Fasi della riforma del teatro di Goldoni: schema riassuntivo

Di Redazione Studenti.

Le fasi della riforma del teatro di Carlo Goldoni: schema riassuntivo delle cinque fasi della riforma goldoniana

RIFORMA DEL TEATRO DI GOLDONI

Carlo Goldoni è l'artefice della riforma del teatro nel Settecento
Carlo Goldoni è l'artefice della riforma del teatro nel Settecento — Fonte: getty-images

La riforma di Carlo Goldoni arriva in un momento molto fiorente per il teatro, ma rivoluziona completamente il modo di intendere schemi e linguaggi di questa forma artistica. La caratterizzazione dei personaggi, completamente in antitesi con le maschere della commedia dell'arte, è pero solo una parte della complessa riforma del teatro, di cui analizzeremo ora tutte le fasi.

FASI DELLA RIFORMA DEL TEATRO

La prima fase (1734-1743)

Teatro San Samuele, compagnia di Imer.
Goldoni si cimenta in tutti i generi: tragicommedie in versi, intermezzi, drammi per musica e commedie. Secondo Goldoni la riforma è praticamente fatta, testimonianza ne è Donna di garbo. Tuttavia, a causa delle difficoltà incontrate tra il 1743-1748 Goldoni deve  allontanarsi da Venezia e interrompere il percorso già iniziato.

La seconda fase(1748-1753)

Teatro Sant’Angelo, compagnia di Medebach. Goldoni abbandona definitivamente gli altri generi e scrive solamente commedie, che seguono i canoni della riforma e segnano il passaggio dalla commedia dell’arte a quella di carattere.
Di questi anni sono:  La vedova scaltra, La bottega del caffè, Il bugiardo, La serva amorosa e La locandiera.
Protagonista delle opere è la borghesia veneziana che viene criticata di tutti i suoi vizi e viene esaltata nelle virtù quali l’onestà, laboriosità, prudenza, fedeltà, buon senso e capacità di risparmi.
La riforma di Goldoni si sofferma quindi anche sui contenuti  rappresentati.

La terza fase (1753-1759)

In questi anni Goldoni ebbe una crisi creativa dovuta al sovraccarico di lavoro degli ultimi anni, una persistente malinconia, i nuovi impegni familiari e gli attacchi dei rivali. Inoltre la compagnia con cui lavorava non era in grado di rappresentare i testi di Goldoni, che quindi non ebbero il successo sperato.
In questi anni Goldoni abbandonò i testi borghesi per scrivere commedie di ambientazione esotica e di contenuto fantasioso ottenendo grandiosi risultati in La sposa persiana.

La quarta fase (1760-1762)

In questa fase, forse grazie alle critiche mosse da Gozzi, la commedia di Goldoni passa dall'essere commedia di carattere a commedia di ambiente. Iniziamo a trovare personaggi il cui rapporto con l’ambiente che li circonda è sempre più stretto. Vengono definiti solo grazie all’interazione con gli altri personaggi. Il personaggio diventa consistente grazie all’ambiente familiare e sociale.
Il capolavoro è rappresentato in Baruffe chiozzotte, una commedia del popolo in cui i protagonisti sono riassorbiti dalla coralità delle voci. Goldoni sceglie il dialetto veneziano e chioggiotto perché i personaggi sono popolani e naturali e richiedono a loro volta una lingua naturale.
Accanto alla critica che gli arriva la classe borghese, Goldoni rivendica la dignità. Nella trilogia della Villeggiatura è protagonista una famiglia borghese che vuole copiare gli stili di vita delle casate nobiliari.

La quinta fase (1762-1765)

Goldoni si sposta a Parigi. La riforma è compiuta e ben accettata dal pubblico anche se i rivali sono ancora attivi. Ora si tratta solo di esportare in Francia la propria riforma per poi tornare in Italia vittorioso. Tuttavia, le cose non vanno come Goldoni vorrebbe: anzi, deve paradossalmente ricominciare da capo come nella Venezia di vent’anni prima.
Tra le opere ricordiamo Il ventaglio che mostra l’abilità compositiva del suo autore. Siccome gli attori della Comédie italienne sono difficili da istruire, Goldoni modifica la sua commedia che ormai si basa sul puro gioco scenico. La commedia non ha il successo sperato, anzi, è un fiasco. La riscrive e la manda a Venezia, dove è molto gradita.