Fantascienza: storia e caratteristiche del genere

Origini e caratteristiche del romanzo di fantascienza, il genere letterario nato nel Novecento ma che affonda le sue radici nel romanzo scientifico dell’Ottocento
Fantascienza: storia e caratteristiche del genere
getty-images

1Le caratteristiche della fantascienza

Fantascienza: storia e caratteristiche del genere.
Fonte: getty-images

La fantascienza è un genere letterario le cui narrazioni si basano sugli sviluppi della scienza e della tecnologia e sull'uso delle macchine e dei robot. Il suo nome viene dall'inglese science-fiction, utilizzato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1926: furono gli ideatori della rivista «Amazing Stories» a ideare questa espressione per indicare tutti quei racconti in cui l'immaginazione narrativa (fiction) incontra la materia scientifica (science).  

Sebbene questo connubio tra la scienza e la narrativa lasci ampi spazi di manovra agli scrittori e alla loro immaginazione, il genere della fantascienza è contraddistinto da alcuni temi ricorrenti:    

  • Il viaggio interstellare o nel tempo. L’uomo, spinto a superare i propri limiti, viaggia verso pianeti inesplorati, universi paralleli o dimensioni temporali: lo fa attraverso l’ausilio di astronavi tecnologicamente avanzate o di macchinari sofisticati.
  • L’alieno. Nel processo di conquista dell'universo da parte dell'umanità trova spazio l'incontro, e spesso lo scontro, con degli esseri extraterrestri, gli alieni: si tratta creature che provengono da altri pianeti o da altre galassie e che, nella maggior parte dei casi, sono ostili al genere umano e rappresentano quindi una minaccia per lo stesso.
  • Le creazioni dell’uomo. L’essere umano immagina e costruisce macchine a sua immagine e somiglianza, con il compito di assisterlo e servirlo. La letteratura di fantascienza si popola così di personaggi particolari:
    - Robot: macchine che agiscono in modo automatico a seguito di una programmazione.
    - Androidi, robot che hanno delle sembianze umane.
    - Cyborg, esseri umani di cui alcune parti del corpo sono state ricostruite con componenti metalliche o elettroniche.
    - Replicanti, esseri artificiali creati attraverso tecniche di ingegneria genetica (o creature extraterrestri) che riproducono le fattezze di un particolare individuo effettivamente esistente sulla terra.
    Spesso questi personaggi sfuggono al controllo dell’uomo, divenendo per lui una minaccia.

2La fantascienza: storia e sviluppo

2.1Le origini della fantascienza

Sebbene la fantascienza assuma un questo nome solo a partire dal dagli anni Venti del Novecento, si tratta di un genere che affonda le sue radici nel romanzo scientifico della fine dell'Ottocento.

Jules Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905).
Fonte: getty-images

I due massimi esponenti di questo filone della narrativa furono il francese Jules Verne (1828-1905), con i suoi romanzi Dalla terra alla luna (1865) e Ventimila leghe sotto i mari (1870) e l'inglese Herbert George Wells (1866-1946), con i suoi romanzi La macchina del tempo (1895), La guerra dei mondi (1897) e I primi uomini sulla luna (1901). Si tratta di opere figlie delle innovazioni scientifiche e tecniche dell'epoca e, al contempo, volte a mettere in guardia contro i pericoli del progresso

Mary Shelley (1797-1851).
Fonte: getty-images

A dire il vero, già prima di Verne e di Wells c'erano stati autori che avevano fatto del connubio tra scienza e letteratura l'oggetto delle loro opere. Esempi furono l'illuminista francese Voltaire (1694-1778) con il suo racconto Micromegas (1752) e la scrittrice inglese Mary Shelley (1797-1851), autrice del romanzo Frankenstein (1818) considerato il precursore della narrativa di fantascienza. In esso, infatti, seguiamo le vicissitudini del dottor Victor Frankenstein che, animato da una smisurata passione per la scienza, decide di creare un essere vivente assemblato con parti del corpo provenienti da cadaveri. 

2.2La nascita e lo sviluppo del genere

Fu solo a partire dal Novecento, però, che la fantascienza conobbe una sua cristallizzazione come genere e, successivamente, una sua dignità letteraria

La fantascienza utilizzata per mostrare le potenzialità distruttive di un uso violento delle scoperte scientifiche.
Fonte: getty-images

A partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, in particolare, si susseguirono una serie di autori che utilizzarono questo genere per muovere una critica alla società a loro contemporanea, mostrando le potenzialità distruttive di un uso violento delle scoperte scientifiche. Conseguenze che questi autori avevano potuto vedere con i loro occhi con la distruzione di Hiroshima e Nagasaki causata dall’utilizzo di un ordigno nucleare, al termine della Seconda Guerra Mondiale

2.3Isaac Asimov e le leggi della robotica

Isaac Asimov, scrittore e biochimico sovietico, naturalizzato americano.
Fonte: getty-images

Punto di riferimento della narrativa di fantascienza del Novecento fu senza dubbio Isaac Asimov (1920-1992), autore di origine russa e naturalizzato statunitense. Professore universitario di biochimica, Asimov fu autore di una vastissima produzione legata al genere fantascientifico in cui avanzò alcune ipotesi di natura etica sul futuro dell’uomo legato agli sviluppi dell’intelligenza artificiale. 

Egli era dell'idea che, se una macchina fosse stata progettata bene, non avrebbe potuto presentare alcun rischio per l’essere umano. In quest’ottica, quindi, ideò le cosiddette tre leggi della robotica

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno (Legge della sicurezza).
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge (Legge del servizio).
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge (Legge di autoconservazione).

Inserite per la prima volta nel racconto Runaround (confluito poi nella raccolta I Robot), Asimov applicò le tre leggi della robotica in tutti i suoi testi di narrativa di fantascienza. E non fu l’unico: esse si dimostrarono talmente popolari e sensate che, ben presto, altri scrittori cominciarono a usarle

2.4Gli altri autori della fantascienza

Altri autori di fantascienza degni di nota furono:  

  • Frederic Brown (1906-1972), autore di romanzi e racconti polizieschi e di fantascienza. In questi ultimi, in particolare, egli riuscì a coadiuvare la narrazione fantascientifica con la presa in giro dei suoi stereotipi.
  • Arthur C. Clarke (1917-2008), autore del romanzo 2001: Odissea nello spazio del 1968, da cui è stato poi tratto il celebre film uscito nello stesso anno per la regia di Stanley Kubrick. In questo romanzo, che prende le mosse dal racconto breve La sentinella dello stesso Clarke ed è ambientato in un futuro prossimo, viene seguito il viaggio di un’astronave nello spazio e vengono trattati temi come il destino della specie umana
  • Ray Bradbury (1920-2012), autore di un capolavoro come Fahrenheit 451 (1953), che gettò le basi del sottogenere della distopia. In questo romanzo, ambientato in un futuro non meglio precisato, viene descritta una società in cui leggere o possedere libri è illegale.
  • Philip K. Dick (1928 1982) dal cui romanzo Il cacciatore di androidi (1968) è stato tratto il film Blade Runner (1982), diretto dal regista Ridley Scott. Si tratta di un romanzo ambientato in un futuro post-atomico, in cui gli androidi e gli esseri umani vivono insieme.

3I sottogeneri della fantascienza

Fantascienza: il filone del cyberpunk.
Fonte: getty-images

La fantascienza è stata (ed è) un genere dal così ampio successo che inevitabilmente ha dato vita ad altri sottogeneri, i più importanti dei quali sono senza dubbio il cyberpunk e la distopia

Il filone del cyberpunk si è sviluppato a partire dagli anni Ottanta del Novecento e vede il suo focus narrativo nello sviluppo delle tecnologie informatiche e cibernetiche. L’esponente più importante di questo sottogenere della fantascienza è William Gibson (1948), il cui romanzo Neuromante (1984) ne ha segnato la nascita. In esso viene narrata la storia di Case, un hacker il cui sistema nervoso è stato danneggiato.  

Fantascienza: il filone della distopia.
Fonte: getty-images

Il secondo filone è quello della distopia, che è anche quello che nella fantascienza contemporanea continua a riscuotere i più ampio numero di consensi. Il termine distopia indica un’utopia al contrario: vengono infatti descritte società future in preda al degrado a causa di catastrofi planetarie e/o di un uso sbagliato e violento della scienza

Quello che viene raccontato è un mondo ingiusto, dove le libertà sono state messe a tacere e a governare è un regime politico autoritario che sorveglia ogni aspetto della vita umana. Esponenti di questo genere sono stati Aldous Huxley (1894-1963) autore del romanzo Il mondo nuovo (1932) e Cormac McCarthy (1933-2023), autore del romanzo La strada (2006).