove le due ruote sono d’obbligo per spostarsi e i ciclisti sono venerati come eroi. 

2Fausti Coppi, il garzone su due ruote

Un'immagine risalente probabilmente agli anni '50 dell'italiano Fausto Coppi (1919-60), uno dei ciclisti più famosi al mondo
Un'immagine risalente probabilmente agli anni '50 dell'italiano Fausto Coppi (1919-60), uno dei ciclisti più famosi al mondo — Fonte: getty-images

Fausto Angelo Coppi nasce a Castellania in provincia di Alessandria il 15 settembre 1919, in una modesta famiglia di braccianti agricoli, nella quale la zia paterna Albina è la maestra del paese e sorveglia che tutti i suoi nipoti vadano regolarmente a scuola, anche se si tratta di un’unica classe per tutte le fasce d’età.   

Fausto preferisce fare i giri delle colline a cavallo di una vecchia bicicletta, ma appena diventa adolescente deve iniziare a lavorare per aiutare la famiglia.

Nel 1933 va a Novi Ligure come garzone presso la salumeria Merlano: il negozio di Minghen (Domenico) diventa un punto di riferimento, lui lavora bene e si impegna particolarmente nelle consegne, ovviamente in sella a una vecchia bicicletta.   

3Il regalo giusto

Lo zio Fausto, capitano della marina mercantile, conosce bene la passione del nipote e rimane impressionato dall’impegno che mette nel lavoro, così gli manda 400 lire in una busta: sono un regalo per comprarsi una bicicletta nuova.

Così viene spesso visto in giro sul regalo dello zio, una splendida Maino argentata con la quale percorre in lungo e in largo la provincia, dove viene notato da Biagio Cavanna, dirigente sportivo e preparatore atletico.

Coppi viene osservato e giudicato degno di un allenamento serio; segue le direttive di Cavanna e inizia ad allenarsi come un professionista, partecipa alla sua prima gara con il Giro di Gavi e poi a Castelletto d’Orba dove vince la sua prima corsa e porta alla sua famiglia un premio di 500 lire.

Nel luglio del 1937 partecipa al Giro della Toscana con grandi aspettative ma pochi mezzi: a metà percorso è costretto a ritirarsi a causa di una ruota sgonfia. 

4Fausto Coppi e il 1939, l’anno del professionismo

Dopo un biennio nella Dopolavoro Tortona, il 1939 è l’anno dell’ingresso dei professionisti: Coppi viene ingaggiato da Eberardo Pavesi della squadra Legnano, con il compito di fare da gregario a Gino Bartali per 700 lire al mese, e lascia il lavoro di garzone per dedicarsi esclusivamente al ciclismo. 

Incrocia per la prima volta Bartali durante il Giro del Piemonte, vinto da questo mentre Coppi si posiziona al terzo posto e riceve i complimenti da “Ginettaccio”. 

Fausto Coppi e Gino Bartali. Milano, il 13 novembre 1959
Fausto Coppi e Gino Bartali. Milano, il 13 novembre 1959 — Fonte: getty-images

Ma nel 1940 avviene la svolta, Coppi vince il Giro d'Italia con 3'45" di vantaggio, battendo Bartali sulla salita dell’Abetone; una vittoria goduta appena qualche ora perché il giorno dopo Mussolini annuncia l’entrata in guerra dell’Italia.

Coppi è deciso a migliorarsi e finché gli è possibile si allena seguendo una tabella rigorosa dal punto di vista atletico e alimentare: il 7 novembre del 1942 riesce a stabilire un nuovo record dell’ora al velodromo Vigorelli di Milano, record che rimane imbattuto per 14 anni.

5Una lenta ripresa

Fausto coppi, velodromo Vigorelli di Milano, 1942
Fausto coppi, velodromo Vigorelli di Milano, 1942 — Fonte: getty-images

Allo scoppio della guerra è arruolato militare alla caserma di Tortona nel 38° Fanteria, rifiutando qualsiasi aiuto da parte di amici e conoscenti; è un uomo votato al dovere e non si sottrae alla chiamata alle armi. 

Fatto prigioniero dagli inglesi in Africa, viene rinchiuso nel campo di prigionia di Medjez-el-Bab, vicino ad Algeri e ci rimane per due anni, piegato dalle malattie e dalla scarsità cronica di cibo. 

Riesce a rientrare in Italia il 1° febbraio 1945 e viene assegnato alla RAF di Caserta, dove anche se indebolito, vuole riprendere ad allenarsi ma gli manca il mezzo: un giornalista del quotidiano la Voce lo intervista e poi fa un appello per cercare qualcuno che possa sostenerlo fornendogli una bicicletta.  

Coppi si allena con costanza come tesserato della Polisportiva S.S. Lazio e dopo la liberazione, con la bicicletta avuta in dono, torna in due giorni a casa sua in Piemonte.  

Il 22 novembre 1945 si sposa con Bruna Ciampolini, una maestra conosciuta appena prima di partire per il fronte, dalla loro unione nasce la figlia Marina.  

6Fausto Coppi e la rivalità con Bartali

Fausto Coppi e Giulia Occhini
Fausto Coppi e Giulia Occhini — Fonte: getty-images

Con il 1946 la nazione è ancora in piena ricostruzione, anche politica, e gli eventi sportivi sono seguiti con una passione senza precedenti. Coppi non può rimanere nella squadra di Bartali ed entra alla Bianchi, per la quale stravince la Milano-Sanremo dando 14 minuti di distacco al secondo.

Nel 1947 vince solo il Giro d’Emilia ma nelle gare del 1948 la rivalità con Bartali si acuisce: il 22 agosto 1948 a Valkenburg in Olanda, si distaccano dal capofila per controllarsi a vicenda, di fatto compromettendo la gara fino al ritiro di entrambi.

L’Unione velocipedistica italiana li squalifica per due mesi, per poi rivedere il provvedimento su difesa di Bartali, e limitando la sospensione a un mese solo.

Il 1948 è anche l’anno nel quale conosce Giulia Occhini, moglie di un suo fan, con la quale inizia una relazione clandestina, essendo entrambi sposati e non essendo legale il divorzio.

7L’anno d'oro

Giro d'Italia 1954: Fausto Coppi
Giro d'Italia 1954: Fausto Coppi — Fonte: getty-images

Il 1949 è il suo anno, vince la Milano-Sanremo e poi al Giro d'Italia batte sulla salita del Sestriere, compreso Bartali con un distacco di 23 minuti.

Alfredo Binda, commissario tecnico della nazionale italiana, riesce a convincere lui e Bartali a sfidarsi e correre insieme nel Tour de France; ma dopo poche tappe una brutta caduta rende la bicicletta di Coppi inutilizzabile, il team ci mette troppo per portargli quella di riserva e lui perde tutto il vantaggio accumulato meditando di ritirarsi. Per fortuna lo convincono a continuare: recupera nelle successive in testa con Bartali e arrivano primo e secondo.

Coppi è il primo ad aggiudicarsi la vittoria al Giro e nel Tour nello stesso anno. Come se non bastasse arriva terzo nel campionato del mondo, vince il campionato mondiale di inseguimento, quello italiano su ruote e il Giro di Lombardia.

8Gli infortuni di Coppi e la perdita del fratello

Fausto Coppi con il fratello Serse a Tortona
Fausto Coppi con il fratello Serse a Tortona — Fonte: getty-images

Il 1950 si apre con una serie di sfortune, si ritira da alcune gare per inconvenienti tecnici o non si piazza ai primi posti, ma il peggio deve venire: nel Giro del 1950 durante la tappa Vicenza-Bolzano viene urtato da un altro ciclista per evitare una macchina, Coppi cade fratturandosi il bacino in tre punti. Esce dall’ospedale solo dopo un mese ma la stagione è ormai persa.

Suo fratello Serse è anch’egli un ciclista e ha iniziato come suo gregario alla Bianchi nel 1945. Durante il Giro del Piemonte del 1951 la ruota della sua bicicletta si incastra e scivola sui binari del tram e batte la testa sul marciapiede; risale in sella per concludere la corsa ma una volta in albergo ha un malore e muore per un’emorragia cerebrale.

Fausto è disperato ma viene convinto a partecipare comunque al Tour: si posiziona decimo.

9La Dama Bianca

Fausto Coppi. Tour de France, 1952
Fausto Coppi. Tour de France, 1952 — Fonte: getty-images

Deciso a riconquistare quanto possibile, si concentra sulla preparazione fisica e riconquista la maglia rosa nel 1952, mentre la partecipazione al Tour sembra incerta per i conflitti con Bartali. Binda si impone e Coppi fa il bis, vincendo ancora Giro e Tour nello stesso anno.

Nel 1953 conquista il solo titolo che gli manca, quello di campione su strada, ma in occasione della premiazione vicino a lui compare pubblicamente Giulia Occhini.

Quando la relazione diventa pubblica si scatena la riprovazione sociale e della tifoseria: la Dama Bianca sconta tre mesi di carcere e perde il diritto di vedere i due figli avuti dal precedente matrimonio, lui riceve diverse denunce e minacce.

Si sposano in segreto in Messico e il loro unico figlio Angelo Fausto detto “Faustino” viene fatto nascere nel 1955 a Buenos Aires, aspettando tempi più clementi per potergli dare il cognome Coppi.

10Da sportivo a imprenditore

Dopo buoni risultati nel biennio ‘54-’55, costellati da segni di stima e reciproco sostegno con Bartali (l’episodio più famoso di lealtà sportiva fra i due è il passaggio dei rifornimenti durante il tour del 1954 da Coppi a Bartali), nel 1956 lascia la Bianchi per fondare la propria squadra la Carpano-Coppi.

Ma la resistenza fisica non è più al massimo e al calo si aggiungono le stressanti vicende giudiziarie dovute alla relazione con Occhini; riesce a conquistare il trofeo Baracchi in coppia con Ercole Baldini, sarà l’ultima vittoria.

Il ciclista italiano Fausto Coppi partecipa a una gara ciclistica in Burkina Faso, dicembre 1959
Il ciclista italiano Fausto Coppi partecipa a una gara ciclistica in Burkina Faso, dicembre 1959 — Fonte: getty-images

Nel 1959 Bartali è direttore sportivo della squadra San Pellegrino e vuole ingaggiare Coppi con lo stesso ruolo, Fausto accetta ma prima si reca in Alto Volta, uno stato indipendente del Burkina Faso, dove avrebbe dovuto partecipare a una corsa con diversi ciclisti francesi.

Rientrato in Italia si sente male e viene ricoverato con una febbre altissima; il fratello di uno dei suoi compagni di viaggio (anch’egli malato) telefona comunicando la diagnosi del fratello e la cura a base di chinino, ma secondo i medici italiani la malattia di Coppi è influenza e non viene adeguatamente curato.

Muore di malaria il 2 gennaio 1960 ad appena quarant’anni.

11Le squadre

  • 1938-39: Dopolavoro Tortona.
  • 1939-40: Legnano. 
  • 1945 S.S: Lazio.
  • 1945-56: Bianchi. 
  • 1956-57: Carpano Coppi.
  • 1958: Bianchi Pirelli. 
  • 1959: Tricofilina Coppi.

12Cosa ha vinto

  • 1940: Giro d’Italia.
  • 1942: Campionato italiano e primatista mondiale dell'ora.
  • 1946: Milano-Sanremo e Giro di Lombardia.
  • 1947: Campionato del mondo di inseguimento, Campionato italiano e Giro d’Italia.
  • 1948: Milano-Sanremo.
  • 1949: Giro di Lombardia, Campionato italiano, Giro d’Italia, campionati del mondo di inseguimento e Tour de France.
  • 1952: Tour de France e Giro d’Italia.
  • 1953: Campionato mondiale su strada e Giro d’Italia.
  • 1954: Giro di Lombardia e Campionato italiano.

13Ascolta il podcast su Fausto Coppi

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